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Articolo inserito in data 12/01/2011 00:18:20
I miei 4000
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Catena Breithorn-Lyskamm (Svizzera - Ao) - BREITHORN OCCIDENTALE e CENTRALE

Catena Breithorn-Lyskamm - BREITHORN OCCIDENTALE (4165m), BREITHORN CENTRALE (4160m)

27/06/2006

Breithorn occidentale (4165m): via Normale e cresta E (catena Breithorn-Lyskamm - Svizzera - Aosta)
Breithorn centrale (4160m): via Normale (catena Breithorn-Lyskamm - Svizzera - Aosta)

Cime:

Breithorn occidentale (4165m) - "Quattromila effettivo" (09)
Breithorn centrale (4160m)
- "Quattromila effettivo" (10)
Klein Matterhorn (Piccolo Cervino) (3883m)

Percorso:

Rifugio Guide del Cervino (Testa Grigia) - plateau Rosà - plateau del Breithorn - Breithorn occidentale - Breithorn centrale - colle del Breithorn - plateau del Breithorn - Klein Matterhorn - plateau Rosà - rifugio Guide del Cervino
tempo impiegato: 6h
dislivello in salita: 850m

Nota: una comoda funivia collega Breuil-Cervinia a plan Maison e al plateau Rosà, dove pochi passi bastano per raggiungere il rifugio. Considerato che il percorso alternativo a piedi è lungo e faticoso, e attraversa una zona particolarmente degradata, conviene sfruttare gli impianti di risalita e compiere l'escursione in giornata. Noi abbiamo scelto di utilizzarli il pomeriggio precedente e pernottare in quota

Tratti alpinistici:

- Normale del Breithorn occidentale: F
- cresta E del Breithorn occidentale: F
- Normale del Breithorn centrale: F

Relazione

A prescindere dal fatto che un'escursione su ghiacciai a tali quote propone sempre qualche pericolo oggettivo (improvviso peggioramento del tempo, perdita dell'orientamento a causa della scarsa visibilità, crepacci, eventuali cornici in cresta), quella in questione è realmente poco più di una passeggiata per un frequentatore di cime attrezzato, sufficentemente allenato ed esperto; ben diverso sarebbe stato il discorso se avessimo potuto disporre del numero di ore necessario per completare la traversata del Breithorn, raggiungere cioè, dopo le due prime vette, anche quella orientale, il suo gemello e la Roccia Nera.
Fortissimo è il contrasto, quasi violento, fra la bellezza delle montagne e dei panorami (si è di fronte al Cervino, vicino al Lyskamm, a Castore, Polluce e al massiccio del Rosa, poco a sud della spettacolare catena che unisce il Dent Blanche al Weisshorn, e del gruppo del Mischabel, tanto che innumerevoli sono i "4000" apprezzabili dalle creste sommitali toccate), e la "catastrofe" economicamente redditizia creata quassù dall'uomo (piste da sci, impianti, strutture di vario tipo, sbancamenti, un affascinante picco roccioso, il Piccolo Cervino, trasformato in terrazza panoramica con ascensore interno e chissà quali altre diavolerie).

La consapevolezza che il Breithorn occidentale sia probabilmente il "4000" delle Alpi più facile da scalare, induce molte cordate a girovagare per questi luoghi e ne consegue che quasi sempre la traccia consigliabile per l'ascesa risulti perfettamente evidente; la montagna in questione è fra l'altro riconoscibile senza problemi e considerevolmente vicina all'abituale punto di partenza per la sua cima, per cui eviterò di dilungarmi troppo nella descrizione dell'itinerario.

Dal rifugio risaliamo verso sud-est lungo una pista da sci badando soprattutto a tenerci a lato della stessa, a distanza di sicurezza dai velocissimi amanti degli sport di massa praticati con assiduità anche su questi pendi nevosi e ghiacciati. Giunti al pianoro ad ovest della Gobba di Rollin, curviamo decisamente a sinistra (pista con breve tunnel in lamiera) in direzione del Piccolo Cervino, elevazione di roccia impossibile da confondere.
Appena più in alto, oramai nel vasto plateau del Breithorn, lasciamo a sinistra quello che, pur orribilmente e definitivamente deturpato da cemento e metallo, mantiene un nome impegnativo come "piccolo Cervino" (dovuto all'aspetto imponente e severo che mostra a chi lo osserva da nord) e di fronte a noi miriamo il versante meridionale del Breithorn occidentale.

Non incontriamo crepacci durante l'attraversamento di questo settore del plateau (risulta chiuso anche quello terminale), tuttavia non ne va esclusa la presenza e l'eventuale insidia in stagioni avanzate, caratterizzate da una ridotta copertura nevosa. Un paio di tornanti e lunghe diagonali permettono di guadagnare quota nel ripido pendio mantenendo sempre limitata la pendenza massima da affrontare, e di conseguenza facilmente sopportabile la fatica necessaria per superarla. Raggiungiamo la cresta W nei pressi della vetta, che propone uno spettacolare panorama circolare. Qui attorno occorre un minimo di prudenza per la possibile formazione di cornici.

Scendiamo lungo la sottile ed elegante cresta E; toccata la selletta a quota 4081m torniamo a salire avvicinandoci alla cresta W del Breithorn centrale. E' decisamente minore il numero di escursionisti interessati a questa ascensione; noi, fra l'altro, abbiamo programmato la stessa all'inizio della stagione estiva, per cui non troviamo tracce di passaggio.
Siamo in 3: io, vecchio, malato e commediante; Marcello, forte ed allenata guida alpina trentina appassionata di micidiali "maratone" con gli sci ad alta quota, e Sabrina, sua moglie, alla prima esperienza su un "4000"... è facile decidere a chi spetti il compito di "battere" mezzo metro di neve fresca!

