Itinerario
Ferrere (Bersezio) - Vallone Forneris - Colle del Ferro - Cime du Fer (2700m) - Q.2701 - Pas des Blanches - Collet de Tortisse - Arc de Tortisse - Collet de Tortisse - Aiguilles de Tortisse (2672m) - Collet de Tortisse - Colle del Ferro - Vallone Forneris - Ferrere
Dati tecnici
- Zona: Alpi Marittime: alta valle Stura di Demonte
- Quota partenza: 1900 m
- Quota massima: 2701 m
- Dislivello: 1050 m
- Tempo totale: 6h 15'
- Difficoltà: E - I+ la breve via per la cima dell'aiguilles de Tortisse
Descrizione
Di ritorno dai Pirenei, la nostra attenzione si è rivolta alle valli e alle montagne piemontesi.
La vacanza a Sambuco, nella valle Stura di Demonte, fra Marittime e Cozie, è oramai diventata una piacevolissima tradizione per cui anche quest'anno carichiamo nel Jimny le nostre cianfrusaglie e attorno al 20 luglio partiamo per attraversare l'intera Italia Settentrionale dirigendoci dalla torrida e caotica Romagna al quasi quieto Cuneese.
Scegliamo per la prima escursione un itinerario probabilmente semplice da seguire e quasi privo di difficoltà tecniche, in una zona che in parte già conosciamo.
Percorriamo la valle verso il passo della Maddalena. Arrivati a Bersezio, prendiamo a sinistra la stretta strada che sale a Ferrere.
Lasciamo l'auto nel parcheggio che troviamo 100 metri prima del minuscolo borgo.
Al di là del pittoresco gruppo di case in gran parte recuperate dopo l'abbandono negli anni '60, prendiamo un viottolo che presto si biforca: proseguendo dritto si resta nel vallone di Ferrere, salendo verso la bassa di Colombart e il col di Puriac - da qui un po' di tempo fa raggiungemmo le splendide cime del monte Enciastraia (2955m) e della rocca dei Tre Vescovi (2867m) - mentre andando a sinistra, cosa che facciamo noi, ci si dirige verso il vallone Forneris (segnavia per il colle del Ferro).
Il sentiero aggira a est il crinale che separa i due valloni e presto, senza fatica, entriamo nel nostro. L'ambiente è ampio, estremamente tranquillo, con grandi pascoli dove placide mucche hanno appena iniziato a muoversi dopo il riposo notturno.
Lontano si vedono colate detritiche e pendii più ripidi, ma le nubi basse ci impediscono di capire la conformazione dell'alta valle e di intuire cosa ci aspetti. Di certo stiamo salendo molto blandamente, è quindi probabile che questa parte dell'itinerario risulti alla fine abbastanza lunga e inevitabilmente noiosa al ritorno, soprattutto se la stanchezza accentuerà la voglia di una doccia e di un piatto di pastasciutta.
In località pian Belvedere passiamo nei pressi di una capanna metallica che pare un bivacco e ci fermiamo un attimo alla vicina fonte. La visibilità è ora peggiorata perché le nubi sono più basse.
La traccia è evidente, ben battuta, tuttavia mi sorge qualche dubbio sulla reale possibilità di percorrere più in alto i crinali di confine della cime du Fer, che non conosco.
Se c'è una cosa che ho imparato andando in montagna è che nel bene o nel male nulla va mai dato per scontato: una via facile può inaspettatamente e per vari motivi diventare complessa, e in un giorno in cui ci si aspetta un cielo sereno, soprattutto su cime e creste capita che ti arrivi addosso una valanga d'acqua, o puoi addirittura incappare in una bufera di grandine e neve.
In valle Aurina, ad esempio, dopo una perturbazione mi capitò di partire incoraggiato dalle previsioni di tempo in deciso miglioramento, e nonostante ciò, di arrivare fradicio per la pioggia insistente al rifugio Tridentina, dove il gestore mi disse che la gente della zona sa che lì il tempo brutto resta quasi sempre un giorno in più rispetto a quel che succede attorno.
