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Articolo inserito in data 08/03/2009 11:38:10
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CANOVA - L'IDEALE CLASSICO TRA SCULTURA E PITTURA - 25 febbraio 2009, a Forlì

aperta fino al 21 giugno 2009

Canova - L'ideale classico tra scultura e pittura

La vita di Antonio Canova, il più grande scultore del suo tempo, uno dei più grandi di sempre, merita di essere raccontata perchè è l'esemplare storia di un uomo comune dotato di un talento fuori dal comune. Nulla c'è di eccezionale, di eroico, non c'è furore creativo, incapacità di adattamento alla realtà, alienazione, genialità di concetti, foga rivoluzionaria, ma semplicemente la casualità di un tocco divino donato alla persona giusta nel momento giusto, e l'impegno, la convinzione, l'intelligenza e la modestia, il successo, la voglia di migliorare nonostante gli strepitosi risultati ottenuti, di studiare e imparare nonostante avesse mani che da sole creavano la perfezione, di progredire nella ricerca della bellezza ideale, e l'amore per il proprio lavoro di un artista che scolpiva figure capaci di far innamorare, eteree eppure sensuali, altere come divinità eppure umane, delicate, seducenti, con curve tanto voluttuose che si vorrebbe non più soltanto guardarle, ma accarezzarle.

E' nato in una famiglia che da generazioni intaglia il marmo; è un ragazzo e lavora nella bottega del nonno, un uomo burbero che subito si accorge delle sue qualità e le asseconda, le incoraggia. Perde il padre, ma incontra uomini potenti che lo apprezzano incondizionatamente, e a Venezia può osservare e studiare i calchi in gesso di capolavori dell'antichità e di maestri come Michelangelo, Giambologna, Bernini. Dedica ogni attimo del suo tempo alla scultura, ha un'ossessione per l'arte classica e un desiderio enorme di apprendere, di applicare, di perfezionarsi.
Si trasferisce a Roma, la capitale dove si sta delineando l'ideale neoclassico sotto la spinta di importanti scoperte archeologiche, dove l'interesse per il mondo antico sta riesplodendo alimentato dal desiderio che diventa necessità di tornare a creare oggetti capaci di rappresentare la Bellezza Assoluta come solo i Greci erano riusciti a fare. Si prova a rievocare lo spirito perduto che aveva permesso a quegli immensi artisti di modellare le proprie opere; quella che si cerca è la perfezione e la strada che si percorre per raggiungerla è l'imitazione. E questo è il punto in cui si distingue il Canova che pur riconoscendo quella grandezza, pur ammirandola tanto da restare ipnotizzato di fronte a certi capolavori, non lo fa passivamente e mai avrebbe accettato di copiare perchè ritiene vive le sue creature, le vuole con un'anima per poterle amare.
Quindi non copia per creare, ma lo fa per capire, perchè vuole gli strumenti per riuscire poi a produrre lui la Bellezza Ideale, che sia originale, che sia pari a quella antica, che sia però moderna, vicina alla sensibilità dell'uomo contemporaneo.

Il suo incredibile talento, l'impegno, la determinazione, il carattere mite, generoso, modesto, la sua disponibilità fanno sì che gli estimatori si moltiplichino, anche se a volte gli si rinfaccia un realismo eccessivo capace di staccarlo dall'esempio classico, ma è proprio questa la peculiarità che lo distingue, che lo rende immenso, che man mano, capolavoro dopo capolavoro, gli permetterà di conquistare tutti. Ha una tecnica sopraffina, immagina soluzioni per oltrepassare limiti che parevano invalicabili, suscita emozioni e come scriverà Stendhal "inventa la Bellezza, così come i Greci avevano fatto".

