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Articolo inserito in data 04/06/2010 23:02:38
Emilia Romagna-Toscana
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Sentieri 173-(00): i crinali a sud-ovest di VERGHERETO e la BUCA DEL TESORO

Sentiero: Verghereto - Montione - passo Rotta dei Cavalli - buca del Tesoro - poggio Tre Vescovi - poggio Bastione - valico di Montecoronaro - Verghereto (Forlì-Cesena - Arezzo)

difficoltà: E

173: intero, in salita                    (2h 00' - 590 m di dislivello positivo)
00 : al poggio Tre Vescovi         (0h 50' - 100 m di dislivello positivo)
00 : al valico di Montecoronaro  (2h 00' -   90 m di dislivello positivo)
su strada, a Verghereto            (0h 50' -   50 m di dislivello positivo)

in totale 5h 40' di cammino e 830 metri di dislivello

note: la zona in cui si trova la buca del Tesoro è splendida e presenta notevoli peculiarità geologiche, per cui vale la pena girovagarvi senza fretta ponendo particolare attenzione alla visita delle due grandi doline di origine tettonica; occorre quindi sommare almeno 20' al tempo necessario per compiere l'itinerario e 20 m al dislivello da superare.
Il ritorno a Verghereto sulla provinciale 137 è lungo (3,5 km) e noioso; volendo evitarlo servirebbe una seconda auto, oppure l'utilizzo di un mezzo pubblico (la fermata dell'autobus è poche decine di metri a sud del valico di Montecoronaro, di fronte all'innesto della strada per Montione, quella cioè che in parte percorriamo a piedi al termine della discesa dal poggio Bastione).

22/05/2010

- Verghereto è un borgo montano che sorge nell'alta valle del Savio, a 75 km circa da Forlì; vi arriviamo percorrendo la statale E45, seguendo le indicazioni per individuare l'uscita omonima o quella occasionalmente consigliata, visto che la superstrada è spesso interrotta per lavori.
Lasciamo l'auto nel parcheggio che si trova nei pressi delle prime case del paese e vi entriamo tenendoci a destra, rasentando così un minimarket e un paio di bar; qui ho preso il punto col GPS e azzerato il misuratore di dislivello: 

coordinate ED50: N 43°47'38,2" - E 12°00'17,4" (inizio sentiero 173)
quota:                  825m slm

- Percorriamo la via principale e di fronte alla farmacia e al campanile della chiesa andiamo a sinistra in blanda salita. Quando la strada biforca ci teniamo a sinistra in discesa e dove questa diventa più accentuata individuiamo, sempre a sinistra, il nostro sentiero: solo ora sono presenti i segnavia bianco-rossi del CAI e una vecchia freccia in legno che indica la direzione per il passo Rotta dei Cavalli. Da notare che appena prima è bella la vista verso le montagne boscose sui cui crinali dobbiamo arrivare.

- Perdiamo quota velocemente lungo una mulattiera in parte acciottolata; dopo una casa e alcuni tornanti raggiungiamo il ponte sul Savio e la rustica cappelletta che subito aldilà dello stesso intende proteggerlo e con esso l'antico viandante, o l'attuale escursionista, in transito:

coordinate ED50: N 43°47'19,0" - E 11°59'59,6"
quota:                  685m slm

- Il luogo in cui ci troviamo è molto bello, suggestivo per i due torrenti che si uniscono scorrendo tranquilli in letti piani d'arenaria e disegnano eleganti anse nei dirupati, fragili ed erosi versanti di marna.
Affrontiamo uno strappo ripido, poi un lungo tratto in falsopiano rasentando all'inizio un pilastrino votivo, quindi una salita che termina nel piccolo agglomerato di Montione, tuttora abitato e impreziosito da una graziosa chiesetta:

coordinate ED50: N 43°47'10,4" - E 11°59'38,4"
quota:                  775m slm

- Di fronte a uno spiazzo con una fontana andiamo in discesa a sinistra su una stradina lastricata, passando in tal modo sotto a un arco restaurato di un antico edificio. Quando il viottolo inverte la pendenza continuiamo a scendere tenendoci a sinistra su una mulattiera (l'albero col segnavia è stato abbattuto e al momento se ne nota il tronco vari metri più in basso). Raggiungiamo il ponte del Vado:

