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Articolo inserito in data 16/07/2009 16:29:24
Album
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DEPECHE MODE - "Sounds Of The Universe" - anno 2009

Come quasi tutti gli album dei Depeche Mode anche questo va ascoltato più volte prima di poter esprimere un giudizio equilibrato; è una caratteristica positiva legata al fatto che questa band propone sempre qualcosa di nuovo, nelle melodie, nei ritmi, pur mantenendo uno stile perfettamente riconoscibile.

Bastano infatti poche note per accorgersi che un pezzo è loro, ma poi occorre tempo per abituarsi allo stesso che all'inizio lascia interdetto chi nella testa ha quelli precedenti e inconsciamente si aspetta qualcosa di simile. Mi succedeva anche con gli album dei Pink Floyd, e adesso ogni volta con quelli dei Radiohead.

Comunque ora, dopo aver visto i due concerti italiani e ascoltato una decina di volte "Sounds Of The Universe", sono pronto: è un lavoro notevole, non eccezionale, non uno dei migliori, ma di sicuro un insieme di brani interessanti che lo diventano maggiormente se si pensa che questi personaggi producono e propongono musica ad alto livello da 30 anni.

"In Chains" è un'introduzione affascinante e non a caso viene utilizzata per aprire i concerti; in "Hole To Feed" la batteria incombe, il ritmo travolge, la voce trascina e predispone al brano successivo, inquietante, incalzante, ipnotico, metallico, a tratti allucinante, a tratti splendido, soprattutto quando intervengono entrambe le voci: "Wrong" è una di quelle canzoni che non riescono a stancare, che ascolti una, due, cinque, mille volte e sempre ti pare la prima, o meglio ti pare di trovarla differente, più eccitante, coinvolgente, carica, più bella.
"Fragile Tension" nonostante i brevi inserti di chitarra, vere sferzate, rilassa, tranquillizza, è elegante, raffinata, ma ancora di più lo è "Little Soul", dolcissima, ammaliante: ti rassicura, ti culla e improvvisamente ti rendi conto che ti ha stregato, ti ha avviluppato, ha il fascino della danza di una piovra, dell'incedere di una pantera.
"In Symphathy" è interessante, ha classe, ma non accelera e finisce per tradire le aspettative, mentre "Peace" è un brano che mi ha sbalordito: un inno che nulla ha a che vedere coi Depeche Mode, ma che contemporaneamente è Depeche Mode nell'anima, in ogni nota... riescono a sorprendermi ogni volta, e questo è uno dei motivi per cui li ascolto e li ammiro fin dai loro primi album.
Seguono alcuni pezzi che non mi convincono, certamente da ascoltare, ma non particolarmente rilevanti: a volte paiono non decollare come "Come Back", "Perfect" (comunque carina) e "Miles Away/The Truth Is", o composti per occupare un po' di spazio, giusto per non lasciarlo vuoto, come "Spacewalker", o realmente troppo misurati, quasi da pianobar, come "Jezebel" (bella però la voce di Gore).
Sorprendente, inaspettato, l'impulso finale: "Corrupt", adattissima ad esaltare le doti vocali di Gahan, impreziosita da una splendida chitarra, ripetitiva, ossessionante, un vero e proprio marchio di fabbrica a testimoniare che questa band ha radici solide ed è più viva che mai.        

++     In Chains
++     Hole To Feed
+++   Wrong
++     Fragile Tension
++     Little Soul
++     In Symphathy
+++   Peace
+       Come Back
+       Spacewalker
+       Perfect
+       Miles Away/The Truth Is
+       Jezebel
+++   Corrupt
+       traccia nascosta (Wrong)

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