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Articolo inserito in data 30/07/2009 00:42:52
Emilia Romagna-Toscana
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Sentieri 209-(201)-(00)-(207)-205: sui crinali a sud di PIETRAPAZZA

Sentiero: Pietrapazza (Strabatenza) - passo Monte Carpano - il Poggiaccio - passo dei Lupatti - passo dei Cerrini - passo della Crocina - passo della Bertesca - l'Eremo Nuovo - Pietrapazza (Forlì-Cesena - Arezzo)

difficoltà: E

209: intero, in salita       (1h 05' - 400 m di dislivello positivo)
201: parziale                 (0h 45' - 250 m di dislivello positivo)
00  : parziale                 (1h 30' - 300 m di dislivello positivo)
207: parziale                 (0h 15' -     0 m di dislivello positivo) 
205: intero, in discesa  (2h 10' - 100 m di dislivello positivo)

in totale 5h 45' di cammino e 1050 metri di dislivello

15/07/2009

- Pietrapazza è una località che si trova nell'alta valle di uno dei rami del Bidente, quello denominato prima Bidente di Strabatenza, poi di Pietrapazza.
In poco meno di 40 km arriviamo da Forlì a Santa Sofia, dove proseguiamo dritto per Bagno di Romagna (è la provinciale del colle del Carnaio). Al 3° tornante deviamo a destra per Poggio alla Lastra (frecce segnaletiche); restiamo sempre sulla principale, superiamo il borghetto indicato e continuiamo dritto verso l'agriturismo Ca' di Veroli (cartello indicatore). Lasciamo a sinistra quest'ultimo nel punto in cui la strada diventa sterrata, pur mantenendosi sempre facilmente transitabile. Troviamo la diramazione a destra per il Molino di Cortina, quindi arriviamo, e parcheggiamo, nei pressi della chiesa di Pietrapazza. In tutto dal bivio per Poggio alla Lastra a qui abbiamo percorso 16,1 km.

- Il luogo è particolarmente bello, addirittura incantevole se si ha la fortuna di passarvi in assenza di altri escursionisti o turisti. La chiesetta non è antica, vicino vi sorge la vecchia canonica che fungeva anche da osteria, e il pittoresco complesso si trova appena a valle della confluenza di due torrenti.
Attorno vi sono boschi e pareti dirupate che mostrano caratteristici fenomeni erosivi. Ovunque domina il silenzio, o meglio il suono della natura.
Era un importante punto di ritrovo per gli abitanti dei casolari isolati di questa zona, situato dove nel fondovalle transita la storica mulattiera che collega Bagno di Romagna a Ridracoli, percorsa giornalmente nel dopoguerra dagli operai forestali che andavano alla Lama o da lì tornavano; era l'ambito in cui queste famiglie montanare, gente povera abituata a una vita durissima, potevano coltivare il senso di appartenenza ad una comunità.
Adesso è un luogo suggestivo, magico, che malinconicamente ci racconta una lunghissima storia semplice finita per sempre solo qualche decennio fa, nei primi anni '60: la ricordano e ne parlano in pochi, e ancora a meno interessa, purtroppo.

- La sterrata in realtà continua fino al passo Monte Carpano e alla strada del passo dei Mandrioli, ma è subito chiusa da una sbarra aldilà dell'evidente tornante: il sentiero descritto si stacca a destra di quest'ultimo (ponticello in pietra; frecce in legno: 209 monte Carpano - 205 passo della Bertesca). Ho preso però il punto col GPS e azzerato il misuratore di dislivello poche decine di metri prima, di fronte alla chiesa:

coordinate ED50: N 43°50'26,7" - E 11°53'58,6" (inizio sentiero 209)
quota:                  613m slm

- Incontriamo presto il bivio in cui si separano i percorsi 209 e 205 (frecce). Ci teniamo a sinistra in leggera salita:

coordinate ED50: N 43°50'21,7" - E 11°53'56,7" (incrocio sentieri 209 - 205)
quota:                  630m slm

- A tratti esiste ancora la bella mulattiera selciata; guadagnamo quota con regolarità, a tornanti nel bosco. Il sentiero è perfettamente riconoscibile, ben battuto, e sono sempre presenti i segnavia bianco-rossi del CAI. Superiamo un pilastrino con Maestà e sbuchiamo sulla sterrata che avevamo lasciato partendo e che va seguita a destra (attenzione: attualmente manca un segnale fisso):

coordinate ED50: N 43°49'58,8" - E 11°54'30,8"
quota:                  845m slm

- Incontriamo subito Ridolmo, un casolare abbandonato e in precarie condizioni:

coordinate ED50: N 43°49'54,8" - E 11°54'35,5"
quota:                  853m slm

- La strada sale blandamente, un po' noiosa, fino al passo Monte Carpano:

coordinate ED50: N 43°49'47,2" - E 11°55'00,8" (fine sentiero 209)
quota:                 1014m slm