Oggi però la sorpresa è positiva: le nubi si diradano e prende vita un affascinante ambiente d'alta montagna con pianori, declivi e collinette di pietre d'ogni dimensione, con cespugli di mirtilli ricchissimi di frutti che evidentemente stanno aspettando noi, e con una spettacolare piramide di roccia che sembra prendere forma mentre la osserviamo. Prima ne scorgiamo la punta, poi iniziamo a distinguere gli scoscesi contorni e l'effetto è quello di veder emergere un piccolo Cervino da una coltre di nebbia.
Ora c'è solo azzurro a fare da sfondo alle montagne, mentre le nuvole sono scese a nascondere il vallone.
Poco più avanti capiamo che il poderoso picco che domina il paesaggio prima di arrivare al passo è solo un avancorpo roccioso senza nome, quotato 2540 metri nelle carte e privo di punti deboli d'attacco che permettano di toccarne facilmente la vetta.
Il colle del Ferro si trova sul confine. A destra un sentiero porta verso il pas de Morgon e permette di avvicinarsi alla slanciata cima del Bal, mentre a sinistra c'è la cime du Fer (2700m), che interessa a noi: per raggiungerne la sommità, inizialmente potremo sfruttare un'evidente tracciola, ma poi dovremo lasciarla per salire direttamente su un ripido pendio privo di difficoltà tecniche.
Proseguendo dritto, invece, entreremmo in Francia per arrivare al refuge des Lacs de Vens e ai laghi da cui prende il nome. La vista in questa direzione è però limitata dalla presenza del vicino collet de Tortisse, da cui passeremo al ritorno.
È stato semplice arrivare sulla cime de Fer e ad occhio lo sarà altrettanto percorrerne la cresta sud-est fino all'altura senza nome - ma quotata sulla carta quota 2701 metri - e pas des Blanches.
Da quassù il panorama è splendido perché si è aperta la vista anche verso la Francia, permettendo di apprezzare gli incantevoli lacs de Vens, le nervose aiguilles de Tortisse, nostra prossima meta, e una infinità di montagne ad ovest. Già lo era verso la cima del Bal, sul vallone Forneris e fino al lontano Monviso a nord, mentre a est posso ora riconoscere chiaramente alcune vette toccate in passato: la testa del Ferro (cime des Blanches, 2769m), la testa delle Garbe (2760m) e il monte Peiron (2796m).
Ci precedono di una decina di metri tre giovani camosci preoccupati solo di mantenere costante la distanza fra noi e loro.
Sono ipnotizzato dalla bellezza di ciò che ho attorno quando sento un rumore: è una telefonata di lavoro a cui devo necessariamente rispondere.
Trascorro la successiva mezz'ora seduto su un macigno dando istruzioni su modifiche da fare a un portale e su cosa comunicare al cliente. Lori ne approfitta per documentare con una foto un caso estremo di smart working!
Difficilmente sbaglieremo strada adesso: dal passo sono evidentissime la tracce che portano al collet de Tortisse e da lì nei pressi della cima maggiore delle aiguilles. Scorgiamo inoltre, poco distante a sinistra, l'arco della cui esistenza sono casualmente venuto a conoscenza curiosando su internet ieri sera: si trova lungo il sentiero che scende al rifugio e ai laghi.
Acceleriamo il passo e sotto all'aiguilles deviamo a sinistra scendendo velocemente all'arco di roccia che pare cresciuto nel pendio ghiaioso alla sua base. È invece il risultato dell'erosione che nei millenni ha frantumato, quasi polverizzato, la montagna circostante risparmiando proprio questa pittoresca struttura. Possiamo risalire adesso... ci siamo tenuti il più bello per la fine!
