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Articolo inserito in data 04/04/2010 14:45:09
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DA BRAQUE A KANDINSKY A CHAGALL - AIME' MAEGHT E I SUOI ARTISTI - a Ferrara

aperta fino al 2 giugno 2010

24 marzo 2010

Da Braque a Kandinsky a Chagall - Aimé Maeght e i suoi artisti

Nel 1945 Aimé Maeght fondò a Parigi una delle gallerie più innovative e importanti del secolo, che divenne il fondamentale punto di riferimento di alcuni straordinari artisti. L'inaugurazione avvenne con una personale di Henri Matisse, presentato ad Aimé e alla moglie Marguerite dall'amico comune Pierre Bonnard.
Furono notevoli i meriti e le intuizioni del gallerista: facilitò l'attività di maestri affermati, li incoraggiò a lavorare su grandi formati, a sperimentare altri mezzi espressivi, contribuì col suo entusiasmo e il suo talento editoriale a rendere accessibile a un vasto pubblico le loro opere, e fu un attento, sensibile promotore degli studi, delle ricerche degli artisti più giovani e meno conosciuti.
L'impegno prezioso e costante culminò con l'ideazione e la creazione nel 1964 della Fondazione Marguerite e Aimé Maeght a Saint-Paul de Vence, un centro dedicato all'arte moderna dove i diversi linguaggi espressivi della stessa potessero interagire traendo ispirazione l'uno dall'altro, rendendo così esaustiva la sua rappresentazione, favorendone l'evoluzione, la comprensibilità e la divulgazione; contribuirono attivamente al progetto e alla realizzazione Georges Braque, Alberto Giacometti e Joan Mirò, e parteciparono all'inaugurazione importanti intellettuali e celebrità dello spettacolo, fra le quali Ella Fitzgerald. Mirò creò nel giardino un labirinto popolato di sculture, Braque una grande vasca a mosaico e la vetrata meridionale della cappella di San Bernardo, Alexander Calder un gigantesco "stabile" e un bellissimo "mobile" ispirato a un planetario (esposto nell'ultima sala della mostra di Ferrara), mentre Giacometti curò l'allestimento del cortile centrale collocandovi alcuni suoi straordinari bronzi (anche questi in mostra a Ferrara). Vi si tennero fra le opere d'arte incontri internazionali di danza e musica, con personalità del calibro di Duke Ellington, John Cage e Karlheinz Stockhausen.

L'esposizione di Palazzo dei Diamanti a Ferrara vuole presentare il mondo di Aimé Maeght attraverso la produzione degli artisti che ne hanno accompagnato lo splendido cammino ottenendo in cambio stimoli e incoraggiamento, amicizia e collaborazione, riconoscimento, idee, condivisione. L'attenzione è concentrata sul periodo di maggior fermento creativo della sua attività, cioè sul ventennio che va dall'inaugurazione della Galleria a quella della Fondazione.

