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Articolo inserito in data 27/03/2014 23:16:14
Ferrate
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Trentino - Valle del Sarca: FERRATA del TORRENTE SALLAGONI

Sentiero e ferrata: Strada Dro-Drena (parcheggio del campo di tamburello, q.220m slm) - Torrente Sallagoni - Castel Drena - Strada Dro-Drena

difficoltà dei sentieri: T
difficoltà della ferrata: facile/media

in totale 2h 00' di cammino (di cui 1h 30' in ferrata o nella gola) e 200 metri di dislivello (di cui 1h 30' in ferrata o nella gola)

miei commenti e consigli: l'ambiente è estremamente suggestivo, soprattutto in presenza di un discreto quantitativo d'acqua nel torrente, e quindi nelle cascate. Si tratta di un attraversamento in parete, sempre a pochi metri d'altezza dalla base di una gola stretta e oscura, facile se si hanno gambe lunghe ed una longe a cui appendersi nel settore in cui il muro di roccia compatta è leggermente strapiombante (o anche solo per riposare un poco le braccia...), ma nettamente più faticoso se non si riesce ad arrivare con un passo da un gradino di ferro all'altro o se non si utilizza correttamente la longe. Il ponte tibetano di fronte alla cascata più alta è realmente spettacolare, emozionante, scenografico... assolutamente da non perdere.
Considerato che l'escursione è breve, conviene accoppiarla con un'altra (la ferrata dei Colodri, ad esempio, è a poca distanza, piacevole, tecnicamente facile e per niente faticosa), oppure "godersi" gola e torrente girovagando con calma in cerca di scorci da fotografare.

25/01/2014

Siamo nella valle del Sarca, pochi chilometri a nord di Arco, in Trentino.
Lungo la strada che da Dro sale a Drena notiamo a destra, appena prima di un tornante, un campo di tamburello e subito dopo il grande spiazzo in cui lasciare l'auto.
Una freccia nel parcheggio ci indirizza ad una vicina stradina fra gli ulivi, sulla quale ci immettiamo andando a destra. Restando sempre sul tracciato principale saliamo lievemente, poi scendiamo già sentendo il rumore del torrente; deviamo a sinistra in un sentiero (indicazione) e subito ci troviamo di fronte ad una stretta e cupa gola: nella parete a sinistra ci sono i primi gradini e parte la fune metallica... in tutto abbiamo fino ad ora camminato per 5/6 minuti...

Il torrente sotto di noi si getta in una bella cascata e il rumore crea suggestioni particolari... caratteristica di questa ferrata è che non lascia il tempo per abituarsi alla piccola avventura che si vuole affrontare: siamo da poco scesi dall'auto e già ci troviamo appesi quasi al buio in una forra sinuosa, e già non riusciamo a comunicare se non da molto vicino, o urlando, perché l'acqua corre tumultuosa qualche metro sotto i nostri piedi saltando e rimbalzando sulla roccia, e il rombo si amplifica rimbalzando anch'esso fra le due pareti compatte e verticali... e già ci stiamo chiedendo se realmente sia questa una ferrata semplice, come ho distrattamente letto alcuni giorni fa in una relazione su internet...

Ok, un attimo di pausa, un respiro profondo, un'occhiata attenta a longe e moschettoni, e ripartiamo... questa volta concentrati!

A causa dell'umidità la roccia è a tratti scivolosa, ma siamo sempre attaccati alla fune e i rischi non sono maggiori di quelli che normalmente si affrontano in un sentiero attrezzato di media difficoltà... più che altro è curioso il fatto che dopo una mezzoretta non ricordo più se quando siamo partiti c'era il sole...

Incontriamo a sinistra una probabile via di fuga (gradini che salgono verso l'alto permettendo di raggiungere, un paio di metri più su, un prato incolto, in piano), poi la gola si stringe ulteriormente e passiamo sulla parete opposta. Un passo dopo l'altro avanziamo concedendoci qualche pausa per scattare foto e riprendere fiato, fino a quando intravediamo una striscia verticale di luce: scendiamo a livello del torrente, lo guadiamo facilmente e siamo "all'aperto", non più in una gola angusta, ma in una bella valle che per contrasto pare ampia... in realtà non lo è, e le pareti che la delimitano sono alte e incombenti... davanti a noi c'è una splendida cascata...

Restando nel sentierino a destra è possibile di evitare l'attraversamento sull'impressionante ponte tibetano (tre cavi d'acciaio sospesi) che di fronte alla cascata, ad una decina di metri d'altezza, permette di passare da una riva all'altra... per nulla rinuncerei a questa passeggiata aerea...

Procediamo ora a destra del torrente: superiamo un semplice passaggio attrezzato e un suggestivo corridoio disegnato da pareti verticali, risaliamo quindi, a fianco di piacevoli cascatelle, un ripido pendio detritico agevolati da una serie di gradini di tronchi e ignoriamo, tratti in inganno dalla presenza di vecchi cavi metallici abbandonati, un secondo piccolo settore attrezzato che si trova a sinistra del torrente (destra idrografica).

Più in alto rasentiamo il piccolo ponte tibetano, proveniente da sinistra, che ci segnala l'"errorino" appena compiuto saltando gli ultimi metri di ferrata; poco oltre andiamo a sinistra aldilà di un ponticello di legno (indicazione "castello" verniciata sulla roccia), passiamo in salita a fianco di pareti strapiombanti con vie d'arrampicata (ad occhio piuttosto difficili...) e presto usciamo dalla valle, esattamente ai piedi del dosso su cui sorge il castello di Drena.

C'è sfuggito il breve tratto finale della ferrata, ma non può farlo il bar a fianco della strada che percorreremo a sinistra per tornare all'auto... è una giornata di sole, per cui risulta impossibile resistere al richiamo delle sedie attorno a un tavolino, e del paio di birre medie utili a stimolare le chiacchiere a commento della nostra avventura...

Scendendo lungo la strada sfruttiamo alcuni "tagli" su sentiero che rendono più veloce il rientro.












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