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Articolo inserito in data 28/11/2008 17:01:10
Unpinefo
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Scavi a UNPINEFO - 27 novembre 2008

27/11/2008

Piacevole serata nel bosco, relativamente utile dal punto di vista speleologico.
Dico relativamente perchè oramai a venire quassù siamo solo io e Teo e il lavoro da fare è enorme, troppo per così poche persone interessate. Ci hanno aiutato Fabrizio (eroico perchè 30 giorni fa ha subito un'importante operazione a una gamba... comunque è in recupero e prossimamente tornerà ad essere un esploratore fisso) e Stefano "gnigni", un supporto molto più utile di quanto alcuni presunti speleologi credano.
Forse è un peccato che a scoprire un buco così interessante siamo stati proprio noi... forse bisognerebbe coinvolgere negli scavi un gruppo speleologico, di quelli veri.
Non vale la pena proseguire oltre con quella che può sembrare una polemica; il mio è in realtà semplicemente un piccolo, innocuo sfogo dettato ne' da rabbia, ne' da delusione perchè presto appenderò casco, imbrago e bloccanti al chiodo (sono in età da pensione...) per dedicarmi principalmente a pareti (facili) e cime (basse), ma solo da curiosità... sì, perchè sono curioso di conoscere la fine di questa storia, di sapere cos'è Unpinefo, perchè si presenta "tappata" in questo modo... sì, sono curioso perchè io sono uno speleologo, magari "morbido", magari "pauroso", magari senza "titoli" o "cariche", ma certamente io sono uno speleologo.

Giù ci sono terra e detrito ovunque; il meandro, largo 50/60 cm, dopo un paio di metri assume una sezione rotonda (...un pozzo?), poi riparte a corridoio fino a stringersi 3 metri più in là. Ora ci si cammina, tranne che nell'imbocco del presunto pozzo, perchè fra base e tetto ci sono almeno 2 metri (provate a immaginare quanto materiale è stato estratto e issato da noi all'esterno per liberare tutto questo spazio...); le pareti sono verticali, anche sotto all'attuale piano di calpestio, che è formato totalmente da detrito gettatovi dentro da chissà chi e da chissà dove: con le dovute proporzioni, pare una situazione simile a quella della grotta della Lucerna.
Stiamo piano piano abbassandoci in questa zona.

In seguito, fra tot tempo (molto!) necessario per capire quanto sia profonda e dove vada questa frattura, torneremo a scavare nel pozzo d'ingresso, che è alto 10/11 metri e prosegue verticale (facendolo ora, complicheremmo non poco i lavori nel punto dove stiamo operando, che si trova aldilà del salto).

Ho fatto qualche brutta foto (non circola apprezzabilmente l'aria, così il vapore ristagna... lo so, dovevo farle prima di rimuovere quintali di detrito, ma, ahime, mi è passato di mente...) e uno schizzo dell'attuale pianta della grotta.

"Schizzo della pianta; i numeri in rosso indicano i punti significativi per le immagini mostrate sotto"

 

"Parte bassa del pozzo d'ingresso: foto da 1a verso 2"

 

"Corridoio-meandro: foto da 1b verso 3"

 

"Corridoio-meandro: foto da 3 verso 4"

Alcune foto sono di Fabrizio, dello Speleo Club Forlì

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