Alpi Marittime: via Normale (cresta E) della cima di Mercantour

Escursionismo • Piemonte • Giugno 2026

Itinerario

Piano della Casa del Re (Terme di Valdieri) - Vallone di Balma Ghilié - Colle di Mercantour - Cima di Mercantour (2775m) - rientro lungo lo stesso percorso

Dati tecnici

Descrizione

La breve vacanza a Valdieri è giunta al termine e ho pensato di chiudere questo periodo con un'escursione di difficoltà maggiore rispetto alle precedenti.
La valle che attraverseremo è esposta a nord e soprattutto nei pressi del passo potrebbe esserci ancora molta neve, resa fra l'altro "marcia" dal calore fuori scala di questi giorni. La cresta che poi dovremo affrontare per raggiungere la cima di Mercantour, bella montagna che ho visto solo in foto, è valutata F sia nella Guida dei Monti d'Italia del CAI che in quella più recente dedicata alle vie Normali delle Alpi Marittime. Quest'ultima mi dà qualche notizia in più: il percorso è piacevole e non difficile, con qualche passo di I o II nella parte alta, dove la cresta risulta più frastagliata.

Risalendo la valle Gesso entriamo nel bellissimo Parco Naturale delle Alpi Marittime. Superata la località Terme di Valdieri la strada diventa stretta, ma sempre facilmente percorribile fino al pian delle Mosche. Per raggiungere il piano della Casa del Re, punto di partenza dell'escursione di oggi, dobbiamo ora superare un tratto sterrato e sconnesso che obbliga a procedere lentamente e con attenzione anche chi come noi utilizza un fuoristrada, a maggior ragione chi può disporre solo di un mezzo normale.
La strada è soggetta a una lunga chiusura invernale, a lavori di manutenzione e interventi di ripristino, per cui prima di partire conviene sempre cercare aggiornamenti sulla percorribilità nel sito www.areeprotettealpimarittime.it.

Lasciamo l'auto nei pressi dell'inizio del sentiero (segnavia N11 per rifugio Remondino, N12 per colle Est del Mercantour) e ci incamminiamo in blanda salita.
Poco più avanti curviamo in direzione est entrando nel vallone di Assedras e avvicinandoci al torrente. La pendenza aumenta e appaiono i primi tornanti, tuttavia il percorso non diventa mai faticoso.
Studiando la cartina ho notato che poco oltre quota 2000 dovremo lasciare la traccia che prosegue verso il rifugio Remondino per andare a destra e raggiungere la parte alta del vallone di Balma Ghiliè, ma nonostante non manchi molto alla deviazione, non riesco a individuare la via in un pendio in apparenza molto ripido.

Troviamo facilmente il bivio (segnavia N12 per colle Est del Mercantour) e poco oltre diventa evidente il motivo per cui non vedevo il nostro sentiero: è una tracciola a tratti esile che sale con decisione nascosta fra cespugli e rocce e solo in alto mostra chiaramente la sua origine di ardita mulattiera militare. Guadagna quasi 200 metri di quota in meno di mezzo chilometro di cammino superando tratti rocciosi dove sono ancora presenti paletti a "coda di porco" probabilmente utilizzati dai soldati per allestire corde di sicurezza.

Fermandoci un attimo a riprendere fiato, notiamo 3 persone che scendono velocemente dal rifugio e senza il minimo indugio prendono la nostra via: hanno un passo impressionante e in pochi minuti ci raggiungono, ci salutano e ci distanziano. Sono ragazze, tutte con un fisico atletico, muscoloso, e cosce grandi il doppio delle mie. Noi normalmente saliamo di 400/450 metri all'ora, ma rispetto a loro sembriamo bradipi.
In serata racconterò il curioso episodio alla nostra padrona di casa e sarà lei a fornirci una possibile spiegazione: ad Entracque, nei pressi di Valdieri, ha sede l'importante Sci Club Alpi Marittime, con oltre 100 atleti iscritti che formano una tra le migliori squadre giovanili italiane dello sci di fondo e del biathlon... il loro soprannome è Valanga Arancio ed è probabile che sia proprio un ramo di questa, con tre sorrisi gentili, ad averci spazzato via!

Oltrepassiamo la gola dove si getta un torrente e finalmente entriamo nella parte superiore del vallone di Balma Ghiliè: l'ambiente è splendido, incontaminato e in poco tempo ci fa dimenticare la fatica appena fatta. Siamo nel versante destro del solco vallino, molto in alto rispetto al torrente che lo percorre.
Rasentiamo delle pareti rocciose camminando quasi in piano e davanti a noi, non molto distante, vediamo chiaramente il sentiero che risale a tornanti un colle detritico. Al di là sono alte le cime rocciose, ma non riesco a identificarle.

In discesa raggiungiamo il corso d'acqua, lo guadiamo, poi superiamo il dosso sul facile sentiero e sbuchiamo in una conca dove oramai regna incontrastata la roccia sotto forma di massi abbandonati nel piano da un antico ghiacciaio e di poderose pareti, solcate da ripidi canali, che si elevano su grandi pendii di detriti grigi, anche chiari e rossastri, di ogni dimensione, tanto affascinanti per l'aspetto decisamente lunare quanto inquietanti per la sensazione di precarietà che trasmettono.

Nel pianoro successivo la traccia scompare all'improvviso sotto un esteso manto nevoso che per fortuna risulta abbastanza consistente: è facile intuire la direzione corretta da tenere, ma essendo quello attorno un ambiente scosceso d'alta montagna, è importante trovare il punto esatto in cui tornare sulla roccia scoperta evitando inutili difficoltà. Si notano appena alcune impronte delle tre atlete, le sole presenti sulla neve che probabilmente non viene calpestata spesso, mi è quindi molto utile la carta su cui ho studiato il percorso nel GPS.