Lo cercheranno e lo ameranno amici e nemici, nobili, papi, artisti, e Veneziani, Austriaci, Prussiani, Russi, Francesi, Inglesi, si contenderanno le sue creazioni; molti lo aiuteranno nell'incarico assunto dopo la caduta di Napoleone, che l'ha ammirato senza condizioni, di far rientrare in Italia le opere d'arte trafugate. Per il suo efficiente impegno patriottico Pio VII lo premia con una carica che gli procura ulteriore prestigio e grandi ricchezze, ed è estremamente significativa la sua donazione di queste a un paio di Accademie a favore di artisti non in grado di mantenersi nell'intraprendere la propria carriera.

Che altro dire di un uomo simile... che grazie a lui il Neoclassicismo occupa un posto rilevante nella storia dell'Arte perchè è stato capace di renderlo moderno dotandolo di vita propria, che la sua maestria è paragonabile a quella di Fidia e Michelangelo, che le sue dee sono bellissime donne che respirano, che ha reso vibrante e sensuale una materia fredda come il marmo pur mantenedone la purezza e l'eleganza, che ora siamo noi a restare senza fiato di fronte alle sue creature (ma avete visto quei volti, quelle spalle, quelle schiene, quei capelli, quelle mani...) come lui lo rimaneva di fronte alle immense opere classiche, che il fatto che sia esistito mi rende orgoglioso di essere Italiano in un'epoca, la nostra, in cui il successo di tanta gente mediocre me ne fa spesso vergognare.

L'esposizione di Forlì è splendida; bello l'allestimento, preziosi i marmi, sorprendentemente numerosi, interessanti i dipinti e intrigante il tema conduttore: si è voluto mostrare il rapporto fra scultura e pittura presentando anche tele di artisti ai quali il Canova si è ispirato, e di altri da lui influenzati. Resta comunque fondamentale per il notevole risultato ottenuto la presenza di alcune meraviglie come "Amore e Psiche stanti", la "Venere italica", la "Maddalena penitente", l'"Ebe", avvicinate per importanza e perfezione solo dal "Mercurio volante" in bronzo del Giambologna.

I miei sono pensieri che corrono liberamente e nulla voglio dimostrare, per cui date il giusto valore a quanto ho scritto sopra: amo osservare, provo a capire e per fare ciò cerco supporti nell'ascolto e nella lettura, ma resto ugualmente solo un semplice viaggiatore molto curioso.

Ecco un elenco delle opere che per vari motivi più mi sono piaciute:

Gaspare Landi - "Ritratto di Antonio Canova", olio su tela
Gaspar Van Wittel - "Veduta della piazza e del palazzo di Montecavallo", olio su tela
Antonio Canova - "Damosseno", marmo (***)
Antonio Canova - "Creugante", marmo (**)

Francesco Hayez - "Ajace d'Oileo naufrago s'aggrappa a uno scoglio imprecando gli dei", olio su tela
Antonio Canova - Disegni del taccuino Missirini

Antonio Canova - "Pio VI orante", gesso
Francesco Manno - "Carlo Marchionni umilia a Pio VI il progetto per la sagrestia di San Pietro", olio su tela

Antonio Canova - Busto di "Pio VII", marmo (*)
Bernardino Nocchi - "Ritratto di Pio VII", olio su tela
Vincenzo Camuccini - "Ritratto di Pio VII", olio su tela

Antonio Canova - "La Religione Cattolica", gesso
Antonio Canova - Erma della "Filosofia", marmo (*)

Ludwig Guttenbrunn - "Ritratto del nobile Antonio Pezzoli accanto al busto di Antonio Canova", olio su tela
Antonio Canova - "Autoritratto", gesso
Antonio Canova - Busto di "Leopoldo Cicognara", marmo (*)

Antonio Canova - Erma di "Maria Luigia d'Asburgo", gesso
Gaetano Matteo Monti - Erma di "Antonio Canova", marmo

Francesco Hayez - "La Maddalena penitente", olio su tela (*)
Antonio Canova - "Maddalena giacente", gesso (*)

