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Articolo inserito in data 25/07/2009 17:32:54
Complesso Fiume-Vento
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GROTTA DEL FIUME: fino alla GROTTA GRANDE DEL VENTO e ritorno

Grotta del Fiume (Frasassi - Ancona): quarta puntata

Dalla grotta del Fiume alla grotta Grande del Vento (traversata):

Sala Rosa
Condotta dei Fabrianesi
Sala Gentile da Fabriano
Sala Finlandia

20 luglio 2009

E' necessario premettere alcune cose:

- la grotta del Fiume si trova nel territorio del parco naturale regionale Gola della Rossa e di Frasassi per cui la sua frequentazione ha notevoli limitazioni. Fra gli altri divieti vi è quello assoluto di accesso fra il 1° dicembre e il 1° marzo a tutela della fase di ibernazione dei chirotteri (giusto!) e quello assoluto di accesso per visite turistiche, didattiche o escursionistiche. Si può entrare solo per finalità speleologiche (che posso immaginare significhi esplorative o scientifiche), ma occorre l'autorizzazione da richiedere all'Ente Gestore del Parco almeno 7 giorni lavorativi prima (tel.0731/86122 - fax 0731/880030 - email info@parcogolarossa.it - Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi - Regolamentazione delle attività speleologiche). Chiaramente chi è speleologo e non ipocrita, sa benissimo che il confine fra escursionismo ed esplorazione è molto labile, sa benissimo che un "visitatore" è spesso più rispettoso di un esploratore, sa benissimo che comunicare i nomi dei partecipanti 7 giorni lavorativi prima dell'uscita stessa è difficile (sembrerà strano, ma molti speleologi hanno famiglia, lavorano, hanno impegni di altro genere e sanno solo qualche giorno prima se riescono a partecipare ad un'uscita), comunque le regole sono queste e vanno rispettate.
Sarebbe possibile in ogni caso entrare dalla grotta turistica (grotta Grande del Vento), ma in questo caso è necessario un permesso del Consorzio Frasassi (... qui però vi arrangiate per trovare le modalità di richiesta perchè io mi sono già da tempo "rotto i coglioni" di tutta la burocrazia che fa sentire il suo peso solo sull'ultima ruota del carro, quello che non conta nulla, in questo caso lo speleologo che cerca di andare in grotta!).

- Il percorso che abbiamo effettuato è molto complesso a causa della conformazione labirintica della grotta. E' facilissimo perdersi. Abbiamo sfruttato un rilievo incompleto e impreciso scaricato da internet, le freccie disegnate sulla roccia (rosse, nere, non sempre presenti, a volte indicanti direzioni differenti), alcuni caposaldi e numeri dipinti (segnali piuttosto aleatori, ma a volte utili), seguito le fangose tracce di maggior passaggio (sbagliando ogni tanto direzione), utilizzato una decina di Paperini segnalatori (idea di Fabrizio, evidentemente un disadattato, ma geniale, che ne ha in produzione di fosforescenti per migliorarne la visibilità), 2/3 metri di bandella bianco/rossa, costruito un paio di "ometti" e lasciato qualche oggetto speleologico in giro. Nonostante ciò al ritorno è capitato di avere dubbi e infilarci (per poco) in cunicoli e gallerie sbagliate.
E' stato possibile completare l'escursione e ritrovare la strada (recuperando ogni traccia lasciata) grazie all'attenzione e alla preparazione dei partecipanti, tutti piuttosto "suonati", ma evidentemente, quando serve, altrettanto esperti e razionali.

- La descrizione riportata sotto è relativamente precisa perchè frutto di ricordi, impressioni, qualche appunto, e non di un lavoro predisposto e completo (impossibile da effettuare in un ambiente tanto complesso in una sola uscita). Esistono una miriade di diramazioni e fra l'altro abbiamo riscontrato che ci sono vie differenti che portano negli stessi luoghi rendendo possibili, e probabili, giri a vuoto. Ho cercato di mettere in evidenza i punti caratteristici che abbiamo incontrato, ma consiglio eventuali ripetitori di fare affidamento soprattutto su se stessi, sulle proprie capacità di orientamento, sulla propria attenzione, sulla propria esperienza, e nel dubbio di farsi accompagnare da chi conosce il luogo.

- Colpevoli del reato di Speleologia reiterata: Fabrizio "bicio", Massimiliano "collina", Matteo "il presidente", ovvero la celebre Compagnia del Budello al completo, inoltre Matteo "giro dei bar" ed io; da segnalare la presenza di Paperino infermiere, Paperino marinaio, Paperino...