Arriviamo nella grande conca finale completamente innevata: a sinistra la valle è chiusa da cime molto alte che scendono verso un passo in apparenza semplice da raggiungere - probabilmente si tratta del colle "Est" indicato nei cartelli incontrati in precedenza - mentre davanti a noi si eleva una montagna dirupata dall'aspetto poco invitante. Alla sua destra, al termine di un ostico canale che si getta nel grande nevaio, riconosciamo chiaramente l'intaglio del colle di Mercantour. E' lassù che dobbiamo andare per attaccare la cresta che in 30 minuti circa ci permetterà di salire sulla vetta omonima.).

Facendo attenzione all'eventuale presenza di buche ci spostiamo fin sotto al canalone e dopo qualche metro di instabili detriti ci sorprende e facilita non poco il nostro incedere la presenza di tratti di una mulattiera militare costruita abilmente in modo da evitare i punti di accumulo di neve.
Appena prima del colle ci imbattiamo nei resti di un bunker reso inservibile dopo la Seconda Guerra Mondiale, e subito dopo ci affacciamo su una valle francese bella quanto quella italiana appena percorsa: siamo al confine fra il Parco Naturale delle Alpi Marittime e il Parc National du Mercantour.
Una breve pausa permette a me di recuperare le forze, a Lori la convinzione, e di attendere la discesa dalla "nostra" via di due ragazzi francesi: non hanno corde o attrezzatura particolare, e ciò mi rassicura, ma sono già cinque le persone che abbiamo incontrato da quando siamo partiti... comincia a essere troppo l'affollamento quassù!

La tracciola che seguiamo non ha alternative, si mantiene sul versante italiano e a tratti scompare, ogni tanto passa in cresta e costringe a utilizzare le mani, ma risulta quasi sempre facile. Appena sotto alla cima c'è però un punto molto franoso dove servono attenzione e delicatezza nei movimenti: ogni pietra si muove, qualcuna rotola giù nel dirupo e Lori perde la tranquillità, si ferma e dice che mi aspetterà lì. Io sono già sopra al passaggio fastidioso e a pochi metri da me vedo quella che potrebbe essere la meta, per cui afferro un buon appiglio, allungo l'altra mano per fingere di aiutare la mia recalcitrante collega a sistemarsi meglio sull'instabile cengetta in cui vorrebbe attendermi e invitandola a usare bene i piedi la tiro su.

Dopo qualche minuto Lori smette di insultarmi, di girare inutilmente sulla piccola cima cercando altre vie per scendere, si siede vicino alla piccola croce e saggiamente afferra la bottiglia di birra che nel frattempo ho stappato.

Il ritorno invita alla prudenza, soprattutto nel passaggio incriminato, ma alla resa dei conti una persona esperta riesce a passare ovunque più facilmente di quanto mi aspettassi.
Al colle ci aspetta una piacevole sorpresa: uno stambecco solitario si sta riposando accucciato nei pressi del bunker, proprio dove si trova la traccia per scendere. Ci avviciniamo lentamente, per non spaventarlo o innervosirlo. L'animale inizialmente si cura poco di noi: è tranquillo, ci osserva di sottecchi e solo quando inevitabilmente gli passiamo a fianco, con flemma si alza per seguire con attenzione i nostri movimenti, forse per mostrarci le sue dimensioni; non manifesta però alcun fastidio.

Il vallone di Assedras Il vallone di Assedras Giglio di San Giovanni Lungo la ripida salita al vallone di Balma Ghiliè (in alto si notano le tre ragazze-missile che ci hanno appena superato e già sono oltre 20 metri sopra a noi) Il torrente e la gola che precedono l'ingresso nel vallone di Balma Ghiliè Lungo il vallone di Balma Ghiliè Lungo il vallone di Balma Ghiliè Lungo il vallone di Balma Ghiliè (si nota il sentiero a tornanti dopo il guado) Lungo il vallone di Balma Ghiliè (stiamo scendendo e siamo nei tornanti evidenziati nella foto precedente; si nota il sentiero che precede il guado) Lungo il vallone di Balma Ghiliè Lungo il vallone di Balma Ghiliè (in fondo si riconosce il piano della Casa del Re) Lungo il vallone di Balma Ghiliè (seguono altre immagini) Lungo la cresta est della cima di Mercantour (via Normale), dal colle omonimo Lungo la cresta est della cima di Mercantour (via Normale) Vallon des Erps (Parc National du Mercantour), dalla cresta est della cima di Mercantour Lungo la cresta est della cima di Mercantour (via Normale) (seguono altre immagini) Veduta verso il massiccio dell'Argentera e la costiera Brocan-Baus-Nasta, dalla cresta est della cima di Mercantour Lungo la cresta est della cima di Mercantour (via Normale) (seguono altre immagini) ... in cima! Veduta verso il massiccio dell'Argentera e la costiera Brocan-Baus-Nasta, dalla cima Vallon des Erps (Parc National du Mercantour), dalla cima Vallon des Erps (Parc National du Mercantour), dalla cima Caire Negre du Mercantour e veduta verso sud (Parc National du Mercantour), dalla cima ... in cima! Lo stambecco a guardia dei ruderi del bunker nei pressi del colle di Mercantour Lo stambecco a guardia dei ruderi del bunker nei pressi del colle di Mercantour Lo stambecco a guardia dei ruderi del bunker nei pressi del colle di Mercantour Di ritorno lungo i grandi nevai del vallone di Balma Ghiliè Di ritorno lungo i grandi nevai del vallone di Balma Ghiliè

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