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Articolo inserito in data 14/11/2008 21:51:29
Emilia Romagna-Toscana
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Sentieri 427-417-(401)-421: fra BOCCONI e SAN BENEDETTO IN ALPE

Sentiero: Bocconi - San Benedetto in Alpe - monte Mandria - Bocconi (Forlì-Cesena)

difficoltà: E

427: intero, in salita       (2h 30' - 400 m di dislivello positivo)
collegamento 427-417  (0h 15' -   40 m di dislivello positivo) 
417: intero, in salita       (1h 30' - 560 m di dislivello positivo)                       
401: parziale                 (0h 15' -   20 m di dislivello positivo)
421: intero, in discesa  (1h 30' - trascurabile il dislivello positivo)

in totale 6h 00' di cammino e 1020 metri di dislivello

08/11/2008

- Bocconi sorge nella valle del Montone a poco più di 35 km da Forlì; verso la fine del borgo, in curva di fronte a un bar-ristorante, cartelli turistici per la cascata, il ponte della Brusia e per un parcheggio indicano dove voltare a sinistra. Subito dopo lasciamo l'auto. Proseguendo lungo la strada e deviando a destra su una larga mulattiera selciata in breve scendiamo al ponte a schiena d'asino che permette di attraversare il fiume Montone.
Qui ho preso il punto col GPS e azzerato il misuratore di dislivello:

coordinate ED50: N 44°00'29,2" - E 11°44'51,0" (inizio sentieri 427 e 421)
quota:                  365m slm

- Aldilà del ponte andiamo dritto lungo il sentiero in salita (frecce in legno: 427 - Bocconi-San Benedetto; 421 - Monte Gemelli); passiamo a fianco di una casa e ci teniamo a destra scendendo blandamente in una strada che mira l'alta valle. Quando curva nettamente a destra proseguiamo dritto su una traversa (freccia in legno: 427 - San Benedetto), rasentiamo un casolare e ignoriamo la traccia a sinistra che incontriamo subito dopo. Siamo sul sentiero che risale la valle del Montone: da qui in avanti alternerà strappi decisi a ripide discese, a tratti in falsopiano, si manterrà nel bosco e supererà molti piccoli corsi d'acqua; i segnali bianco-rossi del CAI ci sono, ma spesso in posizione poco felice e capita perciò di avere dubbi ai bivi.
Un primo esempio di questo problema lo si ha presto: a una brusca salita che tiene a destra un bosco di conifere segue una biforcazione dove bisogna evitare di proseguire lungo l'invitante traccia in piano e prendere invece la rampetta a sinistra (la bandierina CAI è più avanti e serve solo a confermare la correttezza della scelta fatta "a naso").

- Una discesa, ancora un bosco di conifere e arriviamo ai pittoreschi ruderi di ca' Tre Sassi:

coordinate ED50: N 43°59'58,9" - E 11°43'44,0"
quota:                  415m slm

- Rasentiamo, poi attraversiamo un torrente e nuovamente saliamo: l'ambiente è bello. Di fronte a un caratteristico masso piatto il sentiero curva seccamente a destra. In alto una terrazza panoramica sulla valle boscosa precede una discesa in forte pendenza; quando questa dopo una serie di tornantini diventa più blanda, incontriamo i ruderi di Rovidera:

coordinate ED50: N 43°59'45,4" - E 11°43'31,9"
quota:                  460m slm

- Ancora discesa, quindi ai margini di un oscuro boschetto di conifere salita verso sinistra; superati un dirupato torrente dalle discrete dimensioni e l'ennesimo dosso arriviamo ai ruderi di un casolare senza nome (oltre l'ingresso c'è un piccolo ambiente suggestivo con camino e vecchie mensole, in totale abbandono... fare ATTENZIONE perchè presto crollerà; la grande stalla vicina è in mediocri condizioni):

coordinate ED50: N 43°59'48,0" - E 11°42'52,2"
quota:                  450m slm

- Percorriamo un tratto a fianco del Montone (casa abitata sull'altra sponda) e giungiamo a un punto in cui facilmente ci si confonde: una traccia ben battuta va dritto in piano, ma noi dobbiamo curvare a sinistra seguendo in salita l'evidente steccato (il segnale è sopra, dopo un secondo tornante, impossibile da vedere nel momento in cui serve). Subito ci immettiamo in una pista (freccia in legno: 427 - San Benedetto; anche per Bocconi) e miriamo il casolare che abbiamo di fronte:

coordinate ED50: N 43°59'42,8" - E 11°42'31,5"
quota:                  465m slm

- Qui le bandierine CAI non ci sono e la freccia per San Benedetto indica la carrareccia che va oltre l'edificio, inducendo così all'errore! Arrivando davanti a quest'ultimo dobbiamo invece curvare a sinistra, varcare il rustico cancellino in legno (vecchio segnale bianco-rosso quasi invisibile), ignorare la traccia a destra che va nel pascolo e prendere qualche metro dopo (vecchio segnale abbattuto) il sentiero che, sempre a destra, lo rasenta restando più in alto. Diventa una comoda pista, ma presto, superata la deviazione per Valmora e il monte Gemelli, la abbandoniamo tenendoci alla sua sinistra (freccia in legno: 427 - San Benedetto).
A una ripida salita segue una discesa a tornanti dove ci si può confondere a causa della posizione poco felice dei segnavia e della presenza di numerose tracce secondarie.
Attraversiamo un torrente dal corso inforrato, poi un altro piuttosto bello, guadagnando e successivamente perdendo quota più volte; in quest'ultimo tratto non si incontrano più bivi significativi, le bandierine bianco-rosse sono recenti ed evidenti e se anche così non fosse la vista del Poggio di San Benedetto davanti a noi lascia pochi dubbi sulla direzione da tenere.

