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Articolo inserito in data 16/07/2011 11:28:45
Libri: recensioni
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ITALO CALVINO - "Il barone rampante"

Italo Calvino

"Il barone rampante"

E' un romanzo geniale che sorprende per la fantasia, la profondità del concetto e la sua evidente semplicità, la chiarezza dell'esposizione, la raffinata ironia...  un vero e proprio capolavoro!

Cosimo è il figlio primogenito del barone Arminio Piovasco di Rondò. Vive nella seconda metà del '700 a Ombrosa, una terra immaginaria in Italia, ricoperta di boschi e vicina al mare.
Dopo un litigio col padre sale su un albero deciso a non scendere più, e manterrà il suo proposito.
Narra la sua incredibile storia il fratello che man mano si rende conto della grandezza di una tale insensata, poderosa, pacifica ribellione alla banalità che spesso caratterizza la vita.

Molti sono gli episodi, spesso caratterizzati da una sottile ironia, nei quali acquistano sempre più consistenza gli altri pittoreschi personaggi che vivono nella villa paterna: dalla madre, la generalessa che alterna atteggiamenti da comandante militare sul campo di battaglia ad attenzioni da genitrice premurosa, alla sorella Battista, che passa i giorni vestita da monaca occupata in inquietanti, imprevedibili, improvvise attività, dallo stralunato abate istitutore dei ragazzi al misterioso cavalier Carrega, amato fratello illegittimo del padre, che veste alla turca e si perde in mille complessi progetti idraulici sempre abbandonati prima di essere portati a termine.

Cosimo organizza la propria vita sugli alberi, diventa un abilissimo cacciatore, ha avventure amorose ed altre guerresche, acquista una grande cultura, è aperto alla modernità e in contatto epistolare con i maggiori letterati e studiosi del secolo, collabora con gli appartenenti alla comunità di Ombrosa, dai cittadini ai carbonai che vivono nei boschi, li stimola e contribuisce al loro progresso civile.
Sin da bambino è innamorato di Violante d’Ondariva e ha con lei in età adulta una storia d’amore estremamente coinvolgente e conflittuale, tanto che quando la donna lo abbandona andandosene per sempre l’eccentricità del barone aumenta fino a rasentare la pazzia.

Da anziano viene aiutato dal fratello e dagli abitanti di Ombrosa, per i quali è oramai una presenza consueta eppure fondamentale proprio per ciò che simboleggia. Ammalato, in attesa di morire su un albero della piazza del paese...

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