Alpi Marittime: colle, cima e laghi di Fremamorta

Escursionismo • Piemonte • Giugno 2026

Itinerario

Piano della Casa del Re (Terme di Valdieri) - Colle di Fremamorta - Cima di Fremamorta (2731m) - Colle di Fremamorta - Lago Soprano di Fremamorta - Piano della Casa del Re

Dati tecnici

Descrizione

Risalendo la valle Gesso entriamo nel bellissimo parco Naturale delle Alpi Marittime. Superata la località Terme di Valdieri la strada diventa stretta, ma sempre facilmente percorribile fino al pian delle Mosche. Per raggiungere il piano della Casa del Re, punto di partenza dell'escursione di oggi, dobbiamo ora superare un tratto sterrato e sconnesso che obbliga a procedere lentamente e con attenzione anche chi come noi utilizza un fuoristrada, a maggior ragione chi può disporre solo di un mezzo normale.
La strada è soggetta a una lunga chiusura invernale, a lavori di manutenzione e interventi di ripristino, per cui prima di partire conviene sempre cercare aggiornamenti sulla percorribilità nel sito www.areeprotettealpimarittime.it.

Lasciata l'auto nei pressi del ponticello su cui attraversiamo il torrente (segnavia N16 per colle di Fremamorta), camminiamo in piano verso sud. Presto il sentiero inizia a salire mantenendo una pendenza moderata fino alla zona in cui si staccano alcune diramazioni: a destra la traccia da cui scenderemo, proveniente dal bivacco Guiglia; a sinistra quella per il vicino rifugio Regina Elena e poco oltre una terza per il colle di Ciriegia. Da qui la salita diventa leggermente più sostenuta, ma sempre regolare: non sarebbe faticosa, tuttavia l'esposizione a est in un pendio quasi privo di alberi e le temperature troppo alte già alle 8 del mattino, accentuano il disagio dovuto al mio modesto allenamento e all'alta quota di partenza, rendendo un calvario questa prima parte della giornata.

Sto letteralmente grondando di sudore e quasi non mi accorgo della deviazione a destra per il bivacco Guiglia - va a unirsi con quella indicata sopra - e soprattutto del panorama che si fa sempre più ampio e affascinante: è la prima escursione in zona e ancora non riconosco le splendide montagne che chiudono la valle a sud e a est, tuttavia il corno Stella, per la particolarissima forma e le poderose pareti di roccia, e il monte Argentera, per l'imponenza, sono impossibili da confondere.

Finalmente arriviamo al crinale detritico che si trova circa 700 metri più in alto del punto di partenza. Ciò che abbiamo davanti ci lascia senza parole: un lago fiabesco, in parte ghiacciato, ai piedi della cima di Fremamorta, imponente montagna dirupata e arcigna. A sinistra c'è il colle omonimo nei cui pressi è mimetizzata una bassa caserma che ad occhio potrebbe risalire alla fine dell'Ottocento.

Ignoriamo per ora il sentiero che va a destra al lago Soprano di Fremamorta e al bivacco Guiglia, e proseguiamo verso il colle.
Il luogo, se possibile, diventa ancora più bello di quanto fosse sembrato all'inizio: risulta evidente che quello ghiacciato è solo il primo di una spettacolare serie di laghi che caratterizzano la grande conca di origine glaciale estesa verso nord, in parte delimitata da impervie montagne rocciose apparentemente inespugnabili. Splendido è poi il versante francese oltre il passo e sorprendente l'ottimo stato di conservazione della caserma, con le camerate, le strutture metalliche dei letti a castello, le protezioni alle finestre e le latrine ancora riconoscibili. Allettante e libera da neve è infine la tracciola che ci attrae verso la vetta, mentre tutt'intorno si susseguono montagne che invitano a futuri tentativi di salita.

Visitiamo l'antico, commovente edificio, poi saliamo in cima al Fremamorta, dove ci sediamo a mangiare qualcosa: sento la stanchezza, tuttavia l'entusiasmo e lo stupore la rendono facilmente sopportabile. L'aria è più fresca, ed è una bella novità, mentre non lo sono le nubi nerastre e compatte che si stanno avvicinando da ovest.
Il vallone sospeso con i laghi di Fremamorta da quassù mostra tutta la sua eccezionale bellezza, affascina, ipnotizza perché è impossibile distoglierne lo sguardo, istantaneo percepire quanto sia prezioso e delicato, assolutamente da preservare.

Scendiamo e commettendo un errore strategico non torniamo a valle lungo il sentiero dell'andata, ma proseguiamo verso il lago Soprano di Fremamorta lungo una notevole mulattiera militare: siamo convinti - le indicazioni nei segnavia ce ne danno conferma - che sia limitata la differenza di tempo facendo questa inutile deviazione verso una zona che già abbiamo intenzione di visitare accuratamente in futuro, salendo dal pian delle Mosche, e sottovalutiamo quindi la velocità con cui stanno sopraggiungendo nubi che si dimostreranno ben più insidiose di quanto credessimo.

