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Articolo inserito in data 09/05/2009 13:42:31
Grotte in Sardegna
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SARDEGNA: "ICNUSSA 2009" - Giorno 4 - VORAGINE DI TISCALI

Voragine di Tiscali (valle di Lanaitto - Nuoro)

28/04/2009

... questa volta abbiamo le chiavi, grazie alla gentilezza e alla disponibilità di Gianfranco, Luisella e Daniele, speleologi di Oliena.

La giornata promette stranezze: il sole va e viene, l'orco Mengozzi mostra il suo insospettato lato tenero e gentile facendo amicizia con la piccola Anna, Lupin III (o Mr. Bean) Savorelli conferma di essere a tratti sconnesso mostrando il suo insospettato piercing genitale...

Per raggiungere la voragine di Tiscali percorriamo l'intera valle Lanaitto e oramai ai piedi del monte che nasconde le celebri rovine del villaggio nuragico lasciamo la strada principale seguendo una diramazione a destra (è un bivio a Y che si riconosce abbastanza facilmente). Ancora pochi minuti di pista in cui è meglio avere un fuoristrada e prima di una rampa teniamo la sinistra in un secondo bivio simile al precedente. Subito parcheggiamo.

Continuiamo a piedi in blanda salita; se siamo sul percorso giusto notiamo presto a destra un'articolata lastra di calcare sezionata da crepacci e solcata da caratteristici "karren" (erosioni carsiche superficiali) e poco dopo uno stretto canyon in basso a sinistra (è il troccu de Corroios, quello in cui più tardi scenderemo).

Il dirupato stradello curva a destra e pare lasciarsi alle spalle la valletta rocciosa che ci interessa... abbiamo sbagliato... no, poche decine di metri e troviamo il sentierino a sinistra, ben battuto e segnalato con alcuni "ometti". Lo seguiamo, raggiungiamo in discesa un'agevole cengetta artificiale di tronchi e pietre, quindi l'alveo asciutto del torrente. Risaliamo ora per 5 minuti il troccu de Corroios e individuiamo a sinistra l'evidente ingresso basso della grotta.

Aldilà del robusto cancello metallico una galleria resa facilmente percorribile da imponenti lavori di scavo ci porta a un caratteristico ponte naturale e al grande salone dove ci aspetta un'incredibile sorpresa: fuori c'è il sole, è l'ora giusta e dall'ingresso alto, 80/90 metri sopra di noi, entra uno spettacolare raggio di luce capace di illuminare l'immenso ambiente... l'effetto lascia senza fiato, è grandioso, impossibile da descrivere!

Il ramo nord sale fino all'orlo superiore di una ciclopica frana; riusciamo a scendere a sinistra per decine di metri, poi incontriamo un passaggio che permette di raggiungere il punto più basso della grotta in una zona tuttora in esplorazione.

Il ramo est è una enorme, splendida galleria dalle compatte pareti a tratti verticali, che in fondo si chiude irrimediabilmente.

Nel ramo sud rasentiamo una curiosa bottiglia concrezionata e dopo un cunicolotto discendente (disostruzione dello Speleo Club Oliena) entriamo in un settore dove sono numerose le stalattiti. Un budello bagnato e fangoso, piuttosto divertente per chi è entrato in grotta col solo sottotuta, introduce in una serie di basse camere dall'aspetto "poco fossile": qui, fra i tanti scomodi passaggi uno porta ad un ambiente con scenografiche vasche e al meandrino che tuttora resiste ai tentativi degli esploratori.

Mentre Teo (... che chiaramente è quello che ha il solo sottotuta indosso...), Fabrizio, Alex ed io sperimentiamo il fango sardo, e Fabione ci aspetta nel salone principale, gli altri cercano e trovano all'esterno l'ingresso superiore, quello della voragine: occorre proseguire per poco nel troccu de Corroios e nei pressi dell'evidente confluenza di due valli risalire liberamente la parete rocciosa a sinistra; con un po' di attenzione e fortuna è relativamente semplice individuarlo un centinaio di metri più in alto del letto del torrente, vicino a una recinzione.

ingresso inferiore (ED50):
N 40 14 20,1
E 09 29 08,9
quota: 270m slm

Alcune foto sono di Alex Nati e Matteo Turci, dello Speleo Club Forlì

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