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Articolo inserito in data 08/03/2015 16:54:09
Alpi Apuane
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GRUPPO DELLA PENNA DI SUMBRA: la CRESTA EST della PENNA DI SUMBRA

Sentiero: Capanne di Careggine (Isola Santa)-Colle delle Capanne-Penna di Sumbra-ritorno

difficoltà del sentiero: E
difficoltà della cresta est: facile, con alcuni tratti molto esposti e due passaggi di I
segnavia: 145

cima: penna di Sumbra (1764m)

in totale 6h di cammino e 1150 metri di dislivello

miei commenti e consigli: la cresta est è semplice, tuttavia l'eventuale presenza di neve o ghiaccio, o di vento forte, può creare notevoli complicazioni durante l'attraversamento dei brevi tratti esposti; in un paio di punti è necessario usare le mani per superare bassi dislivelli (2/3 metri al massimo, I)... le difficoltà sono aggirabili a nord con un comodo sentiero, ma considerata la bellezza della cresta e delle vedute che regala (sull'impressionante versante sud della penna di Sumbra, verso il gruppo delle Panie, il monte Corchia e il gruppo dell'Altissimo), io vi rinuncerei solo in 3 casi: se fossi totalmente privo di esperienza su tale terreno, se soffrissi di vertigini, se le condizioni ambientali risultassero tali da rendere inaccettabile il rischio. 

06/04/2014

L'irresistibile "desiderio di montagna" e la persistenza di troppa neve (per i miei gusti!) in molte zone delle Alpi, mi avevano suggerito l'idea di tornare qua, in Garfagnana, ai piedi delle Apuane; valicando gli Appennini mi ero accorto, tuttavia, che non sarebbe stato semplice trovare qualcosa di "serio" da fare: versanti settentrionali e occidentali risultavano ancora innevati... fastidiosamente innevati... e probabilmente ne sarebbe derivata l'impossibilità di percorrere dislivelli significativi e di raggiungere cime scoscese.

Dopo cena, in albergo, mi ero ritrovato a sfogliare carte e guide pensando al giorno dopo: in Apuane praticamente tutte le cime sono scoscese e spesso, a causa della conformazione e della posizione a due passi dal Tirreno, i ripidi pendii innevati diventano ghiacciati e piuttosto infidi... cosa fare allora... dove andare?

Alle 23 il mio umore era pessimo: avevo praticamente scartato ogni possibilità e raggiunto la conclusione di aver sciupato un weekend!

Optammo alla fine per una tranquilla passeggiata in un versante sud, senza pretese, solamente per "muoverci" un poco e arrivare al pomeriggio, all'ora in cui riprendere l'auto e tornare in Romagna. Dove saremmo andati, esattamente? In un posto in cui mai ero stato: sopra Capanne di Careggine, un piccolo borgo a monte di Isola Santa, nella valle del Turrite Secca, quella, cioè, percorsa dalla strada che da Castelnuovo di Garfagnana sale fino ad Arni o, se si tiene la sinistra in alto, alla galleria del Cipollaio.

E' curioso come possano iniziare in questo modo avventure che vale la pena poi di raccontare.

Relazione

Lasciamo l'auto nel piccolo parcheggio di Capanne di Careggine e saliamo sul sentiero 145, ben segnalato e semplice da seguire.
Non faccio foto e non prendo appunti perché non sono di buon umore: questa sarà una semplice passeggiata nel bosco, al massimo ci porterà fino al colle delle Capanne, al crinale che separa questa valle da quella col lago di Vagli... abbiamo fatto centinaia di chilometri d'auto per 2/3 ore di semplice cammino e dubito che risulterà alla fine abbastanza interessante da meritare l'impegno di registrare qualche nota e qualche immagine.

Passiamo davanti alla chiesetta e continuiamo lungo un ripido stradello: la vista diventa man mano più interessante, soprattutto verso le cime del gruppo delle Panie... il pizzo delle Saette è proprio lì, di fronte a noi, particolarmente arcigno, ed elegante.

E' piacevole il castagneto e tranquilla la salita, regolare, continua, tanto da farci guadagnare quota velocemente; chiacchieriamo distratti immaginando future escursioni in Dolomiti e solo all'ultimo momento ci accorgiamo che dopo una traversata verso sinistra (ovest) il sentiero pare terminare in una zona rocciosa.
L'istinto porta a voltarsi cercando il punto in cui, poco attenti alla traccia, ce ne siamo allontanati, tuttavia abbiamo un segnavia a due passi da noi per cui... c'è una fenditura nella roccia, lì avanti... che vi sia un passaggio?

