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Articolo inserito in data 19/01/2015 22:34:40
Siti archeologici
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Sardegna - Abbasanta (Or) - NURAGHE LOSA

NURAGHE LOSA (nei pressi di Abbasanta - Oristano)

Il nuraghe Losa è maestoso, spettacolare, uno dei più noti, dei meglio conservati della Sardegna.
E' facile da trovare, impossibile da ignorare quando da Nuoro, dirigendosi sulla superstrada verso Oristano, superate le uscite per Sedilo e per Ghilarza, oramai a due passi dal paese di Abbasanta, ci si immette sulla Statale 131 che collega Sassari a Cagliari.
Inevitabilmente si rallenta passando dalla doppia corsia a quella singola dello svincolo, e si controllano con attenzione i cartelli stradali perché pare curvando di invertire il senso di marcia e tornare verso nord... poi lo sguardo è rapito dalla poderosa fortezza di pietra che all'improvviso si erge a sinistra, a 100 metri di distanza... impressionante!

E' un nuraghe complesso, del tipo a falsa cupola (a tholos), con un mastio centrale protetto da un compatto bastione trilobato ideato su tre torri poste ai vertici di un triangolo equilatero.
La struttura, preceduta da una grande capanna, domina una vasta area delimitata da una muraglia con un paio di porte turrite: qui sorgeva il villaggio nuragico, qui la vita prosperava già 3000 anni fa, qui alcuni degli artefici della spettacolare civiltà megalitica sarda erano talmente capaci e determinati da issare immense pietre una sull'altra, giocando con equilibri difficili da comprendere anche ora, fino a costruire un vero e proprio ciclopico castello.

Senza dubbio si sentiva fiero e protetto chi viveva all'ombra di queste mura, e di certo provava rispetto e soggezione chi vi si avvicinava da fuori, sapendo poi che gli abitanti già erano al corrente della sua venuta, avvisati dalle sentinelle dei nuraghi satellite che sempre erano innalzati e presidiati a breve distanza da quello centrale.
Una comunità di questo tipo doveva essere ben più articolata ed evoluta di quanto in passato archeologi e storici hanno immaginato sottovalutando con colpevole superficialità gli antichi Sardi: sarebbe bastato guardare con attenzione queste enormi costruzioni, pensare un attimo alla loro ideazione, alle capacità di chi le progettava e ne dirigeva l'erezione, al potenziale del gruppo di uomini che poggiava un macigno sull'altro a secco, fino a oltre 20 metri dal suolo, che disegnava pareti larghe 3/4 metri al cui interno ripide scale elicoidali portavano ai piani superiori, e camere a tholos alte anche 7 metri... e sarebbe bastato accorgersi dell'avanzata funzione di controllo civile e religioso del vasto e fertile territorio circostante che un simile complesso riusciva ad esercitare, perché di complesso si tratta, con fortezza, villaggio, cinta muraria turrita e torri satellite, e centri di culto, e tombe monumentali, e fonti sacre, per capire facilmente che quella nuragica era 3 millenni fa una delle civiltà più sviluppate del bacino del Mediterraneo... ci se ne sta rendendo conto ora, però, finalmente, grazie a scavi e studi archeologici sistematici in varie zone dell'isola, in grandi siti di estremo interesse (anche per il semplice turista curioso), e queste antiche genti che nulla hanno lasciato di scritto, ma che tutti dall'Anatolia alle isole Egee, dalla Fenicia all'Egitto, all'Etruria e alle coste africane e spagnole conoscevano, e alcuni probabilmente temevano, stanno pian piano acquistando la notorietà che meritano.

La torre principale del nuraghe Losa risale al Bronzo Medio (fine del XV - inizio del XIII sec. a.C.), il complesso trilobato al Bronzo Recente (prima metà del XIII - fine del XII sec. a.C.), mentre il villaggio risulta dai reperti recuperati abitato per centinaia di anni, e dopo un probabile periodo di decadenza rifrequentato almeno fino alla tarda epoca romana o all'età altomedioevale.

Accediamo varcando la grande muraglia: è di forma vagamente ellittica, con l'asse maggiore di oltre 250 metri e quello minore di quasi 180; le sue due torri-porte, perfettamente apprezzabili, sono caratterizzate dalla presenza di una cameretta circolare con due ingressi diametralmente opposti e proiettate verso l'esterno (quella a sinistra del varco d'accesso all'area archeologica risulta tuttora eretta per 3/4 circa dell'altezza originaria).

A sinistra c'è la piccola costruzione moderna in cui sono esposti alcuni reperti, ma siamo inevitabilmente attratti dal colosso architettonico che abbiamo difronte; non riusciamo a comprenderne la struttura da questo punto di vista ed erroneamente ci sembra l'elegante base di una sola, immensa torre, preceduta da una singola capanna.
Osserviamo la planimetria e capiamo che in realtà siamo davanti al prospetto meridionale del bastione, il lato del triangolo equilatero in cui si apre l'ingresso, i cui vertici corrispondono alle torri sud-ovest e sud-est: quasi 26 metri di lunghezza per un'altezza residua di circa 11 metri e mezzo!