Siamo costretti a mantenerci a distanza di sicurezza dalla cresta perché in simili condizioni è difficile individuare le dimensioni esatte delle insidiose cornici, per cui ci capita di superare qualche tratto discretamente ripido, tuttavia la via per arrivare in vetta è breve e il dislivello da affrontare modesto.

Tornati alla selletta prendiamo decisamente la direzione sud, tenendoci appena a destra per raggiungere i pressi di quello che forse è il colle del Breithorn (non è semplice individuarlo a causa della monotonia del paesaggio glaciale circostante), quindi, praticamente in piano, deviamo verso ovest (destra) e attraversando il plateau del Breithorn andiamo a incrociare le tracce lasciate in precedenza durante l'avvicinamento al versante sud del Breithorn occidentale. In questo settore del percorso è certa la presenza di qualche crepaccio; inoltre va considerato che con sufficente visibilità risulta elementare, quasi banale orientarsi grazie ai molteplici punti di riferimento, ma nel caso la stessa risultasse limitata, l'itinerario corretto sarebbe ben più difficile da individuare. 

Resta un po' di tempo da impegnare e prima di scendere al rifugio e alla stazione della funivia per sfruttare l'ultima corsa verso Cervinia, non resistendo alla curiosità e quel sottile masochismo che spesso caratterizza gli alpinisti di ogni livello, decidiamo di "conquistare" il Klein Matterhorn (Piccolo Cervino).
Dalla terrazza panoramica il panorama è splendido... malinconicamente splendido: eccezionali le vedute sul Cervino, quello vero, che si eleva poderoso proprio davanti a noi, delle catene di "4000" che vanno verso nord, in territorio svizzero, e del Breithorn occidentale, che da qui appare ben più imponente di quanto era sembrato salendovi da sud.
Non so descrivere la sensazione provata osservando il tremore continuo di un turista, evidentemente arrivato quassù in funivia (gli impianti permettono di raggiungere questo picco quasi senza camminare, senza toccare ghiaccio e roccia), che in scarpe da ginnastica, maglioncino e giubbotto estivo sta rischiando l'assideramento.
A due passi dall'ingresso del brutale tunnel che permette di arrivare all'ascensore nel cuore di questa montagna sfregiata e umiliata, si trova la "grotta di ghiaccio", una caverna artificiale dove è possibile ammirare alcune affascinanti sculture: la trasparenza delle più belle regala l'impressione che sia la magia a compattare l'acqua cristallina della quale sono composte.

"Cervino (Matterhorn) e plateau Rosà, salendo verso il plateau del Breithorn"

 

"Weisshorn (in fondo, a sinistra) e Klein Matterhorn (Piccolo Cervino), salendo verso il plateau del Breithorn"

 

"Klein Matterhorn (Piccolo Cervino) (dal plateau del Breithorn)"

 

"Plateau del Breithorn, salendo lungo la via Normale del Breithorn occidentale"

 

"Versante meridionale del Breithorn occidentale (dai pressi della via Normale)"

 

"Klein Matterhorn (Piccolo Cervino) e Cervino (Matterhorn), salendo lungo la via Normale del Breithorn occidentale"

 

"Plateau del Breithorn, salendo lungo la via Normale del Breithorn occidentale"

 

"Versante meridionale del Breithorn centrale e Breithorn orientale (dai pressi della via Normale del Breithorn occidentale)"

 

"Lyskamm, Polluce e Castore, salendo lungo la via Normale del Breithorn occidentale"

 

"Plateau del Breithorn e gobba di Rollin, salendo lungo la via Normale del Breithorn occidentale"

 

"Via Normale del Breithorn occidentale (in fondo, a sinistra: Polluce e Castore)"

 

"Sabrina e Marcello sulla via Normale del Breithorn occidentale"

 

"Cervino (Matterhorn) e Dent Blanche, salendo lungo la via Normale del Breithorn occidentale"

 

"Marcello e Sabrina sulla cima del Breithorn occidentale (in fondo: Dent d'Herens, Cervino (Matterhorn), Dent Blanche e Ober Gabelhorn"

 

"Cresta E del Breithorn occidentale (in fondo: Breithorn centrale, Lyskamm, Polluce e Castore)"

 

"Sabrina e Marcello sulla cresta E del Breithorn occidentale, e cima"

 

"Breithorn centrale, scendendo lungo la cresta E del Breithorn occidentale"

 

"Sabrina e Marcello davanti alla cima del Breithorn centrale"

 

"Breithorn occidentale (a sinistra: Klein Matterhorn (Piccolo Cervino); a destra: Cervino (Matterhorn)) (dai pressi della cima del Breithorn centrale)"

 

"Marcello e Sabrina (in fondo: Breithorn orientale, Gemello del Breithorn orientale, Roccia Nera, Lyskamm, Polluce e Castore), scendendo verso il colle del Breithorn"

 

"Breithorn occidentale (dalla terrazza panoramica in cima al Klein Matterhorn (Piccolo Cervino))"

 

"Grotta di ghiaccio del Klein Matterhorn (Piccolo Cervino): scultura di ghiaccio"

 

"Grotta di ghiaccio del Klein Matterhorn (Piccolo Cervino): scultura di ghiaccio"

 

"Grotta di ghiaccio del Klein Matterhorn (Piccolo Cervino): scultura di ghiaccio"

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