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Articolo inserito in data 28/08/2010 18:09:40
Alpi Apuane
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GRUPPO DELLE PANIE: la PANIA DELLA CROCE e il PIZZO DELLE SAETTE

Sentiero: Levigliani - ingresso turistico dell'antro del Corchia - passo dell'Alpino - foce di Mosceta - Callare - pania della Croce - Callare - pizzo delle Saette - Callare - ritorno lungo lo stesso percorso (Lucca)

Alpi Apuane - Pania della Croce - Pizzo delle Saette

difficoltà: E fino alla cima della pania della Croce, EE con tratti esposti e facili passaggi su roccia dal Callare alla cima del pizzo delle Saette

segnavia: 9 - 126 - sn (senza numero)

cime: pania della Croce (1859m), raggiunta lungo la via Normale della cresta N; pizzo della Saette (1720m), raggiunta lungo la cresta SSE

in totale 6h 45' (andata: 4h 35'; ritorno (dal Callare): 2h 10') di cammino e 1500 metri di dislivello

dati parziali:
- da Levigliani alla foce di Mosceta: 1h 40' di cammino e 600 metri di dislivello
- dalla foce di Mosceta al Callare: 1h 20' di cammino e 570 metri di dislivello
- dal Callare alla cima della pania della Croce e ritorno: 35' di cammino e 130 metri di dislivello
- dal Callare alla cima del pizzo delle Saette e ritorno: 1h di cammino e 190 metri di dislivello
- dal Callare a Levigliani: 2h 10' di cammino e 10 metri di dislivello

miei commenti e consigli: è un itinerario di notevolissimo interesse per gli ambienti visitati e per le vaste vedute che offrono le creste sommitali. Il dislivello è significativo, ma si riesce a ridurlo un poco (280m) sfruttando la navetta di servizio alla grotta turistica (informazioni in paese o tramite il sito ufficiale della stessa). In presenza di ghiaccio o copertura nevosa instabile, i ripidi pendii del versante occidentale della pania della Croce risultano piuttosto insidiosi, e può esserlo maggiormente il cammino in quota per raggiungere le due cime. Con tali condizioni l'escursione diventa impegnativa, complessa, ed è preferibile rimandarla se non sufficentemente sicuri della tenuta del manto, esperti o ben attrezzati (fondamentali ramponi e picozza)

24/08/2010

- Levigliani è un borgo montano dall'aspetto caratteristico, e si trova a destra della strada che si percorre andando da Seravezza a Castelnuovo di Garfagnana. Utili per raggiungerlo sono le varie indicazioni per l'antro del Corchia, il più grande complesso ipogeo italiano all'interno del quale è stato ricavato un interessante itinerario turistico.

- Partiamo da un punto intermedio della via principale del paese, nei pressi di un paio di alberghi, alcuni bar e negozi di generi alimentari, non distanti dalla chiesa il cui campanile scorgiamo in alto a sinistra:

coordinate ED50: N 44°01'20,9" - E 10°17'10,4" (Levigliani - partenza)
quota:                  580m slm

- Saliamo fino al piazzale-parcheggio alto, quindi andiamo a sinistra superando un breve tratto in forte pendenza, tenendo a destra il torrente che subito oltrepassiamo su un ponte. La strada resterà asfaltata e noiosa fino all'ingresso turistico dell'antro del Corchia: la seguiamo lasciando a destra un sentiero per Retignano e notando davanti a noi l'enorme ravaneto della cava sovrastante.
Appena prima della biglietteria e del tunnel artificiale d'accesso, restiamo a sinistra alla biforcazione e continuiamo su una pista di cava percorribile agevolmente solo con jeep:

coordinate ED50: N 44°01'35,6" - E 10°18'03,1" (ingresso turistico dell'antro del Corchia)
quota:                  858m slm

- Una caratteristica di questo itinerario è che se si esclude il settore che precede la foce di Mosceta, si cammina sempre in salita, non raramente su terreno ripido e faticoso: di positivo c'è che si guadagna quota in fretta, di negativo che senza un minimo di allenamento è consigliabile rinunciare subito alle cime e dedicarsi con maggior profitto a un piatto di pastasciutta al rifugio del Freo, ammirando le stesse dai piacevoli prati vicini.