Una capanna nasconde l'ingresso del bastione: risale probabilmente al Bronzo Finale (fine del XII - inizi del IX sec. a.C.), è ampia, costruita con notevole perizia tecnica e attenzione ai particolari, con feritoie, due grandi nicchie-giaciglio (con stipetti laterali adatti a ricevere lucerne per l'illuminazione) e altre nicchiette parietali.

Entriamo nel bastione e immediatamente siamo proiettati millenni addietro, ma non solo, l'aria e la luce soffusa ci ipnotizzano e le certezze si perdono... è incredibile ciò che abbiamo attorno: pietre immense ovunque, a fianco e sopra la testa, ordinate con precisione una sull'altra a formare un poderoso cumulo in perfetto equilibrio, senza qualcosa che le fissi fra loro se non la forza di gravità, quella che da sempre le immobilizza permettendo l'esistenza di spazi vuoti regolari.

A destra c'è il corridoio che permette di accedere alla camera con falsa cupola della torre sud-est; a sinistra ci sono l'entrata della torre sud-ovest (quella a "cielo aperto", in cui è crollata la falsa cupola della camera) e, più avanti, la rampa elicoidale ricavata nella parete di quella principale, il mastio, che porta al piano superiore. Le dimensioni delle pareti si misurano tutte in metri e servono vari passi per penetrare nella grande camera centrale (7 metri d'altezza e 5 di diametro... quello massimo della torre è di quasi 12 metri, quindi in basso le sue mura risultano spesse 3 metri e mezzo!).

Guardandoci attorno ci rendiamo conto di come sia impossibile per noi comprendere a cosa realmente servissero costruzioni di questo tipo: per difendersi? Per proteggere un luogo sacro? Erano le spettacolari, ma cupe, umide e scomode abitazioni di personaggi eminenti e carismatici? Erano edifici simbolici, creati per impressionare, la massima manifestazione della potenza di chi li possedeva? Occorrerebbe ragionare come loro, gli antichi Sardi, vivere come loro in quell'epoca lontanissima per capire, per attribuire un significato vero, evitando così le forzature che ci portano a cercare spiegazioni razionali troppo vicine al nostro modo di pensare, drogate dalla nostra cultura e dalla nostra esperienza.

Io mi arrendo, decido di rinunciare alla razionalità e semplicemente di godermi ciò che ho attorno, una spettacolare espressione della fantasia, della creatività, della capacità tecnica umana.
Volevi stupire, nuragico? Bene, hai ottenuto il tuo scopo... provo ammirazione, nonostante appartenga ad una generazione che vive 3000 anni dopo di te!

Siamo all'esterno; ci teniamo a destra della costruzione e incontriamo l'ingresso isolato alla torre nord del bastione, poi una evidente fortificazione, ciò che resta dell'antemurale turrito che proteggeva la struttura centrale: la sua funzione difensiva è evidenziata dalla presenza di varie feritoie nelle due torri restanti e nel tratto di cortina che le unisce. E' suggestivo il cortiletto delimitato dal lato nord-occidentale del bastione e dai segmenti murari raccordati alla seconda di queste torri, quella ad ovest, caratterizzata fra l'altro dalla presenza al suo interno di una cisterna interrata.

Non servono altre spiegazioni: sono possibili visite guidate, esistono depliant, opuscoli, interessantissimi quaderni archeologici, un sito internet dedicato... ma un consiglio può essere utile: quando vi avvicinate a luoghi come questo, lasciatevi rapire dall'emozione, lasciate che la mente curiosa vi porti a cercare spiegazioni tecnico-scientifiche e storiche, ma immediatamente concedetevi una pausa girovagando attorno senza scopo apparente, semplicemente osservando, sognando, concedendo a questi antichissimi macigni lavorati e sovrapposti la possibilità di stupirvi.

NOTA: per chi volesse fare una passeggiata nei paraggi può risultare interessante una visita a Ghilarza, dove a noi sono parsi significativi la chiesetta di S.Palmerio (risalente alla prima metà del XIII secolo), in forme romaniche con corsi alternati di conci in trachite chiara e scura, una bella facciata e un suggestivo interno (... probabilmente, perché come spesso succede nei paesi italiani, il monumento era fastidiosamente chiuso...) e il massiccio nuraghe Orgono (appena fuori dal centro abitato, nei pressi dello svincolo della superstrada, da dove lo si nota facilmente): ha una camera principale con una copertura a chiglia di nave rovesciata, il piano superiore raggiungibile e solo in parte conservato, ed è importante perché ritenuto una testimonianza dell'evoluzione architettonica dal nuraghe a corridoio a quello a tholos (avvenuta fra il 1500 e il 1200 a.C).