Le aiguilles de Tortisse sono una serie di torrioni e pinnacoli rocciosi che si elevano su un grande cono di detriti in modo da formare un'inconfondibile, affascinante creazione naturale, purtroppo sfregiata dalle deturpanti tracce che consentono di salirvi.
Finché non si arriva alla base della parete che protegge la cima più alta, non si capisce quale possa essere la via per superarla e quanto in effetti sia agevole, i dubbi tuttavia si dissolvono quando finalmente le mani la toccano. Si tratta di non più di 5 metri di ottima roccia con buone maniglie che servono quasi esclusivamente per mantenere l'equilibrio, di difficoltà, quindi, che non arriva al II.
C'è poco spazio lassù e anche se oramai gli escursionisti incontrati lungo i tratti segnati del sentiero si sono tutti allontanati rinunciando a imitarci, scendiamo per trovare un posto più comodo dove festeggiare stappando la preziosa bottiglia di birra apotropaica. Saranno solo cracker ad accompagnarla, ma a casa ci aspettano gnocchi e sugo con salsiccia che promettono bene!
Ferrere
Lungo il sentiero nel vallone Forneris
La presunta capanna/bivacco in località pian Belvedere (vista la bassa nuvolaglia, direi che è presunto anche il "Belvedere"!)
Lungo il sentiero nella parte alta del vallone Forneris: le nubi si diradano e compare un piccolo Cervino
Lungo il sentiero nella parte alta del vallone Forneris
Cime du Fer e piccolo "Cervino", dalla parte alta del vallone Forneris
Lungo la salita verso il colle del Ferro: torrente inforrato
Lungo la salita verso il colle del Ferro: il piccolo "Cervino" si sta ridimensionando, ma resta arcigno
Lungo la salita verso il colle del Ferro: il piccolo "Cervino" si sta ridimensionando, ma resta molto arcigno!
Dal colle del Ferro: versante nel vallone Forneris e piccolo "Cervino"
Dal colle del Ferro: sentiero verso il collet de Tortisse (dietro spuntano le aiguilles de Tortisse)
Dalla cime du Fer: veduta verso nord (al centro si riconosce la cima del Bal)
Dalla cime du Fer: aiguilles de Tortisse
Cime du Fer
Lungo la cresta sud-est della cime du Fer, verso la quota 2701 e il pas des Blanches
Dalla cresta sud-est della cime du Fer: veduta verso i lacs de Vens e le aiguilles de Tortisse
Dalla cresta sud-est della cime du Fer: veduta verso i lacs de Vens
Dalla cresta sud-est della cime du Fer: veduta verso nord, con il colle del Ferro, il vallone Forneris, il piccolo "Cervino" e, fra le nubi in fondo, la cima del Bal
Dalla cresta sud-est della cime du Fer: veduta verso i lacs de Vens
Smart working sulla cresta, a quasi 2700 metri di quota!
Lungo il sentiero che collega il pas des Blanches al collet de Tortisse
Arc de Tortisse
Arc de Tortisse
Arc de Tortisse
Dai pressi dell'arco: rifugio e lacs de Vens
Aiguilles de Tortisse
Lungo la salita verso la cima delle aiguilles de Tortisse
Lungo la salita verso la cima delle aiguilles de Tortisse
In parete sotto alla cima principale delle aiguilles de Tortisse
In parete sotto alla cima principale delle aiguilles de Tortisse
Sulla cima principale delle aiguilles de Tortisse
Dalla cima principale delle aiguilles de Tortisse: veduta verso il rifugio e i lacs de Vens
Dalla cima principale delle aiguilles de Tortisse: veduta verso ovest (parc National du Mercantour)
Di ritorno, nei pressi delle aiguilles de Tortisse (seguono altre immagini)
Di ritorno, nel vallone Forneris, appena sotto al colle del Ferro
Galleria fotografica
Dettagli
- Zona: Piemonte - Provence-Alpes-Côte d'Azur
- Attività: Escursionismo
- Periodo: Luglio 2026