- Proseguiamo per poco sulla strada polverosa, fino a quando una freccia rossa, i segnavia del CAI e delle orribili, deturpanti strisce gialle ci indicano il sentiero a destra per la località Mosceta. La mulattiera lastricata è molto bella e porta, fra l'altro, nei pressi di due ingressi usati spesso dagli speleologi per entrare nell'immenso complesso carsico del monte Corchia (oltre 50 sono i km di sviluppo rilevati, almeno 70 quelli esplorati e forse oltre 100 quelli umanamente percorribili, molti dei quali quindi ancora da scoprire): la buca del Serpente e il buco dei Pompieri.
Ad ovest si scorge il mare, si riconoscono Levigliani e altri piccoli borghi circondati da boschi, poi diventa notevole la vista del monte Corchia e delle grandi placche rocciose che accentuano l'aspetto severo e ostile di questo suo versante: in quella zona, su quelle pareti inclinate si aprono altri ingressi dell'antro e per raggiungerli occorre calarsi dall'alto.

- Dopo una lunga serie di tornanti e una salita continua, mai però troppo faticosa, arriviamo al passo dell'Alpino:

coordinate ED50: N 44°01'35,1" - E 10°18'15,8"
quota:                 1080m slm

- Lasciamo la traccia a destra per Retignano e Pruno e ci teniamo a sinistra in direzione della foce di Mosceta e del rifugio del Freo (frecce e segnavia CAI sono sempre presenti; l'itinerario che stiamo effettuando è fra l'altro in gran parte molto frequentato, per cui perfettamente riconoscibile).
Nei pressi di una pittoresca marginetta (capanna votiva in pietra, tipica di queste zone montane della Toscana) il percorso si spiana concedendoci un po' di respiro; prima di entrare in un bosco ombroso possiamo ammirare davanti a noi l'imponenza della pania della Croce e intuire la scabrosità del pizzo delle Saette, il picco roccioso che si intravede alla sua sinistra.
Di nuovo sotto al sole (... in questa stagione e a queste quote scalda parecchio...) e nei pressi di un'altra marginetta, raggiungiamo il largo valico che separa il monte Corchia dalla Pania stessa:

coordinate ED50: N 44°02'01,2" - E 10°18'33,5" (foce di Mosceta)
quota:                 1170m slm

- Andando a sinistra arriveremmo in breve al rifugio del Freo, ma noi ci teniamo a destra sia in questo bivio che in quello immediatamente successivo seguendo le indicazioni per il colle della Pania e il rifugio Rossi. Subito lasciamo la traccia che a destra scende alla Fania e a Colle Mezzana e poco più avanti quella segnalata del sentiero 125, iniziando in tal modo a salire nel versante occidentale della pania della Croce.

coordinate ED50: N 44°02'06,5" - E 10°18'38,8" (incrocio sentieri 125 - 126)
quota:                 1185m slm

- Ora è impossibile sbagliare, bisogna solamente camminare lungo l'evidente percorso, sudare e guadagnarsi uno dopo l'altro i metri di dislivello (quasi 600) che ci separano dal Callare (nel gergo locale significa "piccolo colle").
Superiamo un boschetto, poi attraversando il ripido pendio erboso ci avviciniamo a un crinalino dove troviamo una piazzola per l'atterraggio degli elicotteri. Il panorama diventa man mano più vasto, con belle vedute del monte Corchia, dei prati e delle scure macchie d'alberi che circondano il rifugio del Freo, verso il passo dell'Alpino, i colli a sud e il mare. A nord cominciamo a riconoscere le cime più alte delle Apuane settentrionali.

- La salita è continua, a zig-zag, con qualche strappo, ma mai estremamente faticosa. Aldilà di una fascia di roccette riprendiamo a muoverci tagliando su sentiero il grande piano inclinato erboso che caratterizza questo versante, notando a destra, sotto alla massiccia cima della Pania, belle pareti verticali con alla base impervi pendii detritici e a sinistra, verso il pizzo delle Saette, un tozzo sperone dalla forma curiosa.
Finalmente arriviamo in cresta:

coordinate ED50: N 44°02'21,0" - E 10°19'24,0" (Callare)
quota:                 1745m slm

- E' fortissimo il contrasto ad est, oltre alla linea di cresta, fra il lunare avvallamento di pietra che scende nella selvaggia borra di Canala e i verdi, incantevoli prati attorno al rifugio Rossi, sovrastato dal pittoresco rilievo dell'Uomo Morto; poco più in là si eleva la pania Secca, poi la vista spazia verso i colli e le valli della Garfagnana, e il crinale appenninico.

