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Articolo inserito in data 01/10/2008 00:35:15
Unpinefo
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Primi scavi a UNPINEFO - 25 e 29 aprile 2008

Da anni scrivo relazioni di vario tipo, a volte solo curiose, altre credo abbastanza interessanti, forse addirittura utili, così ho deciso di ripubblicarle, e archiviarle, in questo sito. Inizio da qui.

25/04/2008

Passeggiata lungo i crinali del monte Mauro, toccando la chiesetta, la grotta dei Banditi e la grande sella di Ca' Faggia.
Sandra e Matteo non sono mai stati in questa zona; Lorena sì, un paio di volte, ma con mete speleologiche ben precise. Così al ritorno li porto a vedere l'ingresso dell'F10 e quello del Biancospino decantando le possibilità esplorative di queste doline, valloncelli e pendii.
Fondamentale è la fortuna, ma lo è pure l'abitudine di girare, passeggiare, guardarsi attorno, uscire da schemi, convenzioni... sentieri... così basta una deviazione casuale durante un'escursione casuale, ma in una zona carsica di grande importanza, per imbattersi in un pozzetto, un oblò di 60 cm di diametro, quasi finirci dentro...
La voce di Matteo, incuriosita, eccitata, incredula: "Ehi, venite a vedere che razza di buco c'è qua!"

29/04/2008

Il foro d'ingresso è circolare, con diametro di 60 cm; la profondità indicativamente di 170 cm, la base perfettamente ellittica con assi di 160 cm (N-S) e 100 cm (E-W). Curioso il fatto che all'interno il terreno sia perfettamente livellato.
Oggi siamo Matteo ed io, con secchio, vanghetta, mazzetta, scalpello, corde, GPS, bussola, macchina fotografica, fogli per appunti, attrezzatura varia e... birra.
Abbiamo esaminato con attenzione pozzetto e sue pareti, e dintorni: nessuna traccia, nessun segno... è nostro!
Scaviamo lungo la parete W, assicurati a un albero. La terra non è compatta, ha pochi detriti di piccole dimensioni ed è piuttosto facile da rimuovere. Scendiamo in profondità per 80/90 cm (saremmo più precisi se insieme a tutto il ciarpame avessimo portato anche una bandella metrica...) senza alcuna difficoltà e asportiamo, ad occhio, 4/5 qli di materiale. Notiamo che con un bastone è possibile penetrare in vari punti nel terreno per quasi un metro incontrando solo una blanda resistenza.
La parete a fianco della quale abbiamo iniziato a scavare continua a scendere verticalmente; a N l'ellisse (sezione planare) non si chiude perchè è presente un crepaccio-meandro (?) largo 20/30 cm, anch'esso tappato da terra.
Lavoriamo per 3 ore, poi scolpiamo nella parete una piccola sigla "SCF" e ci dirigiamo verso casa immaginando la grotta che si aprirà sotto al nostro pozzo.

 

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