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Articolo inserito in data 09/08/2009 18:23:04
Grotte in Apuane
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Abissi della VALLE D'ARNETOLA

Valle d'Arnetola (Lucca): prima puntata

05/08/2009 e 06/08/2009

- Quella d'Arnetola è una valle in Apuane piuttosto interessante dal punto di vista speleologico perchè vi si trovano concentrati in una piccola area molti abissi profondi oltre i 600 metri.

Io la conoscevo di nome, ma non vi ero mai stato; ho dedicato così un paio di giorni, i primi di una serie futura, all'ambientamento, cercando cioè di individuare le vie d'accesso ai vari settori, gli ingressi degli abissi più importanti, qualche bucanotto stuzzicante e percorrendo una cresta sui monti che la delimitano per poterne meglio capire la configurazione.

Come prima impressione devo dire che il luogo merita la fama di cui gode: è splendido, con bellissime mulattiere in bellissimi boschi, con canali e crinali selvaggi, versanti scoscesi difficili da risalire, repulsivi, roccia e buchi ovunque; è tuttavia nella parte bassa orribilmente deturpato da immense cave.

- Vi si arriva attraversando il centro storico di Vagli di Sopra (Garfagnana - Lucca) e proseguendo verso SW; si lascia a sinistra la strada utilizzata dai camion di cava per evitare il paese (sfruttabile in alternativa salendo da Vagli di Sotto) e dopo un brusco tornante a destra si incontra un bivio: si resta a destra e si parcheggia in uno degli spiazzi presenti facendo attenzione a non creare disagi ai mezzi che in gran numero transitano portando a valle il marmo delle Apuane.

- Da qui, cioè dalla conca d'Arnetola, è possibile visitare la valle e raggiungerne i punti significativi lungo 4 diversi itinerari: esistono due marmifere (percorribili anche con fuoristrada) interessanti per noi, quella cioè che più avanti sale verso sud fino alla baracca Simi, bivacco speleologico, e l'altra che da questa si stacca e va ad ovest nel versante orientale della cresta di Sella e del monte Tambura; ci sono poi i sentieri segnati 31 per il passo Sella e 35 per il passo della Tambura, e alcuni utili raccordi su vecchie piste o tracce facilmente identificabili.
Tutti gli ingressi degli abissi famosi che ho trovato ed elenco sotto si aprono nei pressi di uno di questi percorsi.

1) Per la baracca Simi: si prosegue lungo la strada polverosa rasentando il gigantesco ravaneto della cava del monte Pallerina; quando si arriva ai piedi di quello della cava più a sud, dove nei pressi di vecchi edifici la marmifera biforca, si va a sinistra aggirando lo scavo e ci si mantiene sul tracciato principale fino al bivacco (30 minuti di cammino).

2) Andando a destra nella stessa biforcazione, ci si immette nella vecchia pista che porta ad ovest verso il passo della Tambura.

3) 4) Il sentiero 31/35 si stacca a destra della strada (frecce CAI) a un paio di minuti di cammino dal punto in cui abbiamo parcheggiato, nel fondovalle, di fronte al ravaneto della cava del monte Pallerina. I due itinerari si separano più in alto raggiungendo la pista 2): il 35 sale a destra lungo la stessa, mentre il 31 la segue per poco a sinistra in discesa. Sono ben segnalati (freccie e bandierine CAI).

5) Un raccordo collega pista 2) e sentiero 35 (località abisso Guaglio) col 31 (località ruderi dell'ostello dei viandanti); un altro il 31 (dopo l'attraversamento del canale principale) con la cava abbandonata nei cui pressi sorge il bivacco, quindi con la pista 1). Ho notato altre tracce, certamente utili, che però non ho avuto il tempo di seguire.

"Valle d'Arnetola (dal passo Sella)"

 

0317 BUCA DELLA POMPA (abisso Pina Boschi)

coordinate ED50: N 44°06'22,0" - E 10°15'08,9" (ingresso artificiale)
quota:                  880m slm

dislivello:              410 metri
sviluppo:            1000 metri

note: ha un ingresso artificiale e uno naturale.