Incredibile, e impressionante!
Si tratta di una spaccatura rettilinea lunga una trentina di metri, larga fra i 60 e i 100 cm, e con pareti verticali alte anche 10/15 metri, che permette di attraversare una fascia rocciosa perpendicolare alla direzione del nostro cammino. Vi entriamo, la percorriamo, torniamo indietro studiandone incuriositi la conformazione e nuovamente vi passiamo all'interno, questa volta "sparando" una serie di foto per provare, inutilmente, a fissarne in banali immagini le peculiarità.

Un simile, sorprendente "oggetto" naturale è riuscito in un attimo a farmi tornare l'entusiasmo... c'è anche il sole, è una gran bella giornata e "qualcosa di buono" ha già iniziato a regalarlo!
Aldilà del crepaccio c'è un breve tratto scosceso, in discesa, ma subito riprendiamo a salire fra grandi prati inclinati, rasentando vari ruderi di capanne in pietra; dietro di noi è evidentissima la grande fascia rocciosa appena attraversata.

In alto entriamo in un bella faggeta, poi traversiamo in piano verso destra e raggiungiamo sul crinale una larga pista forestale (varie segnalazioni): proviene da destra, dalla zona della Maestà del Tribbio, e va verso sinistra, verso il Sumbra, anche se suppongo che in questa direzione presto termini.

Il boscoso versante settentrionale, quello che cala fino al lago di Vagli, è come previsto innevato... cosa fare ora?
Guardiamo la cartina e notiamo che la cresta est della penna di Sumbra dovrebbe iniziare a poco più di un chilometro da noi: se la pista continuasse per un poco e la neve non si dimostrasse troppo fastidiosa, si potrebbe provare a raggiungere una zona "aperta" dalla quale osservare la cima e con un po' di fortuna anche l'immensa parete sud della montagna...

Partiamo.
Pochi minuti e stiamo già camminando su 20/30 centimetri di neve morbida, priva di tracce di passaggio, e perdiamo il sentiero prima e la strada poi. Decidiamo di spostarci a sinistra per mantenerci sulla linea spartiacque, dove pare che sia meno faticoso procedere e certamente è impossibile sbagliare... sempre dritto verso ovest!

Quello che alla nostra sinistra era un ripido versante diventa improvvisamente una vera e propria, impressionante parete di roccia; scendiamo in un canaletto a destra e ritroviamo i segnavia: li seguiamo a sinistra e passiamo su un terrazzo caratteristico, semplice, ma molto esposto.
La veduta è ora spettacolare: davanti a noi c'è la cresta est, con almeno tre cimette (l'ultima è più pronunciata) prima di terminare alla base del colle sommitale della penna di Sumbra; a sinistra c'è il nulla... parte a 40 centimetri dai nostri piedi e prosegue fino ai poderosi speroni che sostengono ognuna delle alture e quella maggiore: è l'immensa parete meridionale, un muro di marmo senza fine, nel tratto verticale alto fino a 500 metri, a volte strapiombante...
A destra c'è una distesa immacolata di neve, un grande, blando pendio carsico che da quassù pare però gettarsi in un "qualcosa " di più ripido che non si riesce a vedere... dovessi scommettere, lo farei sulla presenza di pareti là sotto, a nord...

Una sorpresa per noi: è impossibile seguire il sentiero, quello cioè che permetterebbe di aggirare i passaggi esposti della cresta, perché le neve è alta e non reputo sensato, considerata anche la tipologia di terreno, affrontarla senza idonea attrezzatura, ma la bella cresta è perfettamente "pulita", addirittura asciutta, e da qua sembra esserlo anche la traccia che porta in vetta!

Neppure un secondo per decidere: ignoriamo la traccia che si perde a destra nella coltre nevosa e restiamo in cresta, proseguendo verso il Sumbra!

Qualche sbiadito bollo azzurro aiuta a individuare i punti più adatti al transito, ma in definitiva non risulta difficile procedere; noi ci siamo sempre mantenuti a un passo dal vertiginoso baratro e un paio di volte siamo scesi in "canaletti" a destra (alti pochi metri, con difficoltà I) per evitare paretine che, nei pressi delle cime intermedie, interrompono la regolarità della cresta. Un solo passaggio mi è parso realmente molto esposto, probabilmente a causa del risicato spazio a disposizione, della mancanza di appigli e della leggera, ma fastidiosa inclinazione della roccia su cui si appoggiano i piedi.

Siamo oramai sotto alla erbosa collinetta sommitale quando ci immettiamo nuovamente nel sentiero che proviene da destra... è uno scherzo salire ora alla contorta croce eretta sulla cima della penna di Sumbra.