- Aldilà della sterrata scende il sentiero per Bagno di Romagna (freccia: 189); la cresta a sinistra è invece percorsa da quello che passa nei pressi della cima del monte Carpano, lo stesso (freccia: 201 il Poggiaccio) che seguiamo noi in direzione opposta, cioè continuando a camminare sulla strada.
Il panorama è bello sulle boscose montagne a sinistra e soprattutto a destra dove è possibile apprezzare i crinali su cui transiteremo poi. Dopo qualche breve saliscendi incontriamo in successione l'innesto di un sentiero a sinistra e il punto a destra (località Prato dei Grilli) in cui il nostro abbandona definitivamente la pista forestale (freccie):

coordinate ED50: N 43°49'19,0" - E 11°54'53,2" (incrocio sentieri 201 - 185)
quota:                 1035m slm

coordinate ED50: N 43°49'13,2" - E 11°54'44,5" (Prato dei Grilli)
quota:                 1019m slm

- Ora la salita è continua, a tratti ripida e faticosa, in un bel bosco ombroso (ed è una fortuna in considerazione del fatto che questo, in luglio, è un periodo poco adatto per compiere escursioni nell'Appennino Tosco-romagnolo a causa del caldo opprimente). I segnavia sono più distanziati e occorre un po' di attenzione per non confondersi nei bivii (si riesce comunque sempre a scorgerli, seppur poco visibili nei punti in cui realmente servono). Finalmente ci immettiamo nel sentiero 00, che seguiamo a destra:

coordinate ED50: N 43°48'50,6" - E 11°54'41,3" (incrocio sentieri 201 - 00)
quota:                 1249m slm

- Rasentiamo la linea di cresta lungo un ampio sentiero particolarmente piacevole, attraversando una splendida foresta. Incontriamo una pista e la seguiamo a destra; subito a sinistra ignoriamo la traccia che porta a sud, a Badia Prataglia:

coordinate ED50: N 43°48'35,2" - E 11°54'09,4" (incrocio sentieri 00 - 58)
quota:                 1159m slm

- In un paio di minuti raggiungiamo il passo dei Lupatti, una decina di metri prima del quale ci teniamo a sinistra lasciando la strada che prosegue verso la località Lama, nel cuore del parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Da notare che in questi incroci sono sempre presenti frecce e cartelli segnalatori:  

coordinate ED50: N 43°48'36,6" - E 11°54'03,4"
quota:                 1167m slm

- In questo tratto la salita è blanda, il bosco sempre bellissimo, e camminiamo tranquillamente pochi metri a sinistra della linea di cresta. Ogni tanto, fra gli alberi, si apre parzialmente la vista verso nord e si intuisce la presenza della valle del Bidente di Pietrapazza, quella da cui siamo partiti.
A sinistra si stacca un secondo sentiero per Badia Prataglia:

coordinate ED50: N 43°48'35,4" - E 11°53'36,3" (incrocio sentieri 00 - 60)
quota:                 1195m slm

- Con uno strappo deciso risaliamo il versante orientale del monte Cucco, quindi ne lasciamo la cima a sud scendendo brevemente fino a una sella (è il passo dei Cerrini, dove a sinistra si stacca una terzo sentiero, non segnato, per Badia Prataglia). Manteniamo la direzione tornando a guadagnare quota con regolarità e dopo un lungo tratto relativamente faticoso arriviamo al passo della Crocina, l'importante incrocio di sentieri dove abbandoniamo lo 00 per prendere a destra, in discesa, il 207 (frecce):

coordinate ED50: N 43°49'04,0" - E 11°52'16,3" (incrocio sentieri 00 - 207)
quota:                 1380m slm

- In meno di un quarto d'ora siamo al passo della Bertesca, altro importante incrocio. Qui andiamo a destra lungo il sentiero 205 (vi sono varie indicazioni, ma le frecce segnaletiche non sono posizionate razionalmente: quello che prosegue dritto, ad esempio, è il 207, ma la freccia relativa pare indicare la stessa direzione del 205):

coordinate ED50: N 43°49'31,6" - E 11°52'26,0" (incrocio sentieri 207 - 205)
quota:                 1250m slm

- Da notare un paio di cose: la foresta attraversata nelle ultime 2 ore, cioè dal momento in cui ci siamo lasciati alle spalle la sterrata del passo Monte Carpano, è realmente splendida, una vastissima area protetta di grande interesse naturalistico. Una tale copertura vegetale, fitta e continua, ha tuttavia causato non pochi problemi di ricevimento al mio GPS, per cui le coordinate registrate potrebbero non essere particolarmente affidabili.

- La discesa è continua in una bella pineta. Sbuchiamo in un piccolo pianoro erboso invaso da felci, a fianco di una strada sterrata (è la stessa che avevamo incontrato nei pressi del passo dei Lupatti e che permette a forestali e turisti accompagnati di raggiungere da Badia Prataglia Casanova dell'Alpe, o la Lama e da qui San Paolo in Alpe, quindi Corniolo o Ridracoli: si tratta di percorsi lunghissimi e noiosi per chi si muove a piedi, piacevoli per chi si fa scarrozzare in pulmini autorizzati, ma di rilevante interesse soprattutto per chi viaggia in mountain-bike).
La seguiamo a sinistra (attenzione: manca la segnaletica). Rasentiamo la fonte delle Cavalle e subito dopo prendiamo a destra una pista sbarrata da un rustico cancello (la freccia induce in errore, ma il segnavia bianco-rosso presente permette di individuare correttamente la deviazione che, comunque, è la prima che si incontra, segue di poco la fonte e si trova a 8 minuti di cammino dal punto in cui ci siamo immessi nella strada principale):

coordinate ED50: N 43°49'33,3" - E 11°53'01,5" (bivio nei pressi della fonte delle Cavalle)
quota:                 1057m slm