Si trova a sinistra della strada percorsa per arrivare, pochi metri prima del bivio subito dopo il quale abbiamo parcheggiato; è facilmente riconoscibile perchè si tratta di una galleria artificiale chiusa con un cancello, dalla quale esce un'evidente tubazione aerea. L'ingresso naturale, un pozzetto, si apre una quindicina di metri più in alto.

 

0645 ABISSO ATTILIO GUAGLIO

coordinate ED50: N 44°05'49,8" - E 10°14'46,9"
quota:                 1120m slm

dislivello:              648 metri
sviluppo:            1500 metri

A piedi si percorre il sentiero 35 per il passo della Tambura e 15 minuti dopo aver lasciato la marmifera principale di fondovalle si segue a destra quella che si sviluppa nel versante orientale della cresta di Sella e del monte Tambura (frecce CAI in entrambi i bivi: 35 passo della Tambura). Attorno a quota 1100m slm si stacca a sinistra una pista (utile raccordo fra i sentieri 35 e 31 - freccia CAI: 31 passo Sella).
5 metri a destra della freccia CAI si nota una traccia che sale lasciando la strada e pare mirare un canale erboso a fianco di un evidente traliccio abbandonato; in realtà si tiene a sinistra del primo inerpicandosi brevemente in un secondo in cui si apre a destra l'ingresso dell'abisso (20 metri più in alto dell'indicazione, a un minuto dalla stessa).
Occorrono in tutto 45 minuti di cammino per arrivare quassù, ma trovandosi sulla seconda delle marmifere elencate precedentemente, con un fuoristrada è possibile evitarli (itinerario 2: pista verso il passo della Tambura).

 

0646 ABISSO SANDRO MANDINI
0861 INGRESSO SECONDO DEL MANDINI

coordinate ED50: N 44°05'33,8" - E 10°14'54,5" (0646)
quota:                 1160m slm

coordinate ED50: N 44°05'36,8" - E 10°14'52,2" (0861)
quota:                 1155m slm

dislivello:              678 metri
sviluppo:            1410 metri

A mio parere il modo più semplice per arrivarvi è percorrendo l'itinerario descritto sopra per abisso Attilio Guaglio; si segue poi la pista che si stacca a sinistra della marmifera attorno a quota 1100m slm, quella a un minuto dall'ingresso dello stesso, quindi nel bivio successivo si resta a destra in blanda salita. Superato un canale si incontra un tornante a destra, aldilà del quale è evidente una fascia rocciosa: si lascia la stradella per rasentarne la base e dopo pochi passi si individua a destra, a 2 metri d'altezza, l'ingresso secondo (0861).
Procedendo ancora a lato della fascia (labili tracce), si nota davanti a noi una grande placca compatta, grigiastra, inclinata: la si oltrepassa sfiorandone la base e poco dopo si intravede a destra, a 5 metri d'altezza, un antro (0646) raggiungibile facilmente seguendo la traccia che qui è più marcata.
In tutto separano il Guaglio dal Mandini 15 minuti di cammino tranquillo.

"Abisso Sandro Mandini"

 

"Abisso Sandro Mandini: aldilà del breve meandro c'è un P100"

 

"Ingresso secondo del Mandini"

 

"Ingresso secondo del Mandini"

 

0642 ABISSO ORIANO COLTELLI

coordinate ED50: N 44°05'35,0" - E 10°14'47,0"
quota:                 1210m slm

dislivello:              825 metri
sviluppo:            3000 metri

note: è collegato con la buca dell'Orso (1474), che viene così ad esserne l'ingresso alto.