Dobbiamo tornare al paese, 1000 metri più in basso, e poi in auto a Forlì, per cui restano a nostra disposizione 10 minuti per renderci conto di ciò che abbiamo fatto: era una semplice passeggiata, affrontata a malincuore, che ci avrebbe dovuto portare in nessun posto ed ora, invece, ci troviamo qua sopra, talmente increduli da non percepire al momento la soddisfazione!

Il panorama circolare è spettacolare: sono splendide le vedute verso le Panie, il Corchia e l'Altissimo, il Tambura e il Pisanino, e vastissima quella verso nord; si apprezzano i rami del lago di Vagli, mentre dalla parte opposta la valle del Turrite Secca, l'avevamo inevitabilmente notato dalla cresta, è verticalmente lontanissima... ci accorgiamo solo in questo momento, guardando con attenzione ciò che ci circonda, che due ragazzi stanno seguendo le nostre tracce... li incontreremo fra poco, scendendo... è strano non averne percepito la presenza prima... evidentemente sono come noi: cercano piccole avventure in luoghi meravigliosi che rispettano col proprio comportamento, evitando eccessi e inutili schiamazzi, facendo in modo che la natura non registri la loro intrusione, vivendo e manifestando solo interiormente l'immensa gioia derivante dallo sforzo fisico che per un secondo sfuma i contorni della vetta così vicina... noti la gioia di queste persone quando di ritorno le saluti incrociandole a pochi passi dalla meta: non vedono l'ora di arrivare eppure non hanno fretta, hanno il fiatone, a volte sono stravolte dalla fatica, ma istintivamente ti illuminano con un sorriso puro.

"Capanne di Careggine: campanile della chiesa (sullo sfondo: pania della Croce (dietro) e pizzo delle Saette)"

 

"Lungo la spaccatura rettilinea nella roccia"

 


"Lungo la spaccatura rettilinea nella roccia"

 

"Lungo la spaccatura rettilinea nella roccia"

 


"Lungo la spaccatura rettilinea nella roccia"

 


"Tratto scosceso nei pressi della spaccatura rettilinea nella roccia (di ritorno)"

 


"Tratto scosceso nei pressi della spaccatura rettilinea nella roccia (di ritorno)"

 

"Lungo il sentiero in località Colle delle Capanne, nei pressi dei ruderi di una casupola in pietra"

 


"Lungo il sentiero in località Colle delle Capanne, nei pressi dei ruderi di una casupola in pietra"

 


"Lungo il sentiero in località Colle delle Capanne, nei pressi dei ruderi di una casupola in pietra"

 

"Ruderi di casupole in pietra in località Colle delle Capanne"

 

"Gruppo delle Panie (dal sentiero in località Colle delle Capanne)"

 

"Lago di Isola Santa (dal sentiero in località Colle delle Capanne)"

 


"Lungo il sentiero in località Colle delle Capanne, nei pressi dei ruderi delle casupole in pietra"

 

"Ruderi di una casupola in pietra in località Colle delle Capanne"

 

"Lungo il sentiero in località Colle delle Capanne"

 

"Lungo il sentiero in località Colle delle Capanne"

 


"Faggeta nei pressi del crinale"

 

"Lungo il sentiero nella faggeta nei pressi del crinale"

 


"Gruppo delle Panie (dai pressi del crinale)"

 


"Nei pressi del tratto iniziale della cresta est (di ritorno)"

 

"Lungo la cresta est (di ritorno)"

 


"Penna di Sumbra: anticima, cresta est e versante meridionale"

 

"Penna di Sumbra: anticima e versante meridionale (dalla cresta est)"

 


"Penna di Sumbra: anticima, cresta est e versante meridionale"

 

"Lungo la cresta est"

 


"Lungo la cresta est"

 


"Lungo la cresta est"

 

"Lungo la cresta est"

 


"Lungo la cresta est"

 


"Penna di Sumbra: cresta est"

 


"Monte Tambura, monte Pisanino e pendio nevoso nel versante settentrionale della penna di Sumbra (dalla cresta est)"

 

"Lungo la cresta est"

 


"Penna di Sumbra: anticima e cima (dalla cresta est)"

 


"Penna di Sumbra: anticima e versante meridionale (dalla cresta est)"

 

"Lago di Vagli e pendio nevoso nel versante settentrionale della penna di Sumbra (dalla cresta est)"

 

"Lungo la cresta est"

 


"Lungo la cresta est: anticima e cima"

 

"Lungo la cresta est"

 

"Lungo la cresta est"

 


"Penna di Sumbra: cresta est e versante meridionale (dai pressi della cima)"

 

"Penna di Sumbra: cima"

 


"Verso la cima"

 


"In cima (in fondo: monte Sella, Alto di Sella e monte Tambura; dietro: monte Contrario (?) e monte Pisanino)"

 


"In cima"

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