- Ancora discesa continua, blanda, lunga, noiosa e in questa stagione particolarmente fastidiosa a causa dell'afa asfissiante. Il tratturo termina di fronte all'Eremo Nuovo, una grande casa in abbandono, e all'edificio che l'affianca, probabilmente di servizio e ricovero degli animali. Appena prima abbiamo lasciato a destra i ruderi di una piccola costruzione, forse una chiesetta.

coordinate ED50: N 43°49'33,3" - E 11°53'37,9"
quota:                  734m slm

- Proseguiamo a destra del casolare e aiutati dai segnavia in breve raggiungiamo il torrente (fosso del Rovino) che oltrepassiamo su un grazioso ponticello in pietra e legno.
Aldilà torniamo a salire, ma si tratta solo di uno strappetto. Rasentiamo i pittoreschi ruderi di Cialdella:

coordinate ED50: N 43°49'49,7" - E 11°53'48,7"
quota:                  720m slm

- E' particolarmente bello il breve tratto dell'itinerario che resta da percorrere: scendiamo lungo una sottile crestina erosa fra due vallette create dai placidi torrenti che finiranno per unirsi poco prima della chiesa di Pietrapazza; ci separa da quello a sinistra un dirupo alto inizialmente un centinaio di metri. Incontriamo un pilastrino con Maestà in posizione panoramica: davanti, in basso, aldilà del crinale che cala velocemente, intravediamo immerso nel verde il piccolo edificio sacro, col campaniletto che ne accentua il fascino. Il mare di natura attorno, le montagne boscose rese rudi dalle pareti biancastre e insidiose di marna-arenaria, i corsi d'acqua di cui comincia a sentirsi il rumore regolare, il ronzio che ci accompagna di milioni di minuscole creature indaffarate e indifferenti a noi (... tranne alcune mosche!), il cielo azzurro e le poche nubi candide definite come nel disegno di un bimbo, l'assenza totale di ogni altro segno di civiltà che non sia un malinconico rudere solitario insidiato dalla vegetazione, rendono la chiesetta un isolotto di pietra in cui ci si immagina di poter finalmente trovare dopo tanta fatica un po' di ristoro, di conforto e amicizia.
Una curva a destra, una ripida discesa, un ponticello (fosso di Ridolmo) e siamo al primo bivio toccato partendo; un paio di minuti di cammino e raggiungiamo l'auto.

Nota: qualche scoiattolo è fuggito velocissimo, nervoso, quasi isterico mentre mi avvicinavo; un leprotto è scattato altrettanto rapido e in un attimo è scomparso dietro a un cespuglio. L'incontro più emozionante, tuttavia, è stato con un giovane cervo maschio che non mi aveva sentito arrivare... neppure io m'ero accorto di lui che probabilmente stava riposando, o brucando, all'ombra di un albero in un pascolo abbandonato: si è mosso quando oramai ero distante pochi metri e balzando potente ha oltrepassato un dosso sparendo per sempre. Ho fatto in tempo a vedere i suoi occhi occhi scuri, lo sguardo forse spaventato, e ad apprezzarne il palco già grande. Era... è un animale splendido.

"Chiesa e vecchia canonica di Pietrapazza"

 

"Mulattiera, andando verso il passo Monte Carpano"

 

"Pilastrino con Maestà, andando verso il passo di Monte Carpano"

 

"Casolare di Ridolmo"

 

"Casolare di Ridolmo"

 

"Sentiero nel bosco, andando verso il passo dei Lupatti"

 

"Bosco, andando verso il passo dei Lupatti"

 

"Sentiero nel bosco, andando verso il passo dei Cerrini"

 

"Valle del Bidente di Pietrapazza, andando verso il passo dei Cerrini"

 

"Sentiero nel bosco, nei pressi del passo della Bertesca"

 

"Valle del Bidente di Pietrapazza: montagne con boschi ed erosioni (andando verso l'Eremo Nuovo)"

 

"Ruderi della chiesina nei pressi dell'Eremo Nuovo"

 

"Casolare dell'Eremo Nuovo"

 

"Casolare dell'Eremo Nuovo"

 

"Casolare dell'Eremo Nuovo"

 

"Ponticello sul torrente del fosso del Rovino, nei pressi dell'Eremo Nuovo"

 

"Casolare di Cialdella"

 

"Casolare di Cialdella"

 

"Casolare di Cialdella"

 

"Crinale fra i fossi del Rovino e di Ridolmo"

 

"Crinale fra i fossi del Rovino e di Ridolmo, e chiesa di Pietrapazza"

 

"Pilastrino con Maestà, scendendo verso Pietrapazza (a sinistra si nota, minuscola, la chiesa)"

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