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Articolo inserito in data 06/11/2008 14:53:28
Emilia Romagna-Toscana
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Sentieri 423-(401)-421: sui crinali a sud di BOCCONI

Sentiero: Bocconi - Bastia - strada del monte Gemelli (località Valbura) - monte Mandria - Bocconi (Forlì-Cesena)

difficoltà: E

423: intero, in salita       (1h 45' - 500 m di dislivello positivo)
401: parziale                 (1h 00' - 250 m di dislivello positivo)
421: intero, in discesa  (1h 30' - trascurabile il dislivello positivo)

in totale 4h 15' di cammino e 750/800 metri di dislivello

02/11/2008

- Bocconi sorge nella valle del Montone a poco più di 35 km da Forlì; verso la fine del borgo, in curva di fronte a un bar-ristorante, cartelli turistici per la cascata, il ponte della Brusia e per un parcheggio indicano dove voltare a sinistra. Subito dopo lasciamo l'auto. Proseguendo lungo la strada e deviando a destra su una larga mulattiera selciata in breve scendiamo al ponte a schiena d'asino che permette di attraversare il fiume Montone.
Qui ho preso il punto col GPS e azzerato il misuratore di dislivello:

coordinate ED50: N 44°00'29,2" - E 11°44'51,0" (inizio sentieri 423 e 421)
quota:                  365m slm

- Aldilà del ponte ignoriamo il sentiero che sale dritto (è quello da cui scenderemo) e tenendoci a sinistra superiamo un torrente su una passerella in cemento, quindi andiamo a destra su una mulattiera selciata in ripida salita (freccia in legno: 423 - Valbura q.845).

- Raggiungiamo Bastia, un suggestivo villaggio abbandonato da quasi mezzo secolo:

coordinate ED50: N 44°00'31,4" - E 11°45'07,1"
quota:                  475m slm

- Qualche decina di metri a monte, in un punto in cui si cammina in piano, è possibile deviare a destra e in breve toccare un cocuzzolo panoramico (croce). 

- In blanda salita tagliamo un ripido versante boscoso; i segnali bianco-rossi del CAI sono sempre presenti e posizionati correttamente nei pressi dei bivi (in ogni caso il sentiero è ben battuto e le poche deviazioni sono solo tracce).

- Qualche breve strappo, tratti in falsopiano e dopo una leggera discesa, superato un piccolo corso d'acqua, arriviamo ai ruderi di ca' Forno:

coordinate ED50: N 43°59'37,0" - E 11°45'15,7"
quota:                  655m slm

- Ancora un paio di erte sulla vecchia carrareccia di servizio ai poderi e tocchiamo in successione i ruderi di un casolare senza nome e quelli pittoreschi di ca' Fornello:   

coordinate ED50: N 43°59'36,6" - E 11°45'20,6"
quota:                  705m slm

coordinate ED50: N 43°59'40,7" - E 11°45'27,1" (ca' Fornello)
quota:                  770m slm

- Oltre l'ultimo rudere la sterrata biforca: stiamo a destra e lo facciamo pure pochi metri dopo per immetterci nel sentiero (segnali del CAI ben visibili, ma è un po' nascosto e può capitare di non notarlo) che in breve porta alla strada forestale che attraversando i versanti orientale e meridionale del monte Gemelli collega il passo Valbura a San Benedetto in Alpe:

coordinate ED50: N 43°59'26,7" - E 11°45'38,8" (incrocio sentieri 423 - 401)
quota:                  835m slm

- Andiamo a destra per poche decine di metri, poi, di fronte a un capanno di caccia, abbandoniamo la pista mirando il segnale CAI posto sul tronco di un albero e l'evidente cima del monte (attenzione: ci sono varie tracce e bisogna seguire quella che sale ripida lungo il crinale; inspiegabilmente le bandierine bianco-rosse riappaiono numerose solo più in alto). Ci immettiamo ancora sulla strada (panorama sulle valli del Montone e del Rabbi) e di nuovo la lasciamo per un sentiero a sinistra che nel bosco guadagna rapidamente quota. Vi torniamo per l'ultima volta nei pressi di una grande antenna (ponte radio dei Vigili del Fuoco) e la seguiamo verso ovest.
Dopo un punto panoramico una breve traversa a sinistra porta a ca' Castellana, indicata nella carta escursionistica del parco nazionale come rifugio, ma non segnalato sul luogo e soprattutto ermeticamente chiuso:

coordinate ED50: N 43°58'53,3" - E 11°45'05,2"
quota:                  970m slm

- Ripreso il percorso principale, continuiamo a scendere in modo appena percettibile; davanti possiamo riconoscere il monte Gemelli (due cime boscose simili e vicine).
Nei pressi di un rozzo cabinotto, riparo d'emergenza chiamato rifugio del Bruco, ci allontaniamo definitivamente dalla pista forestale risalendo una traccia a destra che tranquillamente ci porta nel punto in cui si stacca il sentiero 421 per Bocconi, a due passi dalla cimetta del monte Mandria:

coordinate ED50: N 43°58'45,8" - E 11°44'08,1" (incrocio sentieri 401 - 421)
quota:                  1030m slm

- Lo prendiamo andando a destra. Restiamo sempre su un crinale secondario alternando tratti ripidi e un po' scivolosi ad altri in falsopiano; il cammino è piacevole fra i 900 e gli 800 metri di quota quando si procede su sottili crestine e attraverso gruppi di giovani querce.

- Improvvisamente si apre ad est il panorama: è possibile riconoscere parte del percorso fatto in salita, con i ruderi di casolari incontrati, i loro vecchi campi che oramai nessuno più coltiva, le pareti marnoso-arenacee dal caratteristico aspetto "a scalacce", e apprezzare l'estensione dei boschi che ricoprono i versanti dei monti attorno.

- Ancora una ripida discesa e in vista del paese arriviamo a una strada selciata che seguiamo brevemente a sinistra. La lasciamo per rasentare e oltrepassare una casa (il sentiero è dietro); poco sotto ritroviamo il ponte della Brusia.

"Ponte e cascata della Brusia"

 

"Bastia"

 

"Bastia"

 

"Bastia"

 

"Formazioni marnoso-arenacee"

 

"Ca' Forno"

 

"Ca' Forno"

 

"Casolare a q. 705"

 

"Ca' Fornello"

 

"Andando verso il monte Mandria"

 

"Nel bosco, scendendo verso Bocconi"

 

"Versanti boscosi con i casolari incontrati salendo da Bocconi"

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