Veniamo a noi gente comune, personaggi a volte pittoreschi, più o meno esperti, più o meno interessati, che capita percorrano chilometri e impegnino ore, più o meno piacevoli, per visitare una mostra.
Occorre una certa predisposizione mentale per porsi di fronte ad opere moderne e ricavarne sensazioni positive; bisogna intanto rinunciare spesso a trovare spiegazioni logiche, significati nascosti, e farsi più che altro guidare dall'istinto, magari alimentandolo con qualche semplice lettura. Si riesce a seguire un discorso, sempre che non sia troppo complesso, in una personale ben curata, ma in questo caso non è possibile perchè vengono presentati uno di fianco all'altro lavori di molti artisti piuttosto differenti fra loro: non so ad esempio cosa dire del quadro di Bonnard esposto se non che mi piace per la delicatezza del tono e la malinconia che riesce a trasmettere, o di quelli di Braque e Kandinsky se non che è difficile per me valutarne l'importanza, e ancora di più lo è nel caso del monumentale foglio di Matisse che leggo essere "un'immagine dotata di grande semplicità e forza visiva: pochi segni di inchiostro e gouache danno forma ad un arabesco essenziale che comunica un senso di profonda calma interiore".
Riconosco lo spirito provocatorio e dissacrante, non banale o fine a se stesso, di Duchamp; Mirò mi incuriosisce, Calder è geniale. Ammiro immensamente l'immaginario di Chagall, il suo fantastico mondo poetico dove i colori sono brillanti e le convenzioni elegantemente annullate, e reputo fenomenale la capacità espressiva di Giacometti: le sue sculture sono affascinanti capolavori, attraggono lo sguardo pur inquietando, affrontano e illustrano chiaramente problematiche esistenzialistiche, parlano di solitudine, precarietà, disperazione, sofferenza e tenacia, sono drammatiche e inaccessibili, sono a due passi da noi eppure lontanissime perchè esprimono il concetto di "distanza assoluta".
Mi lasciano invece indifferente le litografie di Ellsworth Kelly, i quadri di Fernand Leger e le sculture di Eduardo Chillida, ma si tratta di artisti che in realtà non conosco e probabilmente quelle presentate a Ferrara non sono loro opere particolarmente rilevanti.

Al mio iniziale smarrimento dovuto all'incapacità di trovare una chiave di lettura, alla precipitosa e irriflessiva delusione si è pian piano sostituito un piacevole stupore, altalenante, mai travolgente, ma tendenzialmente crescente, culminato nell'ultima sala in appagamento, meraviglia, in sicura soddisfazione; ho ricavato dall'alternarsi di questi stati d'animo alcune considerazioni che mi auguro possano risultare utili all'appassionato che si appresta ad affrontare un'esposizione di questo tipo: è necessario, a mio parere, lasciare che sia il personale senso estetico a condurci in giro per le sale di palazzo dei Diamanti, tenendo però presente che sono in mostra alcuni capolavori di pittori e scultori fra i più importanti del '900. E' poi importante leggere qualche nota esplicativa, ma consigliabile non preoccuparsi troppo se le stesse risultano a tratti poco comprensibili ("... caratteristiche di questa fase sono la cromia intensa e l'armonia di linee e forme fluide dai motivi biomorfi...") perchè non è detto che siano sempre utili a facilitare il nostro approccio. Dimenticando per qualche ora la realtà che normalmente ci circonda, permettendo alla fantasia di lavorare, di trasportarci in un mondo dove l'espressione artistica non ha confini convenzionali, dove trae nutrimento dal libero pensiero, dall'analisi geniale di situazioni e sensazioni, da una giusta miscela di razionale e irrazionale, risulterà facile infine percepire la forza innovativa di alcuni immensi artisti: qui a Ferrara succede ammirando lo splendido "Sole giallo" di Marc Chagall, le fantastiche sculture cinetiche ("mobiles") di Alexander Calder, gli straordinari bronzi di Alberto Giacometti.

I miei sono pensieri che corrono liberamente e nulla voglio dimostrare, per cui date il giusto valore a quanto ho scritto sopra: amo osservare, provo a capire e per fare ciò cerco supporti nell'ascolto e nella lettura, ma resto ugualmente solo un semplice viaggiatore molto curioso.

Ecco un elenco delle opere che per vari motivi più mi sono piaciute:

Pierre Bonnard - "Fanciulla distesa" (**)
Henri Matisse - "Ritratto di Marguerite Maeght", matita su carta (*)
Alberto Giacometti - "Ritratto di Marguerite Maeght" (***)

Georges Braque - "Imeneo", bronzo (***)
Georges Braque - "Testa di cavallo", piombo e legno (**)
Georges Braque - "Atelier VI" (**)
Georges Braque - "Zelos", gesso inciso (*)
Georges Braque - "Sao", gesso inciso (*)
Georges Braque - "Ercole", gesso inciso (*)
Georges Braque - "Nido fra le foglie" (**)
Georges Braque - "Bozzetto per il manifesto di una mostra", olio su carta di giornale

