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Articolo inserito in data 10/12/2008 15:32:05
Spluga della Preta
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SPLUGA DELLA PRETA: fino alla sala Paradiso - 11 giugno 2005

Spluga della Preta (Verona)

Ramo Principale: fino alla sala Paradiso (-380)

11/06/2005

La Preta è una grotta strepitosa dove non hai ancora fatto un paio di metri in orizzontale che già ne hai percorsi 130 in verticale.
La Preta è un mito, è l'abisso che da 80 anni può essere considerato un fulcro della speleologia mondiale. Là dentro hanno esplorato personaggi famosi di varie nazionalità, innumerevoli spedizioni, generazioni di viaggiatori ipogei con canaponi, scale di corda e legno, scalette metalliche e ora bloccanti su tecnologiche funi.
Là dentro due decenni fa l'Operazione Corno d'Aquilio portò gli speleologi di oltre 20 gruppi italiani a collaborare nell'esecuzione di un'utopia divenuta progetto, centinaia di persone che insieme studiarono, armarono, rilevarono, fotografarono, confrontarono, scoprirono, pulirono e recuperarono le tonnellate di residui abbandonati nei 60 anni precedenti.
Là dentro Francesco Sauro, Giorgio Annichini e i loro formidabili colleghi veneti stanno lavorando in questi mesi per girare un film che racconti la storia di quegli spazi vuoti tanto distanti dalla superficie, dal cielo aperto, che illustri le emozioni, le paure, l'entusiasmo di chi li percorre, la convinzione, la fatica, le speranze di chi li esplora.
Già l'idea di filmare in grotte difficili è singolare, stupisce, ma quella di farlo in queste condizioni, a una simile profondità, percorrendo pozzi immensi e micidiali meandri stretti e contorti, infiniti quando ci si portano dietro sacchi pesanti e attrezzature delicate - perchè a -600, a -700 e oltre arriveranno telecamere, batterie, fari e tutto quanto è necessario per allestire un campo capace di ospitare per vari giorni una decina di persone -, di farlo con l'elevata qualità alla quale i partecipanti mirano, presuppone una determinazione, una capacità logistica, una preparazione tecnico-fisica, soprattutto una tale voglia di rincorrere sogni da lasciarmi senza parole, senza aggettivi adatti a descrivere la mia ammirazione.

Bene, stiamo andando in Preta con questa gente.
Dobbiamo ringraziare i "vecchi" amici Monica, Francesca, Giorgio e Valeriano che ci hanno dato questa possibilità, e Francesco, che organizza il tutto, Alessandro, l'acrobatico regista, e gli altri fortissimi speleologi del GSP, del GAM, dell'USV, del GSV e del GSM, dei quali non ricordo, ma spero di imparare presto in altre occasioni d'incontro, i nomi... memoria precaria a causa dell'emozione, della fatica, della mia età, è vero, ma anche del loro mattutino grappino alla prugna... e poi eravamo in 21 là sotto!

Il sito www.splugadellapreta.it sta crescendo e ha posto le basi per diventare un piacevole strumento indispensabile a chi vuole conoscere questa incredibile porzione di mondo ipogeo, si tratti di speleologi o semplicemente di curiosi; vi si può inoltre seguire, alla voce "news", l'evoluzione del progetto cinematografico e l'avanzamento dei lavori.

Descrizione dell'itinerario percorso nel ramo Principale (fino alla sala Paradiso):

- pozzo Cesare Battisti (P131, dei quali almeno 110 nel vuoto, ineguagliabile, indescrivibile, bisognerebbe semplicemente chiamarlo "il Pozzo"!), traverso attrezzato per evitare di piombare nel pozzo X e saltino (P5, scivoloso);

- breve meandro (ignorare la stretta imboccatura del pozzo che porta alla via dell'X), pozzo della Marmitta (P7) e saltino (P6) che permette di raggiungere il terrazzo sopra... il nulla!

- pozzo Cabianca (P108, maestoso), saltino (P5) e pozzo (P13); in pratica siamo dentro da... adesso, e già ci troviamo a -270!

- meandro, a tratti stretto e faticoso, pozzo (P10), sala Spugne (piccola), ancora meandro e deviazione alla targa 7, ben evidente, del rilievo: quello giusto è il bucanotto in basso a sinistra; se si prosegue diritto, percorso più ovvio, dopo una ventina di metri si finisce in una saletta che pare essere la base di un pozzo... e un "trombone" come me, non attento a dove sono andati gli altri perchè sta facendo fotografie, può solo tornare indietro cercando di attirare l'attenzione con flebili, educati, inutili richiami, poi con grida animalesche!

- subito dopo il pertugio quasi rotondo: sala Cascata, saltino articolato (P7) e pozzo SUCAI (P88, elegante, terrazzato); ora il meandro diventa decisamente angusto e faticoso, fino alla sala Cargnel, a - 366;

- breve meandro, pozzo (P10, disagevole, ma con moderazione!) e sala Paradiso, a -380.

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