Home

gianlucacarboni.it


° Speleologia
° Alpinismo
° Arrampicata
° Escursionismo
° Torrentismo
° Turismo culturale
° Musica


 
stampa questa pagina web | . 1372967
 
Articolo inserito in data 02/05/2010 18:13:25
Concerti
letto 1292 volte in 3796 giorni (0,34)
BAUSTELLE - concerto a Firenze del 27 aprile 2010

Seguo i Baustelle da almeno 4 anni e li considero la band attualmente più interessante nel panorama musicale italiano, eppure ogni volta che rientro da un loro concerto mi sento soddisfatto solo in parte. Non manca certo l'impegno, non mancano qualità e quantità, ma le mie sensazioni sono sempre confuse; era successo in un paesotto del Ravennate (quel giorno lontano eravano una ventina ad ascoltarli all'aperto...), poi ad Umbertide, in Umbria (la bella piazzetta storica era piena di gente), infine qualche sera fa, al Saschall di Firenze (praticamente esaurito).
Evidentemente mi aspetto tantissimo, forse troppo, da loro.

Mentre guido per tornare a casa (abito a 100 km dalla città toscana e devo valicare il Muraglione, un passo appenninico) ripenso a quanto mi piacciono i brani di Francesco Bianconi, autore e cantante, nei cd e pian piano mi rendo conto che il motivo reale per il quale fino ad ora mi hanno fatto un altro effetto dal vivo sta proprio nelle peculiarità degli stessi, quelle che maggiormente mi hanno colpito.

Perché apprezzo tanto i Baustelle?
Per i testi: si tratta di piccole poesie immediate, mai banali, a volte durissime, quasi brutali, facili da capire, ma con riferimenti e citazioni più complesse, profonde, a volte amare, inquietanti, che raccontano storie moderne credibili, forse vere, parlano, pur mantenendo un certo distacco, di disagi, contraddizioni, sofferenza interiore mascherata con freddezza, insensibilità, del grigiore del mondo e del lato oscuro della nostra anima, di nostalgia e occasioni perdute.
Per il modo di presentare i testi: la voce profonda e pacata di Bianconi crea un fantastico contrasto con le parole, con i concetti, con le storie crude, costringendoti ad ascoltarle, a capirle, fissandotele nella mente come solo l'immenso de Andrè riusciva a fare.
Per la musica: originale, tranquilla, raffinata, ricercata, moderna, perfetta per esaltare i testi stessi e la loro narrazione.
Per la bravura di Rachele Bastreghi, cantante e tastierista: la sua voce è delicata, splendida, ha un fascino inimitabile, avvolge, ipnotizza, emoziona. Provate ad ascoltarla con attenzione quando accompagna le esibizioni di Bianconi... è impossibile non innamorarsi di lei!
Nel brano che vari artisti italiani hanno inciso per raccogliere finanziamenti a favore della ricostruzione dell'Aquila ci sono 2 secondi in cui Rachele sussurra poche parole: la bellezza, la deliziosa femminilità, il calore emanato sono tali che fra le tante voci notevoli di chi ha partecipato è facile individuare la sua, quegli attimi ad occhi chiusi.

Bene, dal vivo è difficile sentire parte delle parole, seguire i versi, ricostruirne compiutamente il significato, e rendersi conto delle sfumature delle interpretazioni, soprattutto non si percepisce la magica atmosfera che invece nei cd e nei video la gradevolissima voce della cantante riesce a creare.
In pratica è a mio parere troppo raffinata la produzione complessiva dei Baustelle e meriterebbe ambienti e strutture dello stesso livello qualitativo.

Ciò non toglie che risulti estremamente piacevole l'ascolto dei brani più conosciuti, più orecchiabili, più "pop", o di quelli dei quali conosco a memoria il testo ("Il corvo Joe", per citare un piccolo, intenso capolavoro).

Non vorrei, per chiudere, che venisse dato un significato sbagliato a quanto scrivo: questa è una band di rilevante importanza, capace per vari motivi di far nascere emozioni molto forti; sono bravi ed è un'esperienza da non perdere l'assistere a un loro concerto (a giudicare dal numero dei presenti a Firenze l'hanno oramai capito in tanti, nonostante l'ottusa cecità dei mezzi di massa di comunicazione, soprattutto della televisione che tranquillamente continua ad ignorare artisti giovani di talento).
Semplicemente è colpa mia, sono io ad avere un rapporto particolare con i loro brani: provo un leggero brivido alla schiena mentre li ascolto, lo stesso che mi elettrizza quando raggiungo la cima di una montagna, e ne ricavo sensazioni preziose che diventano energia positiva; devo però essere da solo su quella vetta perché la suggestione indotta da ciò che vedo risulti potente, e devo riuscire ad isolarmi, devo annullare le interferenze perché le parole di Francesco Bianconi, la voce di Rachele Bastreghi abbiano un effetto simile.

...

     
gianlucacarboni.it © Copyright 2008-2020      Tutti i diritti su testi e immagini sono riservati