Vale quanto detto per l'abisso Sandro Mandini: a mio parere il modo più semplice per arrivarvi è percorrendo l'itinerario descritto sopra per abisso Attilio Guaglio e da qui proseguire come indicato verso il primo. Giunti al tornante a destra, quello della fascia rocciosa, si resta sulla stradella e se ne supera un secondo a sinistra dove per qualche metro il tracciato scompare a causa di una frana precipitata dal canale a fianco.
Appena sopra c'è una curva a destra; si procede per poco e ci si ferma di fronte allo stesso canale. Aldilà di questo si intravede fra la vegetazione una parete rocciosa (saggio di cava): alla sua base si apre il piccolo ingresso.
In tutto separano il Guaglio dal Coltelli 20 minuti di cammino tranquillo.

 

1300 ABISSO POZZI

coordinate ED50: N 44°05'36,7" - E 10°14'46,2"
quota:                 1210m slm

dislivello:              689 metri
sviluppo:            1071 metri

Si trova ad una cinquantina di 50 metri dall'abisso Oriano Coltelli; per raggiungerlo bisogna proseguire oltre quest'ultimo (direzione N) cercando di mantenere la quota. Superata una caratteristica crestina fratturata si individua il piccolo ingresso sotto a una placchetta rocciosa inclinata e a un articolato, grosso faggio (si staccano dalla base del principale vari tronchi più o meno grandi).
Separano il Coltelli dal Pozzi un paio di minuti di cammino e un facile passaggio in arrampicata (I).

 

0756 ABISSO EUNICE
0862 INGRESSO NUOVO EUNICE

coordinate ED50: N 44°05'39,6" - E 10°15'02,2" (0756)
quota:                 1130m slm

coordinate ED50: N 44°05'39,6" - E 10°14'58,4" (0862)
quota:                 1125m slm

dislivello:              651 metri
sviluppo:            2100 metri

note: ha vari ingressi (credo che per ora siano 5); non ho trovato notizie precise, rilievo completo, fotografie o pubblicazioni che ne descrivano la forma e il percorso per raggiungerli, tuttavia sono sicuro di aver individuato quello principale, e quasi certo della localizzazione di quello nuovo

Per la 0756: dalla baracca Simi (vedi sotto l'itinerario per l'abisso Simi, o sopra quello sulla marmifera per la baracca Simi) si retrocede brevemente lungo la strada d'accesso, quindi si scende nel bosco su un'evidente pista a sinistra; la si segue per un paio di minuti e prima del tratto più ripido la si abbandona andando a destra. Si attraversano due doline e si sbuca in un pianoro roccioso con splendidi campi solcati. Ancora qualche passo e a sinistra si riconosce il suggestivo ingresso a portale.
Separano il bivacco dall'Eunice 5 minuti di cammino.

Per la 0862: si apre non distante dai ruderi dell'ostello dei viandanti sull'antica via Vandelli. Vi si può arrivare dall'abisso Attilio Guaglio seguendo il raccordo per il sentiero 31 (quello utilizzato per andare al Mandini e al Coltelli), ma tenendosi a sinistra al bivio, oppure percorrendo direttamente il 31 stesso: separano il Guaglio dai ruderi meno di 10 minuti di cammino tranquillo (nettamente preferibile se si giunge in fuoristrada in prossimità dell'abisso), mentre salendo dal fondovalle sul 31 occorre scarpinare per quasi mezzora su una bella mulattiera.
Si lasciano ora a destra il sentiero e a sinistra i ruderi scendendo così verso l'alveo del torrente. Lo si attraversa e si risale su tracce il versante opposto mirando direttamente la fascia rocciosa che si nota in alto; arrivati alla sua base nei pressi di una apertura in parete (è una larga frattura a 3 metri d'altezza, che si trasforma in un cunicolo, o un piccolo meandro... uno dei vari ingressi?), si va a destra rasentandola e in breve si raggiunge l'orlo di un pozzo (evidente chiodo resinato), quello che suppongo essere l'ingresso nuovo.
Si è in tal modo camminato per altri 5 minuti (10/15 in tutto dal Guaglio, 30/35 dal fondovalle).