- Ignoriamo per ora la freccia che indica a sinistra la via per il pizzo delle Saette e proseguiamo a destra sulla traccia che lascia la cresta per ritrovarla più in alto, non troppo distante dalla cima della pania della Croce. Qui il sentiero si biforca: continuando dritto arriveremmo al rifugio Rossi, ma noi restiamo a destra, sulla linea spartiacque, miriamo l'evidente croce sommitale e dopo aver toccato l'anticima nord giungiamo finalmente in vetta:

coordinate ED50: N 44°02'07,7" - E 10°19'30,7" (pania della Croce)
quota:                 1859m slm

- Il panorama circolare è spettacolare, affascinanti sono poi i ripidi canaloni a ovest e il circo detritico del vallone dell'Inferno a est: il luogo è senza dubbio di rilevante interesse.

- Torniamo al Callare e proseguiamo lungo la cresta sud-sud-est del pizzo delle Saette, rocciosa, divertente, facile, ma a tratti esposta. Tocchiamo la cima intermedia e subito scendiamo su traccia molto ripida al piccolo intaglio da cui si stacca a destra il dirupato sentiero per la borra di Canala; è segnalato con bollini blu, gli stessi che ci guidano adesso verso la vetta. Aggiriamo a sinistra un primo speroncino di roccia, quindi un secondo ben più compatto e imponente (un alpinista sufficentemente esperto può superarlo in arrampicata senza troppe difficoltà) e risaliamo un canale con pendenza significativa stando attenti a non causare scariche di pietre sui compagni d'avventura. Tutti questi passaggi sono semplici, ma necessitano di un poco di prudenza, soprattutto se le condizioni del tempo non risultassero ottimali.
Eccoci quindi sul punto a maggiore elevazione di quella che da più parti, specialmente dalla valle della Turrite Secca, appare come una bellissima, poderosa montagna di pietra culminante con un'ardita piramide:

coordinate ED50: N 44°02'36,3" - E 10°19'13,0" (pizzo delle Saette)
quota:                 1720m slm

- Retrocediamo fino al Callare e pazientemente iniziamo la lunga discesa verso Levigliani.

"Pizzo delle Saette e pania della Croce (dalla pista che collega Fociomboli alla cava abbandonata in località Retrocorchia)"

 

"Mulattiera, andando verso il passo dell'Alpino"

 

"Monte Corchia: versante meridionale (dai pressi del passo dell'Alpino)"

 

"Passo dell'Alpino, andando verso la foce di Mosceta"

 

"Marginetta, andando verso la foce di Mosceta"

 

"Pania della Croce, andando verso la foce di Mosceta"

 

"Pizzo delle Saette, andando verso la foce di Mosceta"

 

"Pendio erboso nel versante occidentale della pania della Croce (in fondo: pizzo delle Saette)"

 

"Monte Corchia, andando verso il Callare, lungo il versante occidentale della pania della Croce (a sinistra: passo dell'Alpino; al centro: radura col rifugio del Freo)"

 

"Sperone roccioso, andando verso il Callare, lungo il versante occidentale della pania della Croce"

 

"Pania Secca, rilievo dell'Uomo Morto, prati attorno al rifugio Rossi e avvallamento detritico a monte della borra di Canala (dai pressi del Callare)"

 

"Borra di Canala (dal Callare)"

 

"Pania della Croce (dal Callare)"

 

"Pania della Croce: cresta nord e cima"

 

"Pania della Croce: cresta sommitale"

 

"Pania della Croce: cima"

 

"Pania Secca, rilievo dell'Uomo Morto e prati attorno al rifugio Rossi (dalla cima della pania della Croce)"

 

"Cima a q.1750, lungo la cresta sud-sud-est del pizzo delle Saette (dai pressi del Callare)"

 

"Callare e cresta sud-sud-est del pizzo delle Saette (dalla cima intermedia a q.1750)"

 

"Veduta verso le Alpi Apuane settentrionali e pizzo delle Saette (dalla cresta sud-sud-est)"

 

"Pizzo delle Saette: cima e cresta sud-sud-est"

 

"Pizzo delle Saette: canale d'accesso alla cima (nei pressi della cresta sud-sud-est)"

 

"Pizzo delle Saette: canale d'accesso alla cima (nei pressi della cresta sud-sud-est)"

 

"Pizzo delle Saette: cima"

 

"Pania della Croce (dalla cima del pizzo delle Saette)"

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