Adamo Tadolini - "Ebe", marmo

Scultura romana - "Ninfa con pantera" (*)
Antonio Canova - "Ebe", di Forlì, marmo (***)
Marie-Louise Elisabeth Vigee-Lebrun - "Ritratto di Anne Pitt come Ebe", olio su tela (*)
Natale Schiavoni - "Ebe", olio su tela
Antonio Canova - "Ebe", dell'Ermitage di San Pietroburgo, marmo (**)
Giambologna - "Mercurio volante", bronzo (***)

Bertel Thorvaldsen - "Ganimede", marmo
Carlo Finelli - "Ebe", marmo
Bertel Thorvaldsen - "Ganimede", di piccole dimensioni, marmo (*)
Francesco Hayez - "Rinaldo e Armida", olio su tela
Gaspare Landi - "Venere e Adone con Amore", olio su tela
Antonio Canova - "Amorino Lubomirski", marmo (**)
Antonio Canova - "Amorino alato", gesso
Antonio Canova - "Psiche", gesso
Antonio Canova - "Amore e Psiche stanti", marmo (****)
Antonio Canova - "Venere e Adone", gesso (*)
Antonio Canova - "Amore e Psiche che si abbracciano", gesso (*)

Antonio Canova - "Danzatrice con dito al mento", gesso
Antonio Canova - "Danzatrice con dito al mento", marmo (**)
Raffaello - "Testa di musa", disegno a matita (*)
Francesco Hayez - Affreschi staccati a tema mitologico
Pietro Tenerani - "Flora", marmo (**)
Antonio Canova - "Danzatrice con mani ai fianchi", marmo (**)
Antonio Canova - "Danza dei figli di Alcinoo", pannello in gesso (*)

Antonio Canova - "Orfeo", marmo (**)
Antonio Canova - "Socrate congeda la propria famiglia", pannello in gesso
Antonio Canova - "Socrate beve la cicuta", pannello in gesso
Antonio Canova - "La gratitudine piangente appoggiata a una stele", tempera su tela
Antonio Canova - "Stele funeraria di Giambattista Mellerio", marmo
Antonio Canova - "Stele funeraria di Elisabetta Castelbarco Mellerio", marmo (*)

Antonio Canova - "Testa di Calliope", marmo
Giovan Battista Lampi - "Ritratto di Canova", olio su tela
Antonio Canova - "Erma di vestale", marmo (**)
Raffaello - "Autoritratto", dipinto a olio (**)
Pietro Tenerani - "Psiche abbandonata", marmo (*)
Antonio Canova - "Maddalena penitente", marmo (***)
Francesco Hayez - "Bagnante", olio su tela (*)
Francesco Hayez - "Santa Maddalena penitente nel deserto", olio su tela (**)

Antonio Canova - Erma di "Domenico Cimarosa", marmo
Antonio Canova - "Tersicore", marmo (***)
Antonio Canova - Studi e tempere su tela
Carlo Finelli - "Le Ore danzanti", marmo (*)
Andrea Appiani - "Ritratto di Carolina Pitroit Angiolini con chitarra", olio su tela

Antonio Canova - "Venere italica", marmo (****)
Bertel Thorvaldsen - "Venere", marmo (*)
Francesco Hayez - "Venere che scherza con due colombe" (ritratto della ballerina Carlotta Chabert), olio su tela (**)
Francois-Xavier Fabre - "Ritratto di Antonio Canova", olio su tela (*)

 

- Informazioni utili:

Musei San Domenico
piazza Guido da Montefeltro
Forlì

Canova - L'ideale classico tra scultura e pittura
fino al 21 giugno 2009
aperta: ore 9.30-19 da martedì a venerdì, 9.30-20 sabato, domenica e giorni festivi
chiusa: lunedì
biglietto: intero 9 euro, ridotto 6 euro (audioguida 4 euro)

per maggiori informazioni:
www.mostracanova.eu
tel. 199 199 111
riservato estero, gruppi, scuole: tel. 02 43353525

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