 

Ho visitato i luoghi il 28 dicembre 2014

- Informazioni utili:

il nuraghe Losa è aperto tutto l’anno: inverno 9-17; estate 9-19.
Biglietto intero € 5,00 - ridotto € 3,50
Visite guidate, personale gentile, ottima libreria (guide, archeologia, cultura, tradizioni, storia sarda)

Per ulteriori informazioni:

Nuraghe Losa
Ghilarza

"Nuraghe Losa: porta turrita della cinta muraria"

 

"Nuraghe Losa: porta turrita della cinta muraria"

 

"Nuraghe Losa: cinta muraria"

 

"Nuraghe Losa: cinta muraria"

 

"Nuraghe Losa: ingresso secondario della cinta muraria"

 


"Nuraghe Losa"

 


"Nuraghe Losa: prospetto meridionale del bastione e capanna principale"

 

"Nuraghe Losa: planimetria e spaccato (immagine tratta da uno dei cartelloni esplicativi posti nel sito archeologico)"

 

"Nuraghe Losa: veduta aerea (immagine tratta da uno dei cartelloni esplicativi posti nel sito archeologico)"

 

"Nuraghe Losa: particolare"

 

"Nuraghe Losa: capanna principale"

 

"Nuraghe Losa: interno della capanna principale, con ingresso, nicchia e feritoie"

 

"Nuraghe Losa: torre sud-est del bastione (a sinistra: capanna principale e ingresso del nuraghe)"

 

"Nuraghe Losa: ingresso secondario della capanna principale e ingresso del nuraghe"

 

"Nuraghe Losa: corridoio e ingresso del nuraghe (dall'interno)"

 

"Nuraghe Losa: falsa cupola della camera della torre principale (mastio)"

 

"Nuraghe Losa: nicchia nella camera della torre principale (mastio)"

 

"Nuraghe Losa: nicchie nella camera della torre principale (mastio) (quella superiore ha probabilmente una funzione statica)"

 

"Nuraghe Losa: rampa elicoidale che porta al piano superiore della torre principale (mastio)"

 

"Nuraghe Losa: rampa elicoidale che porta al piano superiore della torre principale (mastio)"

 

"Nuraghe Losa: rampa elicoidale che porta al piano superiore della torre principale (mastio)"

 

"Nuraghe Losa: camera al piano superiore della torre principale (mastio)"

 

"Nuraghe Losa: scorcio della falsa cupola nella camera della torre sud-est del bastione"

 

"Nuraghe Losa: falsa cupola della camera della torre sud-est del bastione"

 

"Nuraghe Losa: scorcio nella camera della torre sud-ovest del bastione"

 

"Nuraghe Losa: corridoio d'accesso alla camera della torre sud-ovest del bastione"

 

"Nuraghe Losa: capanna e torre est dell'antemurale"

 

 

"Nuraghe Losa: capanna"

 


"Nuraghe Losa: torre est dell'antemurale"

 


"Nuraghe Losa: prospetto orientale e ingresso della torre nord del bastione"

 


"Nuraghe Losa: antemurale e torre nord del bastione"

 


"Nuraghe Losa: antemurale e prospetto nord-occidentale del bastione"

 


"Nuraghe Losa: antemurale con torre ovest e prospetto nord-occidentale del bastione"

 

"Nuraghe Losa: torre ovest dell'antemurale e prospetto nord-occidentale del bastione"

 

"Nuraghe Losa: torre sud-ovest del bastione, fra la torre ovest dell'antemurale e la capanna principale"

 


"Nuraghe Losa: prospetto meridionale del bastione e capanna principale (si nota l'ingresso del nuraghe)"

 

"Nuraghe Losa: ingresso del cortiletto delimitato dal prospetto nord-occidentale del bastione e dai segmenti murari raccordati alla torre ovest dell'antemurale"

 

"Nuraghe Losa: ingresso della torre ovest dell'antemurale"

 

"Nuraghe Losa: feritoie all'interno della torre ovest dell'antemurale"

 


"Nuraghe Losa: ingresso del cortiletto delimitato dal prospetto nord-occidentale del bastione e dai segmenti murari raccordati alla torre ovest dell'antemurale (dall'interno)"

 

"Nuraghe Losa: mensoloni (sorreggevano le parti sporgenti degli spalti del bastione e della terrazza sommitale della torre principale (mastio)"

 


"Ghilarza (nei pressi): nuraghe Orgono"

 


"Ghilarza (nei pressi): nuraghe Orgono"

 


"Ghilarza (nei pressi): nuraghe Orgono: ingresso di una camera"

 

"Ghilarza (nei pressi): nuraghe Orgono: ingresso principale"

 

"Ghilarza (nei pressi): nuraghe Orgono: scala che porta al piano superiore"

 


"Ghilarza: chiesetta di S.Palmerio"

 

"Ghilarza: chiesetta di S.Palmerio"

Alcune foto sono di Lorena Fiore

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