Joan Mirò - "Manifesto della mostra Le Surrealisme en 1947", litografia
Joan Mirò - "Superstizione - Serpente" (*)
David Hare - "Senza titolo I", bronzo
Alexander Calder - "Senza titolo (il giorno e la notte)", assemblaggio

Alberto Giacometti - "Georges Braque sul letto di morte", matita su carta (*)
Alberto Giacometti - Modellini in gesso
Alberto Giacometti - "La foresta", bronzo (***)
Alberto Giacometti - "Femme de Venise I, II, III", bronzi (***)
Georges Braque - "Vaso di fiori" (*)
Georges Braque - "I giacinti"
Georges Braque - "Marina in tempesta. Barca sulla spiaggia"
Alberto Giacometti - "Casa bianca" (*)

Marc Chagall - "Sole giallo" (****)
Marc Chagall - "Fiori secchi" (**)
Marc Chagall - Acqueforti della pubblicazione "Colui che parla senza dire niente"
Marc Chagall - Vaso in ceramica
Marc Chagall - "Mattino", piatto in ceramica (*)
Marc Chagall - "Carrousel", piatto in ceramica (**)

Fernand Leger - "Composizione su fondo verde"
Fernand Leger - "Grandi code di comete"
Eduardo Chillida - "Omaggio a Kandinsky (studio)", alabastro
Wassily Kandinsky - "Nodo rosso" (*)
Wassily Kandinsky - "Isolamento"
Wassily Kandinsky - "Cerchio blu II" (*)

Bram Van Velde - "Composizione"
Pierre Tal-Coat - "L'età del ferro I"

Henri Matisse - "Il cespuglio", inchiostro e gouache su carta (*)
Alexander Calder - "In piedi", mobile (scultura cinetica) in ferro dipinto (**)

Joan Mirò - "Per i 70 anni di Aimé"
Alexander Calder - "Uccello con occhiali", filo di ferro (*)
Alexander Calder - "Uccello con genitali", filo di ferro (*)
Joan Mirò - "Forme su fondo nero"
Joan Mirò - "Pensando a Sandy", gouache su carta
Alexander Calder - "Gatto serpente", metallo dipinto (*)
Alexander Calder - "Piccola creatura con tre seni", metallo
Alexander Calder - "Sommacco V", mobile (scultura cinetica) in metallo (***)
Joan Mirò - "Gioia di una fanciulla davanti al sole" (**)

Fernand Leger - "Radice nera"
Fernand Leger - "Elementi su fondo blu"

Joan Mirò - "Bozzetto per l'Uccello lunare", gesso
Joan Mirò - "Donna e uccelli", terracotta
Joan Mirò - 8 "Bozzetti per l'Arco della Fondazione", ceramica dipinta
Fotografie storiche della Fondazione Marguerite e Aimé Maeght

Georges Braque - "Uccelli neri" (**)
Alberto Giacometti - "Donna in piedi I", bronzo (****)
Alberto Giacometti - "Uomo che cammina I", bronzo (****)
Joan Mirò - "La faticosa marcia guidata dall'uccello fiammeggiante del deserto" (**)
Alexander Calder - "Tre soli gialli", mobile (scultura cinetica) in metallo (***)
Alberto Giacometti - "Il cane", bronzo (****)

Nota: per quanto possa risultare lungo e impegnativo, a mio parere l'ultima sala della mostra offre al visitatore opere talmente significative che da sola vale il viaggio.

 

- Informazioni utili:

Palazzo dei Diamanti
corso Ercole I d'Este, 21
Ferrara

Da Braque a Kandinsky a Chagall - Aimé Maeght e i suoi artisti
fino al 2 giugno 2010
aperta: ore 9-19
biglietto: intero 10 euro, ridotto 8 euro (audioguida 4 euro)

per maggiori informazioni e per prenotazioni:
www.palazzodiamanti.it
tel. 0532 244949

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