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Articolo inserito in data 15/11/2009 15:49:59
Grotte in Centro Italia
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Umbria - POZZI DELLA PIANA - 17 dicembre 2006

Niente da fare: la bronchite dovuta all'influenza avicol-suin-vitella-bigatta-e-toporagna non dà tregua, così, rinunciando a montagna e grotte, posso solo parlare di musica, album e concerti ai quali ugualmente vado diffondendo il virus, e proporre relazioni di avventure antiche come questa breve qui sotto. Il giorno prima France' ed io eravamo stati al buco Bucone e la sera avevamo festeggiato a Terni il compleanno di Luca Budassi, anima e forza propulsiva del gruppo dei "Pipistrelli".
Intanto, però, sto progettando mirabolanti raid in Apuane e Orobie.

I pozzi della Piana (Terni)

Per andare ai pozzi della Piana si segue la strada che a nord del lago di Corbara da Todi porta a Orvieto e si devia a sinistra per Titignano.
Oltrepassato il borghetto si continua in discesa per qualche chilometro lungo una sterrata comoda e a volte un poco fangosa. Si supera una sbarra metallica poi, più avanti, si parcheggia in una piccola radura a sinistra caratterizzata da evidentissime speleo-tracce di "scarburo".
Le coordinate (ED50) del punto in cui ho lasciato l'auto sono:
N 42°44'21,4''
E 12°18'38,4''

Aldilà dello spiazzo parte un sentierino nel bosco che in meno di un minuto porta al primo ingresso, ben evidente a destra, (utile una corda da 10/15 metri per facilitare la discesa dello scivolotto), quello da cui siamo entrati.
Poco più avanti si apre, sempre a destra, l'ingresso principale, dal quale siamo usciti dopo quasi 5 ore (qui è fondamentale sistemare una corda per assicurare la progressione perchè questo è un vero e proprio pozzo: armo naturale su albero e una decina di metri sotto, sulla parete opposta, su ferla... o piastrina... non ricordo, però sono certo che qualcosa di "tranquillo" ci sia!).

Considerato che la grotta è un vero e proprio labirinto, se non si è pratici di questi vuoti ipogei conviene affidarsi a speleologi del posto (noi contiamo sugli infallibili "Pipistrelli" ternani), allettabili con promesse eno-gastronomiche, alle quali sono particolarmente sensibili, o di altro tipo...
Io sono stato là dentro 3 volte e in ognuna di queste mi è parso di aver fatto un percorso diverso... chissà se è veramente successo così.

La grotta è bella e vale una o più visite; in alcuni punti poi le concrezioni sono spettacolari.
L'ambiente è vario: si passa da cunicolotti ad alti meandri che costringono a qualche traverso acrobatico (utile una corda da 15/20 metri), paretine da risalire e altre da scendere, e capita di sbucare in salette e saloni notevoli.

Noi certamente siamo entrati dall'ingresso Nuovo e da qui siamo arrivati alla grande sala dei Vortici, preceduta da un traverso che conviene assicurare.
Tornati poi sui nostri passi fino a prima dello stesso, abbiamo deviato a sinistra, ma sono convinto che non riuscirei a ritrovare il bivio giusto (sopra, sotto, a destra e sinistra ve ne sono ovunque!).

A questo punto ci siamo esibiti in una marea di piccole risalite e altrettante discese, spesso facilitate da corde fisse, di scomodi passaggi in parete o in pertugi, visitato salette concrezionate e tranquille gallerie; da notare in una di queste, appena più bassa e stretta, l'inspiegabile pausa di almeno dieci minuti durante la quale noi dietro ci domandavamo perchè davanti si fossero fermati, e quelli davanti si chiedevano perchè non li stessimo seguendo... in mezzo due o tre mangiavano, e mi sa che la colpa dell'equivoco fosse loro... saremmo rimasti lì per ore se non ci avesse salvato Vittorio, che parla pochissimo, ma evidentemente lo fa sempre nei momenti giusti, ricompattando il gruppone e richiamando tutti all'ordine.

Oltrepassata una caratteristica finestrella aperta fra le concrezioni, siamo infine arrivati al cunicolo con la fessura a losanga, aggirabile grazie alla ferratina che si trova poco più avanti (traverso su pozzo), che porta allo scivolo precedentemente armato dell'ingresso Vecchio.

Non ho altro da dire, se non che l'escursione è stata realmente piacevole grazie ai nostri splendidi amici di Terni: Luca, fortissimo, prezioso e matto come un cavallo, Nilio, imprevedibile, inossidabile e matto quanto Luca, Vittorio, riflessivo e gentile, Luana e Michela, dolci e simpatiche, e gli altri, appena conosciuti, ma che contiamo di incontrare nuovamente il prima possibile.

Alcune foto sono di Francesco Ventimiglia, dello Speleo Club Forlì

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