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Articolo inserito in data 12/10/2008 14:52:25
Grotte in Centro Italia
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Umbria - POZZI DELLA PIANA e GROTTA GIS - 29 dicembre 2002 e 1 febbraio 2003

Questa è una vecchia relazione, una delle prime che ho scritto. Risale a 6 anni fa, racconta di un paio di grotte umbre molto belle e soprattutto dei giorni in cui ho avuto la fortuna di conoscere Luca Budassi, Nilio, Vittorio e altri ragazzi del gruppo speleologico "Pipistrelli" di Terni che tuttora frequento.

I Pozzi della Piana e la grotta Gis (Terni)

Al termine di un corso sorge sempre il problema della trasformazione degli allievi superstiti in soci attivi del gruppo.
Insistendo con i nostri buchi stretti e fangosi difficilmente si ottengono risultati apprezzabili (a dire il vero mi sono rotto le balle pure io!); ci vorrebbero pozzi alti, o grandi ambienti, o concrezioni, stalattiti, laghetti, oppure nuovi amici con cui gozzovigliare, chiacchierare, organizzare e progettare. Da dove partire? L'Umbria è una regione che amo: bellissimi i paesi, notevole la natura, spettacolari le grotte, golosissima la cucina... con tanto ben di Dio la gente deve necessariamente essere gentile ed ospitale... individuata la prima vittima: i "Pipistrelli" di Terni.

Un paio di email, di telefonate, e la partenza: dovevamo essere in 4, poi in 6, alla fine siamo piombati in 10 in Valnerina, e avevamo più salami che imbraghi.
Così abbiamo conosciuto Luca, Andrea e una banda di curiosi personaggi, e così, come speravamo, sono nate idee, progetti e una promettente amicizia.

Tappa obbligata sono stati i pozzi della Piana, una grotta famosa, molto frequentata, con belle concrezioni, una strettoietta (per non perdere l'abitudine), tecnicamente semplice, ma caratterizzata da un subdolo andamento labirintico, tanto che per godersi appieno l'escursione e, soprattutto, per compiere una attraversata completa che comprenda anche il ramo degli Spoletini, è consigliabile farsi accompagnare da qualcuno in grado di ritrovare almeno una delle uscite.

Passato un mesetto ci siamo risentiti e in un attimo abbiamo organizzato una seconda puntata: partenza da Forlì alle 19 di un venerdì, arrivo a Terni alle 21.30, notte in grotta spettacolare (parola del "Pipistrello" Luca) e ritorno a Forlì per le 7 di sabato... da pazzi, può darsi, ma terribilmente intrigante, e divertente.

La grotta Gis è senza dubbio la più bella che ho visto fino ad ora, un vero e proprio gioiello, tanto ricca e delicata da rendere inopportuno ogni movimento non necessario: la paura è quella di toccare qualcosa, appoggiarsi nel posto sbagliato e involontariamente distruggere una fragilissima concrezione, le incredibili cannule lunghe metri, improvvisamente eccentriche e nuovamente perfettamente verticali, e solo col respiro compromettere le candide colate dai mille riflessi.

Ricordo una sensazione simile un giorno lungo la cresta fra il monte Porche e il palazzo Borghese, nei monti Sibillini: ero costretto a camminare calpestando stelle alpine e sempervivum fioriti, crescevano ovunque e io non sapevo dove appoggiare i piedi: un immenso piacere estetico che si trasformava in sofferenza ad ogni passo.
A grotte simili ti devi avvicinare solo con chi le ha scoperte, nella speranza che voglia condividerle proprio con te, e con chi cerca di proteggerle, rispettando ogni suo sforzo, e sempre nella consapevolezza di essere un corpo estraneo all'interno di un delicatissimo organismo che vive.

Si presenta ora un nuovo problema: dove portare Luca, Andrea e gli altri amici per ricambiare tanta disponibilità e un simile regalo?

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