La pista utilizzata per avvicinarsi alla 0756 (abisso Eunice), quella che si stacca dalla marmifera appena sotto alla baracca Simi, prosegue fino a immettersi nel sentiero 31 a monte dei ruderi dell'ostello: in meno di un quarto d'ora si può così andare da un ingresso all'altro, e dal nuovo al bivacco.

"Abisso Eunice"

 

"Abisso Eunice"

 

"Ingresso nuovo Eunice (?)"

 

"Ingresso nuovo Eunice (?)"

 

0643 ABISSO FRANCESCO SIMI
0859 INGRESSO SECONDO DEL SIMI
0860 INGRESSO TERZO DEL SIMI

coordinate ED50: N 44°05'33,6" - E 10°15'07,3" (0643)
quota:                 1180m slm

coordinate ED50: N 44°05'34,2" - E 10°15'07,1" (0859)
quota:                 1190m slm

coordinate ED50: N 44°05'34,0" - E 10°15'09,2" (0860)
quota:                 1195m slm

dislivello:              690 metri
sviluppo:            4900 metri

note: è collegato con l'abisso dell'Alto di Sella (abisso C. Pelagalli) (0548) e la buca di Mamma Ghira (1269), e con queste forma il complesso di Arnetola

Si va alla baracca Simi restando sulla polverosa strada di fondovalle, rasentando il gigantesco ravaneto della cava del monte Pallerina e quando si arriva ai piedi di quello della cava più a sud, dove nei pressi di vecchi edifici la marmifera biforca, salendo a sinistra. Si aggira così lo scavo; mantenendosi sul tracciato principale si giunge al bivacco in 25 minuti di cammino (si fa molto prima, e meno fatica, in fuoristrada...).
Una breve rampa porta al piazzale della cava abbandonata; qui si apriva il primo ingresso dell'abisso (0643), ostruito durante i lavori d'estrazione del marmo.
Retrocedendo fino all'edificio si nota una pista che sulla destra della marmifera d'accesso, quasi parallela a questa, pare allontanarsi dal luogo; in realtà presto curva a destra (ignorare la deviazione a sinistra) e permette di arrivare al ciglio superiore della cava: una cinquantina di metri prima di affacciarsi sulla stessa è facile individuare a sinistra l'ingresso terzo (0860). Di nuovo sulla strada, si avanza verso il taglio e giunti di fronte alla carcassa di un vecchio camion si entra a destra in un pianorotto boscoso dove subito, evidente, si apre l'ingresso secondo (0859).
Dal bivacco a qui occorrono meno di 5 minuti di cammino.

"Baracca Simi, bivacco speleologico"

 

"Cava abbandonata: nella frattura si è cercato di riaprire il vecchio ingresso dell'abisso Simi"

 

"Ingresso secondo del Simi"

 

"Ingresso terzo del Simi"

 

"Ingresso terzo del Simi"

 

1007 BUCA SOTTOSTRADA

coordinate ED50: N 44°05'38,0" - E 10°15'04,8"
quota:                 1145m slm   

dislivello:              651 metri
sviluppo:            2050 metri

note: è collegata con l'abisso dei Tarzanelli (1046)

Dalla baracca Simi si retrocede brevemente lungo la marmifera d'accesso e si prende la pista secondaria che scende a sinistra, la stessa utilizzata per raggiungere l'ingresso dell'abisso Eunice. La si lascia subito per andare a destra, nel bosco, parallelamente alla strada principale: in un paio di minuti di cammino (meno di 5 dalla baracca) si arriva sul ciglio dell'ampio pozzo.