Arriviamo al lago, splendido, enorme, passando a sinistra di un altro di dimensioni minori e incastonato nella roccia come uno zaffiro, poi saliamo ai suggestivi ruderi delle costruzioni della caserma Umberto I: risale al 1894, quando fu costruita per presidiare l'importante valico di confine da cui proveniamo, e poteva ospitare stabilmente oltre 100 soldati e alcuni ufficiale, rifornimenti per le fortificazioni circostanti, muli e cavalli per trasportarli. Fra il 1924 e il 1934 fu ristrutturata e modernizzata diventando parte del vallo Alpino del Littorio, colossale opera difensiva dei confini nazionali, costosissima e alla prova dei fatti quasi inutile, interamente abbandonata e smantellata nel dopo-guerra (WIKIPEDIA - Vallo Alpino del Littorio).

Proprio qui incontriamo due "colleghi", un uomo e una ragazzina, che si stanno coprendo per l'imminente temporale: scenderanno con noi lungo il sentiero che in direzione nord resta a destra del crinale (segnavia N26 per il lago mediano di Fremamorta e il bivacco Guiglia). Dal punto in cui, più avanti, a un bivio deviamo a destra invertendo la direzione, parte un interminabile attraversamento che con vari saliscendi non perde mai quota in modo significativo: non so se sia stato anche a causa del violento temporale con grandine e fulmini che ci ha investiti, del conseguente terreno scivoloso e del disagio psicologico a muoversi in tali condizioni, ma la via che abbiamo scelto per tornare a valle mi è parsa troppo lunga e scoscesa per dire d'averla per un qualche motivo apprezzata.

Oramai fradici arriviamo a un inquietante cartello: indica di andare su una traccia a sinistra verso il piano della Casa del Re, che si tratta di un percorso di difficoltà EE e servono ben 45 minuti di cammino per scendere. So per certo che proseguendo arriveremmo al sentiero utilizzato per la salita, temo però che la scelta ci causerebbe ulteriore ritardo. Inoltre l'uomo che ci precede indica senza indugi alla ragazzina la deviazione, sotto a una simile grandinata è complicato comunicare con lui e non ho voglia di togliere dallo zaino la protezione per cercare il GPS, quindi li seguiamo.

Ancora saliscendi, tratti poco battuti, altri molto ripidi e sdrucciolevoli: scivola prima la ragazzina, poi l'uomo e infine Lori, che mai vuole essere da meno, ma tutti non riportano danni, si rialzano e ripartono.
Quando arriviamo all'auto la piccola bufera ci ha lasciato già da qualche minuto.
Lungo la strada del ritorno ci accorgiamo che neppure una goccia di pioggia è caduta da Terme di Valdieri in giù: ho il sospetto che continuando a girovagare per monti, con questo caldo eccessivo sarà sempre più difficile evitare di imbattersi in rovesci così insidiosi perché le previsioni potranno solo avvisarci genericamente della possibilità che a inizio pomeriggio si scatenino, e considerando quanto questi fenomeni siano diventati localizzati e violenti, inevitabilmente tenderanno a farlo ogni giorno risultando di conseguenza quasi inutili.

Lungo il piano della Casa del Re Verso il colle e la cima di Fremamorta (seguono altre immagini) Il lago, in parte ghiacciato, ai piedi della cima di Fremamorta La cima di Fremamorta (a sinistra c'è la caserma) Verso il colle e la cima di Fremamorta Le montagne ad est (a sinistra si riconoscono il corno Stella e il monte Argentera) Verso il colle di Fremamorta e la caserma La conca con i laghi di Fremamorta Il versante francese (dal passo di Fremamorta) La cima di Fremamorta e la caserma La caserma nei pressi del colle di Fremamorta (seguono altre immagini) Il versante francese (dalla salita verso la cima) Verso la cima di Fremamorta Il colle di Fremamorta (dalla salita verso la cima) Verso la cima di Fremamorta (seguono altre immagini) La conca con i laghi di Fremamorta e le montagne circostanti (dai pressi della cima) Verso la cima di Fremamorta Le montagne a nord (dalla cima) ... in cima! Scendendo dal colle di Fremamorta (in fondo si riconoscono il corno Stella e il monte Argentera) Camoscio in cerca di refrigerio Lago Soprano di Fremamorta Laghi di Fremamorta (quello a sinistra è il Soprano) Lago a fianco del Soprano di Fremamorta (in fondo si riconoscono il corno Stella e il monte Argentera) Lago Soprano di Fremamorta Lago a fianco del Soprano di Fremamorta Caserma Umberto I, nei pressi del lago Soprano di Fremamorta Caserma Umberto I, nei pressi del lago Soprano di Fremamorta Ruderi di un edificio della caserma Umberto I

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