coordinate ED50: N 43°47'00,3" - E 11°59'15,2"
quota:                  675m slm

- Anche questo luogo è suggestivo, seppur meno appariscente del precedente: due torrentelli si uniscono e creano il Vaccareccia che a valle confluirà nel Savio, e il loro alveo è formato da grandi lastre d'arenaria quasi piane che favoriscono il tranquillo scorrere dell'acqua fra rive boscose. Il quadro è delicato, rilassante... lo è molto meno la salita che ci aspetta, che da qui al passo non si interromperà più.
Lasciamo a destra un curioso pilastrino votivo fortemente inclinato e mantenuto in equilibrio da un cumulo di pietre, e su una vecchia pista arriviamo ai pittoreschi ruderi di Vado (tre edifici dei quali uno, grande, prova a opporsi al destino al quale l'uomo l'ha abbandonato... è la malinconia il sentimento che provo quando passo in posti simili perchè riesco a vedere le famiglie che per secoli vi hanno abitato, faticato per ricavarne da vivere, generazioni di donne e uomini dimenticati dalla storia e la cui storia inevitabilmente è terminata senza rumore, se non quello delle pietre che ogni tanto precipitano da questi vecchi muri):

coordinate ED50: N 43°46'49,3" - E 11°59'04,1"
quota:                  761m slm

- Abbiamo ora i resti del casolare alle spalle; andiamo a sinistra nel bivio vicino e presto sbuchiamo su una sterrata: i segnavia ci indicano che dobbiamo seguirla a destra in blanda salita.
Da notare che con una breve deviazione (fra andata e ritorno 15 minuti di cammino e 30 metri di dislivello, scendendo a sinistra lungo la strada) è possibile raggiungere i ruderi di ca di Vico, in bella posizione e meritevoli di un paio di foto:

coordinate ED50: N 43°46'46,5" - E 11°59'07,5"
quota:                  758m slm

- Le due case dirute sorgono a un centinaio di metri l'una dall'altra, separate da un fosso profondo; hanno probabilmente la stessa età, le stesse cose da raccontare, certamente la stesse immagini da regalare, e sono mute testimonianze di un'epoca remota nelle nostre menti tecnologiche, ma in realtà non così lontana.

- Ritornati al punto in cui avevamo incontrato la sterrata, continuiamo sulla stessa per poche decine di metri, fino a individuare la giusta mulattiera che si stacca a sinistra e sale ripida (attenzione, il segnavia è scolorito). Possono essere utili per riconoscere l'itinerario fra Verghereto e il poggio Tre Vescovi, oltre alle tradizionali bandierine bianco-rosse del CAI quasi sempre presenti, le nuove frecce identificanti il "Cammino di San Vicinio" (è un percorso circolare di oltre 300 km ideato, disegnato ed evidenziato sul territorio recentemente, che in 14 tappe collega Sarsina a Bagno di Romagna e a Camaldoli, poi alla Verna, a Verghereto, alle Balze, a Sant'Agata Feltria, a Sogliano al Rubicone e infine a Cesena), che tuttavia sono monodirezionali e in questo tratto orientate in modo contrario al nostro procedere; ne consegue che nei bivii non sempre capiamo da queste dove andare, ma se non altro abbiamo la certezza che fino a quel punto dovevamo arrivare.

- La pendenza è continua e accentuata in un bel bosco che pur proteggendoci dal sole non riesce a limitare il deleterio effetto del caldo nelle giornate di tarda primavera ed estate. L'antica mulattiera lascia a volte il posto a una vecchia pista e a sentierini più o meno recenti; vi sono numerose deviazioni, è però ugualmente semplice (segnavia) raggiungere una caratteristica crestina aerea, dirupata ed erosa, da dove è notevole il panorama sulle valli sottostanti, verso il crinale fra il monte Zuccherodante e il passo Rotta dei Cavalli, verso Verghereto, il monte Comero e il monte Fumaiolo.

