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Articolo inserito in data 22/03/2010 20:34:21
Grotte in Emilia Romagna
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ABISSO PRIMO PERONI: risalita Pinocchio, sopra al P5 del ramo Lipostabil

18/03/2010

Risalita Pinocchio, sopra al P5 del ramo Lipostabil dell'abisso Primo Peroni (Ravenna)

Un paio d'anni fa, mentre stavo risalendo il P5 del ramo Lipostabil nell'abisso Peroni, Lorena e Gian Luca "Dentino" mi fecero notare che il pozzo proseguiva verso l'alto. Incuriositi guardammo il rilievo e notammo che nulla era segnalato in quel punto, o più esattamente che vi risultava un tetto di massi incastrati. In quell'occasione riuscii fra l'altro a entrare in un invitante cunicolo che si apre nella parete di fronte all'orlo del piccolo salto, ma fui costretto a fermarmi dopo 7/8 metri a causa della presenza di un fastidioso macigno oltre il quale quella che era diventata una franosa fratturina pareva proseguire.

Capitò di riparlare ogni tanto della risalita "vergine" del Peroni fino a quando all'inizio del 2010 decidemmo di tornare in zona per valutarne la fattibilità e l'effettiva assenza di tracce lasciate da altri gruppi speleologici... "nessun segno di passaggio, bel camino alto forse una decina di metri, area di interesse esplorativo... ok, la facciamo noi, prepara la ferraglia..."

Inutile perdere tempo raccontando della prima uscita con punte del trapano sbagliate, o dei falliti tentativi di disostruzione "aggressiva" del cunicolo, o della seconda uscita con piatrine e chiave per avvitare le Multimonti dimenticate nel furgone... sì, è vero, la capacità organizzativa non è un pregio di alcuni di noi, però quasi sempre ci divertiamo... comunque in cima al camino siamo arrivati, e anche aldilà del masso che fungeva da tappo.

L'uscita serale del 18 marzo è servita per il rilievo e le foto. Nella grande dolina sul cui fondo è l'ingresso della grotta si stava sciogliendo la neve; un ruscelletto entrava perdendosi nel buio dello scivolo iniziale e nel P38 pioveva... assieme all'acqua precipitavano pietre solo a guardarle, per cui la progressione è stata particolarmente lente e prudente. Nella nostra risalita non serviva guardarle... stavamo preparando l'attrezzatura da rilievo nella galleria del Lipostabil e... titomb, tomb, buum... con cadenza quasi regolare pietruzze di qualche etto, massimo mezzo chilo, invitavano a desistere, ma oramai eravamo lì, volevamo completare il lavoro, recuperare l'attrezzatura e soprattutto mai più ritornare, quindi in due, con qualche dubbio, siamo andati ugualmente.

Risultati: la risalita supera di poco i 12 metri; il pozzo è oggettivamente bello, con pareti compatte e lisce, a tratti concrezionate, ma in alto entra in una zona di frana piuttosto instabile. Il terrazzino terminale è un "tappo" di detriti e fango; da qui parte un pericoloso e scomodo budello in forte pendenza che presto, oltre una strettoia, si allarga e si abbassa fino a chiudersi. Ha una base di terriccio estremamente mobile e a destra una sottile frattura ingombra di pietre.
Il cunicolo in parete, a un metro e mezzo circa d'altezza dall'orlo del P5 (che a questo punto, considerato che parte da sopra, diventa un P17), ha per poco una bella sezione ellittica, ma poi si trasforma in un'orrida frattura simile a quella descritta in precedenza, difficile da percorrere e abbastanza inquietante. Dopo una decina di metri intercetta un crepaccetto ortogonale e ovunque si chiude in frana.
Anche una brevissima galleria sulla parete opposta del pozzo, sovrapposta quindi a quella del ramo Lipostabil, appena più in alto del cunicolo, è occlusa da pietre e macigni di varie dimensioni.
A mio parere in ogni punto di questo nuovo settore è poco promettente, e molto pericoloso, un tentativo di disostruzione.

Abbiamo così aggiunto in tutto una trentina di metri allo sviluppo dell'abisso Peroni, guadagnandone in quota 15 circa dalla base del ramo... poca cosa, purtroppo, però l'entusiasmo che alimentava la speranza, la stessa delusione, il sudore, le risate fatte durante i tentativi e dopo, cenando a mezzanotte con una piadina col prosciutto e patate fritte ripensando agli episodi vissuti, alle dimenticanze e agli escamotage ideati, alle congetture miseramente crollate, hanno reso l'avventura mia, di Teo e Bicio, particolarmente avvincente e piacevole.

Rilievo della risalita Pinocchio

Descrizione della grotta

Alcune foto sono di Fabrizio Bandini e Matteo Turci, dello Speleo Club Forlì

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