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Articolo inserito in data 31/01/2009 22:56:55
Album
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BRUCE SPRINGSTEEN - "Greetings From Asbury Park, N.J." - anno 1973

E' un album molto interessante, che definirei splendido se si trattasse di un altra persona, ma questa è l'opera prima del Boss, uno dei maggiori artisti della storia del rock, uno che ha poi dimostrato più volte di poter fare ancora meglio.
E' difficile immaginare l'esordio di personaggi di una tale portata perchè nella nostra mente esistono da sempre, o forse non esistono, sono entità che si identificano con le combinazioni di note e parole che producono, creature fantastiche che non hanno età, che non hanno corpo perchè è impossibile considerarli come qualcosa di simile a noi esseri comuni. Eppure ci sono, eppure compongono, suonano e cantano, e vanno in tour... e io ho appena comprato i biglietti per il concerto del prossimo luglio, a Udine... così potrò rendermi conto che Springsteen non è un sogno, non un'invenzione, ma un uomo vero che la dea Musica ha voluto artista di eccezionale qualità, capace di proporre bellissime storie, emozionanti melodie, ritmi travolgenti.

Eccoci quindi alle sue canzoni, le prime pubblicate: tutte sono notevoli, alcune indimenticabili.
"Blinded By The Light" ricorda un po' Bob Dylan, nello stile, nel ritmo, è piacevole, ma con le sue assonanze quasi inganna visto che quello seguente è un pezzo splendidamente Springsteeniano, "Growin’ Up", che ho ascoltato quindicimila volte eppure quando capita "metto su" ancora perchè nella sua semplicità è perfetto. Subito dopo c'è "Mary Queen Of Arkansas", composizione impossibile da definire, anzi, che assolutamente non voglio provare a definire perchè l'intensità, la passione, la poesia, i giochi di voce, chitarra e armonica che la caratterizzano permettono ad ogni ascoltatore la creazione di una propria immagine dolcissima dipinta con le emozioni provocate dal personale contatto con un simile gioiello.
Poi ci sono due canzoni solamente molto belle: "Does This Bus Stop At 82nd Street?" e "Lost In The Flood"; nella seconda il piano e l'inimitabile voce del Boss conquistano, ma nella successiva, "The Angel", lasciano stupiti, affascinano, costringono a un'ammirazione incondizionata (... me, tanti altri, anche Chris Martin dei Coldplay ad esempio...) perchè nuovamente stiamo ascoltando un capolavoro.
C'è anche un brano normale, "For You", che concede una pausa prima di un finale di classe: "Spirit In The Night" prepara col giusto ritmo e "It’s Hard To Be A Saint In The City" ci stampa a fuoco in testa la convinzione che questo ventiquattrenne lascerà il segno, che siamo solo all'inizio di una carriera che presto diventerà strepitosa.

Un album di questo tipo, come molti di Springsteen, deve essere presente in una collezione perchè i brani che contiene hanno una caratteristica fondamentale che permette di considerarli importanti: al primo impatto paiono sufficientemente interessanti, forse neppure troppo significativi, poi, risentendoli ci si accorge che sono belli, notevoli appunto, e infine diventa difficile togliere il cd dal lettore perchè sempre si vorrebbe ascoltarli ancora una volta.
 
++     Blinded By The Light
+++   Growin' Up
+++   Mary Queen Of Arkansas
++     Does This Bus Stop At 82nd Street?
++     Lost In The Flood
+++   The Angel
++     For You
++     Spirit In The Night
++     It's Hard To Be A Saint In The City

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