Home

gianlucacarboni.it


° Speleologia
° Alpinismo
° Arrampicata
° Escursionismo
° Torrentismo
° Turismo culturale
° Musica


 
stampa questa pagina web | . 1324561
 
Articolo inserito in data 18/12/2008 23:06:29
Album
letto 2193 volte in 4127 giorni (0,53)
THE DOORS - "The Doors" - anno 1967

E' un album splendido quello con cui i Doors debuttano e sconvolgono il mondo della musica espandendone i confini, portandola aldilà delle "porte della percezione". Cosa si può aggiungere su Jim Morrison che non sia già stato detto mille volte? Nulla; è un poeta, sensuale, visionario, selvaggio, disperato, insolente, affascinante, un geniale, allucinato animale da palcoscenico troppo creativo, fantasioso, sregolato, disadattato per sopravvivere più di qualche anno. E sui tre musicisti? E' notevole l'organo di Manzarek, lo sono la chitarra e la capacità compositiva di Krieger, e quella di Densmore di supportare con la batteria le loro evoluzioni, e i tempi, le interpretazioni teatrali, i rituali del frontman.

Due sono i capolavori assoluti, canzoni immortali: "Light My Fire", oltraggiosa, incendiaria, autodistruttiva, disperata e trascinante, perfetta rappresentazione dell'anima del gruppo, resa unica dai giri di chitarra e organo, dalla voce, dall'energia, dal carisma del cantante; "The End", drammatica, ipnotica, una lenta cavalcata rock arricchita da sonorità orientaleggianti che con tranquillità esasperante sale di intensità fino a un'esplosione terribile, al furore che impedisce all'immenso Morrison di scandire la parte finale del verso più violento: "Father - yes son - I want to kill you / Mother... I want to... fuck you". E' una lunghissima agonia, epica, agghiacciante, e fra gli altri ha intuito la sua dirompente portata il regista Francis Ford Coppola che l'ha utilizzata per sottolineare e rendere indimenticabili le immagini di "Apocalypse Now".

Travolgente, tiratissima è "Break On Through (To The Other Side)", dove batteria e voce si rincorrono rendendo impetuoso il ritmo; un'elaborazione su una base blues, quasi rilassante in confronto alla precedente, è "Soul Kitchen", anche se l'inquietudine è difficile da contenere e un paio di volte pare manifestarsi con brevi, improvvisi scatti nervosi, in un caso introducendo un buon assolo di chitarra.
"The Crystal Ship" è una bellissima ballata che crea un'atmosfera onirica: è facile lasciarsi cullare dalla voce profonda e dall'elegante crescendo del piano.
"Alabama Song (Whisky Bar)" è poi un piacevole colpo di teatro di Morrison, quasi un gioco, uno scherzo assecondato dalla band; notevole è anche "Back Door Man", un blues classico impreziosito da voce, organo e chitarra.
Restano da sottolineare "End Of The Night", lentissima, inquietante, in cui l'incantatore usa suoni arcani e toni cupi per creare una nenia che ipnotizzi, che annulli la nostra volontà e ci conduca nel suo oscuro vortice psicadelico, e "Take It As It Comes", un brano che a me piace perchè voce e organo sono incalzanti, ma leggeri e paiono per un attimo volare liberi verso un'idea, magari anche una speranza... solo un attimo, solo un fuoco di paglia di un paio di minuti... sta infatti partendo l'ultimo pezzo, quello che non da scampo: "The End"...

Un amico mi ha detto che secondo lui i Doors sono sopravvalutati; può darsi, tutto è relativo, ma non ha senso paragonare una composizione di Mozart a una poesia di Dylan, a un brano dei Pink Floyd, o dei Led Zeppelin, o di De Andrè, e il violino di Ughi alla chitarra di Di Meola, alla voce della Winehouse, a quella di Pavarotti, di Gillan, di Plant, a una canzone dei Nirvana, a quelle dei Clash, dei Radiohead, o a un assolo di Hendrix, alla presenza scenica di Mercury, di Gahan, all'eleganza e alla potenza di Nureyev, al virtuosismo e all'intensità di Nijinsky, o a un paesaggio di Turner, a una scultura di Donatello, a una cupola del Brunelleschi, a un bronzo o un marmo greco, a un romanzo di Hugo, di Mann, di Steinbeck, di Faulkner... sono semplicemente manifestazioni di talento, genialità e immensa dedizione avvenute in periodi e contesti differenti... però possiamo provare a tornare indietro di 40 anni, evitare di paragonare un chitarrista o un cantante a un altro, e immaginare invece le emozioni di un giovane che ascolta un gruppo nuovo, i Doors, e magari riesce anche a vederne un'esibizione, esplosiva, rivoluzionaria, coinvolgente fino a fargli perdere il controllo, a impazzire nel delirio dei propri sensi... manifesti che ancora oggi tappezzano le camere di ragazzi che neppure erano nati a quei tempi, e libri pubblicati, e raccolte, e canzoni che tutti conoscono, che troppi reinterpretano... quel gruppo, i Doors, che si voglia o no occupa un posto di rilievo nella storia del rock, e questo album non credo possa mancare dalla collezione di un appassionato di musica moderna.

+++   Break On Through (To The Other Side)
++     Soul Kitchen
++     The Crystal Ship
+       Twentieth Century Fox
++     Alabama Song (Whisky Bar)
++++ Light My Fire
++     Back Door Man
+       I Looked At You
++     End Of The Night
++     Take It As It Comes
++++ The End

...

     
gianlucacarboni.it © Copyright 2008-2020      Tutti i diritti su testi e immagini sono riservati