- Ci dirigiamo a sinistra, rientriamo nel bosco e superiamo un piccolo, ma inquietante smottamento. Ora è impossibile confondersi, occorre semplicemente salire lungo la mulattiera ben conservata, decisamente ripida e faticosa, in un ambiente man mano più bello e interessante. Rilevante è soprattutto il tratto intermedio, un sottile crinale alberato con versanti scoscesi, poi torniamo a guadagnare velocemente quota fino ad arrivare al passo Rotta dei Cavalli, dove termina il sentiero 173:

coordinate ED50: N 43°46'11,5" - E 11°58'26,8" (incrocio sentieri 173 - 00)
quota:                 1158m slm

- Questo valico era tempo addietro importante a livello locale perché consentiva il collegamento fra le genti dell'alta valle del Savio e quelle della valle Santa; vi transitavano boscaioli, carbonai, allevatori di bestiame e pellegrini diretti al santuario della Verna.
Noi ignoriamo la traccia che prosegue verso il passo dei Mandrioli e prendiamo quella a sinistra diretta al poggio Tre Vescovi e allo stesso santuario (varie indicazioni).

- Camminiamo sul confine fra le province di Forlì-Cesena e Arezzo, fra Romagna e Toscana, su un crinale con dolci saliscendi che più volte è movimentato da avvallamenti simili a doline, tanto che se fossimo in una zona carsica, su calcare o marmo, mi aspetterei di incontrare una grotta da un momento all'altro
... e improvvisamente succede: ci accorgiamo che a sinistra del sentiero c'è uno sprofondamento di impressionanti dimensioni, con pareti rocciose verticali alte anche 8/9 metri, lungo decine e largo fra 3 e 4; vi scendiamo e troviamo la buca del Tesoro:

coordinate ED50: N 43°46'04,4" - E 11°58'43,8"
quota:                 1172m slm

- E' grande la nostra meraviglia di fronte all'imponenza di questa affascinante, sorprendente valletta cieca che reputo trattarsi di un fenomeno naturale abbastanza raro nell'Appennino, e quindi di significativa importanza. Girovaghiamo a lungo nel bosco visitando altre depressioni più piccole e regolari e ci fermiamo increduli davanti a una seconda dolina simile alla precedente, di dimensioni appena minori: è pochi metri più avanti, sempre a sinistra del sentiero, che la rasenta, e anche in questa si apre un antro oscuro. E' evidente adesso come possano essere nate in passato leggende riguardanti un luogo così misterioso, di certo abitato da demoni ostili al viaggiatore solitario... vi assicuro che verso sera, con ombre allungate e contorni di rocce e alberi meno definiti, un senso di inquietudine è cresciuto in noi e si è manifestato con brividi leggeri che per tranquillizzarci abbiamo attribuito al calo della temperatura, ma che in realtà sono cessati nel momento in cui ci siamo allontanati.

- E' splendida, spettacolare l'area che abbiamo appena esplorato, e si mantiene particolarmente bello il percorso nel crinale boscoso fino a quando con un ultimo strappo arriviamo sul poggio Tre Vescovi:

coordinate ED50: N 43°45'46,4" - E 11°59'15,4"
quota:                 1232m slm

- Identifichiamo la cima arrotondata e poco accennata solo perché vi si incrociano due sentieri e vi sono varie indicazioni: a destra proseguiremmo verso il santuario della Verna, ma noi ci dirigiamo in discesa a sinistra, in direzione di Montecoronaro. Il sentiero è inizialmente interessante, piacevole, mentre attraversa la riserva naturale Alta Valle del Tevere (Monte Nero); resta sul crinale e costringe a brevi strappi, passa a fianco di un'evidente grande lastra inclinata d'arenaria, sul ciglio superiore di un'alta rupe, offre notevoli vedute verso sud dove riconosciamo il lago di Montedoglio, verso nord e ovest con l'alta valle del Savio, il monte Comero, Verghereto, Montecoronaro e il monte Fumaiolo. Poi cala con continuità fino a una radura spoglia e degradata a causa del consistente disboscamento; il contrasto fra il paesaggio prezioso che abbiamo apprezzato più in alto e questo è brutale e contribuisce a rendere interminabile un ritorno che già sarebbe stato noioso.