 

0548 ABISSO DELL'ALTO DI SELLA (abisso C. Pelagalli)

coordinate ED50: N 44°05'36,0" - E 10°15'04,0"
quota:                 1155m slm   

dislivello:              690 metri
sviluppo:            4900 metri

note: è collegato con l'abisso Francesco Simi (0643) e la buca di Mamma Ghira (1269), e con queste forma il complesso di Arnetola

Dalla baracca Simi si retrocede brevemente lungo la marmifera d'accesso e si prende la pista secondaria che scende a sinistra, la stessa utilizzata per raggiungere l'ingresso dell'abisso Eunice. Pochi metri e si individua a sinistra il piccolo ingresso (lo precede di qualche passo un altro, di grandezza simile, identificato da una scritta incisa sulla roccia: A1 GSPI... attualmente non so di cosa si tratti!).

 

0843 ABISSO DELLO GNOMO
0844 BUCA AR 13
0846 BUCO DEL GIARDINO

coordinate ED50: N 44°05'14,0" - E 10°14'57,1" (0843)
quota:                 1400m slm

coordinate ED50: N 44°05'13,6" - E 10°14'58,0" (0844)
quota:                 1410m slm

coordinate ED50: N 44°05'12,0" - E 10°14'58,0" (0846)
quota:                 1470m slm   

dislivello:              925 metri
sviluppo:            5420 metri
 
note: ha 5 ingressi; ho certamente individuato i primi due (0843 e 0844), mentre per quel che riguarda il buco del Giardino (0846) posso solo fidarmi dei dati del GPS, non avendo trovato descrizioni sulla sua esatta ubicazione e conformazione. Attualmente questa è la grotta più profonda e vasta dell'Arnetola; un eventuale collegamento con l'abisso Oriano Coltelli (0642) porterebbe il complesso a sfiorare i 9km di sviluppo

Si sale a lungo sul sentiero 31 per il passo Sella ; quando questo esce dal bosco, attorno a quota 1400m slm, si è nella zona in cui si aprono tutti gli ingressi. Al primo tornante a sinistra è evidente, qualche metro a destra (labile indicazione su un sasso), la frattura verticale sopra al principale (0843).
Ancora un paio di curve e si vede una breve traccia a destra che porta a un piccolo antro (0844), nella stessa fascia rocciosa del precedente, ma una decina di metri più in alto.
Si continua a salire per poco, fino a quando il sentiero attraversa la fascia rocciosa dei precedenti accessi ed entra nuovamente nel bosco: appena prima ci si inerpica nel ripido prato a sinistra, rasentando la roccia; una ventina di metri sopra, a destra, a 2 metri d'altezza nella parete inclinata, si nota una finestrella ben definita (0846)... le coordinate dichiarate al catasto portano esattamente qui, ma il mio altimetro segnala 20 metri in meno di quanto dovrebbe... mi documenterò e tornerò presto a cercare gli altri ingressi e a verificare l'esatta identificazione di questo.
Occorrono 1h 45' di cammino lungo il sentiero 31 per arrivare quassù dal fondovalle (500 metri di dislivello su splendida mulattiera, ma gli ultimi 200 sono piuttosto ripidi), che si riducono a poco più di 50 minuti (250 metri di dislivello) se si sale in fuoristrada alla baracca Simi e dal piazzale della cava abbandonata si prende la traccia di raccordo (rampetta a destra, poi in falsopiano, seguendo l'evidente tubazione aerea) per il 31; percorrendo a piedi la stessa marmifera, vanno considerati in tutto 1h 20' di cammino dal fondovalle: il tracciato è più breve rispetto al primo e ha il vantaggio di toccare il punto d'appoggio del bivacco, ma fino a questo è faticoso ed esposto al sole.

"Abisso dello Gnomo"

 

"Abisso dello Gnomo"

 

"Buca AR 13"

 

"Buca AR 13"

 

"Buco del Giardino (?)"

 

"Buco del Giardino (?)"

 

Ed ora qualche immagine dei campi solcati nei pressi dell'ingresso dell'abisso Eunice e di una serie di buchi non identificati, alcuni evidentemente interessati, attualmente o in passato, da esplorazioni o tentativi di disostruzione, altri che paiono invece "immacolati".

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