Home

gianlucacarboni.it


° Speleologia
° Alpinismo
° Arrampicata
° Escursionismo
° Torrentismo
° Turismo culturale
° Musica


 
stampa questa pagina web | . 1323922
 
Articolo inserito in data 31/07/2009 17:56:30
Concerti
letto 1182 volte in 3899 giorni (0,3)
BRUCE SPRINGSTEEN - concerto a Udine del 23 luglio 2009

Per essere precisi: Bruce Springsteen & the E Street Band, cioè il suo gruppo storico, formato da un bel numero di musicisti di qualità fra i quali due, il chitarrista meno noto (l'altro, Little Steven, è quasi una celebrità) e il batterista, ben al di sopra della media. Quindi si tratta di un concerto classico del Boss, di quelli esplosivi in cui fatichi a riprendere il respiro fra un brano e l'altro.

Cercherò di esprimere un concetto, una semplice opinione, un breve commento per evitare di dire cose scontate o banali, visto che tutti coloro che in giro per il mondo ogni tanto ascoltano musica o assistono a un concerto conoscono lo strepitoso artista in questione, e molti ne apprezzano le peculiarità.

Esiste gente mediocre che canta, esistono buoni ed ottimi professionisti, poi ci sono personaggi, rarissimi e preziosi, come Springsteen; basta vederlo dal vivo una sola volta per capire di cosa sto parlando: energia allo stato puro, rock elementare, cristallino, reso poderoso da un carisma senza pari, da interpretazioni in cui la voce, rauca, profonda, potente, le chitarre (fino a 4 tutte assieme), la batteria, ispiratissima e travolgente, ti sparano ad altezze siderali e lì ti mantengono, così da non avere il tempo di riposare, di ragionare, di renderti conto che stai partecipando allo uno show inimitabile di un artista inimitabile.
20, 25, 26 pezzi proposti senza soluzione di continuità; inizi ad applaudire, provi a prendere fiato e senti: "one... two... three... four...", con strumenti che ancora non si sono fermati e già riaccelerano fulminei, e anche tu ricominci a cantare, a gridare, a ballare... quasi tre ore di musica e non ti sei accorto del passare del tempo, non ti sei accorto che il concerto sta terminando, poi all'entusiasmo si mischia finalmente la stanchezza e in quel momento, improvvisamente, diventi consapevole che non potevi scegliere un modo migliore per impiegare quelle ore, che difficilmente ti succederà in futuro di entusiasmarti fino al punto di perdere contatto con la realtà pur bevendo solo acqua minerale (... per di più naturale!), che hai avuto la fortuna, o l'intuito, di acquistare un biglietto che ne valeva dieci altri per le emozioni che ti ha potuto garantire.
Sono tornato a casa soddisfatto, sazio.

Bruce Springsteen è una bella persona sul palco: sorride spesso, coinvolge il pubblico, ne cerca il contatto fisico, ne richiede, ne assorbe l'energia, la rielabora e la distribuisce con gli interessi tenendo nulla per sé.
Arriva, saluta, quindi si trasforma in un vulcano in eruzione... una tale vitalità, una tale dedizione, una tale carica non credevo fosse in grado di esprimerle un sessantenne, e men che meno uno come lui che oramai ha un posto stabile e impossibile da insidiare nell'Olimpo della musica moderna.

Ha alternato brani famosissimi ad altri recenti, meno conosciuti, mantenendo sempre interesse e tensione a livelli altissimi. Ne avrebbe potuti cantare altrettanti ottenendo lo stesso effetto.
L'acustica era ottima nel prato, nel punto in cui ci trovavamo noi, e a mio parere azzeccatissima la scelta dei tre grandi schermi in cui non è apparso un solo filmato registrato, un solo effetto speciale: sempre il Boss in primo piano, con le gocce di sudore che gli scendevano sulla fronte, sempre i musicisti che lo accompagnavano impreziosendone l'esibizione, sempre la sua gente che andava in visibilio.

...

     
gianlucacarboni.it © Copyright 2008-2020      Tutti i diritti su testi e immagini sono riservati