- Saliamo ancora una volta ignorando una traccia a destra che va verso il fiume e in breve, dopo l'immancabile blanda discesa, arriviamo al piccolo parco della Resistenza, alle porte del paese:

coordinate ED50: N 43°59'11,4" - E 11°41'41,4" (fine sentiero 427)
quota:                  485m slm

- Siamo sulla SS 67, poco prima del km. 146 e del ponte sul Montone immediatamente a valle di San Benedetto in Alpe; una traversa a sinistra porta a un campo da calcio e a un parcheggio utile per chi volesse partire da qui; sul posto ci sono vari segnali CAI che indicano la presenza del sentiero.

- Occorrono 15/20 minuti di cammino per raggiungere l'inizio del 417 per il monte Mandria: andiamo a sinistra lungo la statale, entriamo nel borgo, voltiamo a sinistra seguendo le indicazioni per un parcheggio e aldilà del ponte restiamo sulla strada principale curvando a destra. In leggera salita superiamo alcune case e appena prima di una recinzione verde sostenuta da un muretto in cemento troviamo a sinistra la mulattiera che ci interessa.

coordinate ED50: N 43°58'51,3" - E 11°41'29,6" (inizio sentiero 417)
quota:                  525m slm

- Sul posto c'è una freccia in legno (417 - Monte Gemelli), ma è sommersa da una grande catasta di tronchi.
Il sentiero guadagna rapidamente quota e porta ai ruderi di un casolare senza nome:
 
coordinate ED50: N 43°58'57,6" - E 11°41'33,6"
quota:                  580m slm

- Deviamo a destra su una carrareccia, superiamo un cancello e nel punto in cui questa si innesta in un'altra miriamo l'evidente sentiero che abbiamo di fronte (segnale CAI; in questo percorso sono recenti e sempre presenti). Pochi metri e siamo nuovamente su una strada che seguiremo fino a quando pare terminare. La salita è continua, spesso ripida; dietro è piacevole il panorama verso San Benedetto in Alpe, la valle dell'Acquacheta e quella del Troncalosso.
Incontriamo i ruderi di ca' Vannello:

coordinate ED50: N 43°58'47,6" - E 11°42'03,3"
quota:                  735m slm

- Più in alto passiamo accanto a una fonte; dopo un ultimo strappo, attorno a 900 metri di quota, inizia un lungo tratto a saliscendi. La pista attraversa un bel bosco e arriva a Pian delle Tavole:
  
coordinate ED50: N 43°58'41,9" - E 11°43'29,0"
quota:                  915m slm

- Di fronte alla grande stalla (il casolare è dietro; sulla carta escursionistica del parco nazionale è indicato come rifugio e io ho trovato aperto un locale con camino) curviamo nettamente a sinistra (freccia in legno: Monte Mandria - Monte Gemelli), risaliamo un pascolo e appena prima di una recinzione deviamo a destra per guadagnare tranquillamente quota sul sentiero che ci porta all'incrocio col 401 (segnali CAI presenti, anche troppi, e in posizione corretta):

coordinate ED50: N 43°58'43,5" - E 11°43'44,0" (incrocio sentieri 401 - 417)
quota:                  1025m slm

- Andiamo dritto (freccia in legno: 421 - Bocconi; in realtà siamo sul 401) lasciando a destra la traccia per la cima del monte Gemelli, tagliando così il suo boscoso versante nord; l'ambiente è molto bello.
Superato il bivio col 319 che scende a destra verso Premilcuore, raggiungiamo lungo la cresta sommitale del monte Mandria quello successivo col sentiero 421 per Bocconi:

coordinate ED50: N 43°58'42,1" - E 11°44'01,3" (incrocio sentieri 319 - 401)
quota:                  1035m slm
 
coordinate ED50: N 43°58'45,8" - E 11°44'08,1" (incrocio sentieri 401 - 421)
quota:                  1030m slm

- Prendiamo quest'ultimo andando a sinistra. Restiamo sempre su un crinale secondario alternando tratti ripidi e un po' scivolosi ad altri in falsopiano; il cammino è piacevole fra i 900 e gli 800 metri di quota quando si procede su sottili crestine e attraverso gruppi di giovani querce.

- Improvvisamente si apre ad est un interessante panorama che permette di apprezzare l'estensione dei boschi che ricoprono i versanti dei monti attorno.

- Ancora una ripida discesa e in vista del paese arriviamo a una strada selciata che seguiamo brevemente a sinistra: ci porta alla casa rasentata subito dopo essere partiti. Poco sotto ritroviamo il ponte della Brusia.

"Ponte e cascata della Brusia"

 

"Ca' Tre Sassi"

 

"Ca' Tre Sassi"

 

"Ca' Tre Sassi"

 

"Casolare di Rovidera"

 

"Casolare di Rovidera"

 

"Casolare a q. 450, nei pressi del Montone"

 

"Casolare a q. 450, nei pressi del Montone"

 

"Casolare a q. 450, nei pressi del Montone"

 

"Parete marnoso-arenacea"

 

"Casolare a q. 580, sotto ca' Vannello"

 

"Casolare a q. 580, sotto ca' Vannello"

 

"San Benedetto in Alpe e monti a ovest, salendo verso Pian delle Tavole"

 

"Ca' Vannello"

 

"Ca' Vannello"

 

"Pista nel bosco, salendo verso Pian delle Tavole"

 

"Pista nel bosco, salendo verso Pian delle Tavole"

 

"Casolare di Pian delle Tavole"

 

"Felce nel boscoso versante nord del monte Gemelli"

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