- Forse il luogo è destinato a diventare un pascolo, forse si tratta di uno sfruttamento intensivo e distruttivo del legname, ma sta di fatto che non si è salvato neppure l'albero col segnavia che probabilmente indicava il punto in cui deviare, occorre perciò un po' di attenzione per evitare errori: la traccia si allarga e diventa quasi una pista, oramai in piano, che subito biforca; ci teniamo a destra e notiamo il segnale CAI poco più avanti (restando sul tratturo iniziale è difficile scorgere la bandierina bianco-rossa rimasta, che si trova spostata più di 10 metri a destra; da tenere presente che in pratica qui il nostro percorso fa una curva a U e inverte la direzione).
L'ambiente resta di scarso interesse. Superiamo un torrentello e scendiamo lungo un sentiero che si trasforma in carrareccia e sbuca in una strada asfaltata, nei pressi di un pilastrino votivo. Vi sono un paio di indicazioni stradali: a destra si andrebbe a Selva, a sinistra a Montione, ma noi andiamo dritto. Passiamo a fianco di un grande, angosciante allevamento di suini e dopo una blanda salita arriviamo alla strada provinciale 137, di fronte alla fermata dell'autobus, nei pressi della deviazione per Montecoronaro e del valico omonimo:

coordinate ED50: N 43°47'09,4" - E 12°01'34,3"
quota:                  858m slm

- Lasciamo così il sentiero 00. Non avendo una seconda auto che ci aspetta in questo punto, ci dirigiamo a piedi a sinistra verso Verghereto; tocchiamo subito il valico di Montecoronaro e dopo 3,5 km di noiosissimo cammino sull'asfalto, rasentando però estesi calanchi nelle marne, splendidi e lunari, raggiungiamo il borgo da cui siamo partiti in mattinata e l'auto.

"Torrente Savio, dal ponte con la cappelletta"

 

"Cappelletta e versante di marna, dal ponte sul Savio"

 

"Torrente Savio, dal ponte con la cappelletta"

 

"Affluente del Savio e versanti di marna, salendo verso Montione"

 

"Salendo verso Montione"

 

"Pilastrino votivo, salendo verso Montione"

 

"Torrente Vaccareccia, dal ponte del Vado"

 

"Pilastrino votivo, salendo verso il casolare di Vado"

 

"Casolare di Vado"

 

"Casolare di Vado"

 

"Casolare di Vado"

 

"Casolare di Vado"

 

"Casolare di Vado"

 

"Casolare di Vado"

 

"Casolare di Vado"

 

"Spettacolare formazione marnoso-arenacea, nei pressi del casolare di Vado"

 

"Ca di Vico"

 

"Ca di Vico"

 

"Ca di Vico"

 

"Ca di Vico"

 

"Ca di Vico"

 

"Ca di Vico"

 

"Crestina dirupata ed erosa, salendo verso il passo Rotta dei Cavalli"

 

"Panorama verso il monte Fumaiolo, salendo verso il passo Rotta dei Cavalli"

 

"Panorama verso nord, salendo verso il passo Rotta dei Cavalli"

 

"Passo Rotta dei Cavalli"

 

"Andando verso la buca del Tesoro"

 

"Dolina con la buca del Tesoro"

 

"Dolina con la buca del Tesoro"

 

"Buca del Tesoro"

 

"Buca del Tesoro"

 

"Seconda dolina, nei pressi di quella con la buca del Tesoro"

 

"Grotta nella seconda dolina, nei pressi di quella con la buca del Tesoro"

 

"Andando verso il poggio Tre Vescovi"

 

"Cima boscosa del poggio Tre Vescovi"

 

"Calanchi delle marne di Verghereto, fra il paese e il valico di Montecoronaro"

 

"Calanchi delle marne di Verghereto, fra il paese e il valico di Montecoronaro"

 

"Calanchi delle marne di Verghereto, fra il paese e il valico di Montecoronaro"

 

"Calanchi delle marne di Verghereto, fra il paese e il valico di Montecoronaro"

 

"Calanchi delle marne di Verghereto, fra il paese e il valico di Montecoronaro"

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