In una relazione precedente ho descritto come arrivare in sala Rosa. Da qui proseguiamo mantenendo più o meno la direzione (evitando le varie, vistose deviazioni a sinistra, superando un dosso e affrontando una serie di passaggi articolati (ambiente di frana, bucanotti poco appariscenti).
Tendendo a destra arriviamo in una camera appena prima della quale, davanti, in basso, aldilà di uno scivolo e un probabile salto, si intuisce la presenza di una grande sala con scenografiche colonne. Individuiamo il passaggio che ci permette di scendere nel salone: di fronte abbiamo quella che pare una grande frana facilmente risalibile, mentre a sinistra lo spazio vuoto si allunga diventando più scuro e promettendo invitanti prosecuzioni (vedremo in futuro se manterrà le aspettative!); oggi noi, però, andiamo a destra.
Ci caliamo per poco, superiamo un traverso con corda fissa su un inquietante sprofondamento e in breve siamo in una caratteristica saletta. Qui evitiamo di risalire e affrontiamo invece una scomoda fessura a sinistra oltre la quale troviamo uno scivolo (corda fissa che abbiamo doppiato con una 20m). Da notare che questo va verso un salto prima del quale tendiamo a sinistra (guardando lo scivolo stesso) per entrare in un'altra bella sala ricca di concrezioni. A sinistra c'è una finestrella oltre la quale occorre sorvolare (tirolese con corda fissa, doppiata anche in questo caso con una 20m) un pozzo e girargli poi attorno in senso antiorario.
Serve ora una corda da 20m per armare un traverso nella parete a destra e infilarsi in un bucanotto, sempre a destra, dietro a una colonna. Una piccola galleria con limpidi laghetti precede una cameretta; tutta la zona è piuttosto bella, con stalattiti, colonnine, gruppi di concrezioni globulari e vaschette con acqua trasparente.
A sinistra c'è una stalagmite che offre un buon appiglio per superare arrampicando un gradino; aggiriamo a sinistra l'apertura sullo spazio sottostante, scendiamo e varchiamo una facile fessura verticale. Curviamo a destra e brevemente seguiamo la galleria che abbiamo davanti. Voltiamo a sinistra, poi a destra e ancora a sinistra prendendo così l'ampia condotta dei Fabrianesi: in questo articolato settore è facile confondersi perchè tante sono le diramazioni, gli incroci, i passaggi poco evidenti, e noi abbiamo interpretato le freccie presenti, ma soprattutto lasciato in punti significativi Paperini segnalatori risultati di fondamentale importanza al ritorno.
La condotta arriva in una bassa sala (sulla parete c'è una grande scritta che indica il nome del luogo e le direzioni Fiume, da dove proveniamo, e Vento, dove stiamo andando). Attraversandola in diagonale verso sinistra (a destra si trova un'evidente prosecuzione per chissà dove) individuiamo un pertugio che precede un saltino di un paio di metri. Poco oltre curviamo a sinistra (con un giro più ampio è possibile che si giunga a destinazione anche da destra... è un labirinto e più volte vie differenti tornano a congiungersi in punti dai quali se ne staccano altrettante: occorre molta, molta, molta attenzione!!).
Lasciamo subito a sinistra il ramo Morto (rassicurante scritta sulla parete) e sbuchiamo in una sala dove sono 4 le possibili alternative:
1) salire a destra, ma probabilmente così facendo torneremmo indietro;
2) andare lungo la sala a sinistra, mantenendosi quindi a destra delle due gallerie che abbiamo davanti;
3) e 4) optare per una delle due gallerie orizzontali.
Scelta 2) per Matteo e Max, scelta 3) per me e utilizzo del secondo Matteo e di Fabrizio come segnalatori fissi comunicanti con noi e fra loro.
Risultato: la coppia giunge nella spettacolare sala Gentile da Fabriano, con scenografiche concrezioni e in un punto del soffitto un incredibile, enorme camino che pare senza fine; io supero un paio di bivii (sono tutti tunnel più o meno paralleli in comunicazione fra loro, che hanno stessa partenza e stesso arrivo) e incontro una freccia con la scritta "Fiume" che indica la direzione dalla quale sto provenendo, appena prima di entrare nella sala Finlandia. Qui sento delle voci provenire da destra, ignoro così la possibile prosecuzione davanti a me, mi dirigo verso queste, ignoro un evidente tunnel a sinistra (che risulterà essere la via principale per la grotta Grande del Vento), oltrepasso una caratteristica apertura rettangolare e sbuco nella sala concrezionata con profonde vaschette apparentemente fossili, comunicante con quella scenografica da dove sono appena arrivati Matteo e Max.
Conclusione: la grande sala Gentile da Fabriano e le due gallerie portano sempre alla sala Finlandia (come dal rilievo pare fare anche tramite l'ennesima deviazione il ramo Morto).
Recuperiamo i segnalatori umani intercomunicanti e seguiamo un paio di cavi elettrici che supponiamo partano dalla zona turistica: traverso poco piacevole, breve risalita, bucanotto subito a sinistra e seconda facile, ma esposta, risalita con maniglie, cunicolo e semplice strettoia, calata di qualche metro... il tutto, con vari vani tentativi in pozzetti e anfratti grazie a Dio presto tappati, per scendere nell'elementare galleria che in un attimo, senza difficoltà, ci avrebbe portato nello stesso punto (utilizzata perciò dalle guide per accompagnare i turisti più avventurosi fino alla sala Finlandia) e colpevolmente avevo ignorato nell'udire una mezzoretta prima le voci di Matteo e Max e nel decidere di raggiungerli.
In ogni caso è fatta, oramai abbiamo la certezza di essere riusciti nell'intento: andiamo a destra, superiamo una scala metallica e siamo nei pressi delle passerelle della grotta turistica.

Alcune foto sono di Matteo Turci, dello Speleo Club Forlì

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