Itinerario
Oropa - Rifugio Rosazza - Alpe del Camino - Colle della Barma - Monte Rosso (2374m) - Colle del Rosso - Lago del Mucrone - Rifugio Rosazza - rientro lungo lo stesso percorso
Dati tecnici
- Zona: Alpi Biellesi: montagne di Oropa
- Quota partenza: 1210 m
- Quota massima: 2374 m
- Dislivello: 1200 m
- Tempo totale: 7h 00' (la presenza di neve o ghiaccio lungo la cresta nord può influenzare la durata)
- Difficoltà: E - EE+ la cresta nord
Descrizione
La meta di oggi è il monte Rosso, una massiccia cima delle Alpi Biellesi che si trova subito a est del ben più famoso monte Mars.
Se mi chiedessero: "perché proprio questo, distante 400 km da casa tua, mai visto dal vivo, poco significativo e conosciuto solo da gente del posto?", potrei rispondere come fece George Mallory quando gli domandarono per quale motivo volesse salire sull'Everest: "perché c'è". In effetti io colleziono cime e per non ripeterle inavvertitamente ho pensato di creare, partendo dalle Guide dei Monti d'Italia del CAI relative ai posti che frequento, lunghissimi elenchi con tutte le montagne meritevoli di un nome, segnando in verde quelle su cui sono salito: ebbene, il monte Rosso è una delle poche delle Alpi Biellesi scritte ancora in nero!
In realtà avevo anche letto una nota sulla percorribilità delle 3 creste che lo caratterizzano e visto alcune foto in cui pareva non difficile e molto interessante la traversata dal colle della Barma a nord alla vetta e al colle del Rosso a sud, era quindi inevitabile che il prima possibile saremmo venuti quassù, al santuario di Oropa, per provare la via.
Il sentiero si stacca a sinistra della strada, appena a monte della basilica Superiore (segnavia D13), e sale blandamente nel bosco mantenendosi a destra del torrente. Più in alto si immette sulla deturpante strada di servizio agli impianti di risalita, ma per fortuna poco dopo la lascia per prendere a destra la bella mulattiera che guadagna quota con regolarità fino al rifugio Rosazza.
Ora raggiungiamo le costruzioni apparentemente abbandonate - ed altamente impattanti - di una stazione della funivia e del grande rifugio che le sorge a fianco, poi deviamo a destra (segnavia D21) per salire in direzione nord: neppure una volta mi giro perché gli edifici e la strada che vi porta sono tanto brutti, soprattutto in relazione all'ambiente in cui si trovano, che voglio provare a dimenticarli il prima possibile!
Nei pressi dei ruderi di un alpeggio la traccia cambia direzione mirando a ovest il colle della Barma.
Lasciamo a destra il sentiero che sale verso il rifugio Capanna Renata e la cima del monte Camino, poi entriamo in una conca con un suggestivo laghetto alpino: in questa zona il panorama verso la pianura diventa notevole e l'ambiente di media montagna decisamente più piacevole.
Ci separano dal passo una valletta e un pendio dove la roccia, con pietre di ogni dimensione, lastre e ripide pareti, è preponderante.
In alto troviamo una croce e un rustico riparo, possiamo quindi fermarci un attimo per mangiare qualcosa e valutare le condizioni del percorso in cresta che ci dovrebbe portare verso la cima del monte Rosso.
Proseguendo in discesa lungo il sentiero segnato entreremmo in Valle d'Aosta e raggiungeremmo il rifugio e il lago della Barma, che osserviamo placidi e invitanti circa 200 metri più in basso, ma noi dobbiamo dirigerci su traccia verso sud mantenendo il filo di una cresta che dal nostro punto di osservazione pare realmente semplice, anche se il luccichio dei sottili strati di neve nei versanti ovest e nord della montagna qualche dubbio me lo crea perché il percorso è lungo, certamente in parte aereo, e basterebbero pochi metri esposti su ghiaccio per aumentare esponenzialmente difficoltà e rischio.
Ripartiamo. Incontriamo chiazzette di neve ghiacciata facilmente evitabili e la roccia che calpestiamo è prevalentemente asciutta, per cui non abbiamo difficoltà a superare i brevi tratti più delicati e la leggera inquietudine che provo sempre quando parto per un itinerario sconosciuto potenzialmente problematico, lascia il posto all'emozione, al desiderio irrefrenabile di proseguire, alla percezione eccitante di trovarsi finalmente in un ambiente dove poter esprimere le proprie capacità, dove poter realizzare le proprie ambizioni, dove nessuno può suggerirti scorciatoie o aiutarti se sbagli: esistono solo la Natura che ho attorno e il cumulo di conoscenze ed esperienze che possono permettermi di affrontarla, che mi indicano la via, l'alternativa, la fattibilità, che eventualmente mi frenano, o mi portano a rinunciare.
Raggiungiamo un punto in cui bisogna calarsi per una decina di metri, possiamo però evitare di utilizzare la nostra corda perché la discesa quasi verticale è agevolata dalla presenza di un cavo fisso. C'è poi un passaggio tanto suggestivo quanto inquietante su un lastrone inclinato di roccia compatta (cavo, in ogni caso facile se asciutto) e profondi dirupi sia a destra che a sinistra; al di là si arriva alla base del Dado del monte Rosso, un compatto pilastro di pietra che vagamente assomiglia a un grande cubo ed è quindi impossibile ignorare: è obbligato superarlo a sinistra, poi fare attenzione a individuare il punto in cui risalire a destra in cresta.
Ora si procede su un terreno nettamente meno esposto: si segue una tracciola, si cammina su facili cumuli di pietre utilizzando ogni tanto le mani solo per tenersi in equilibrio, si mira una cima ben evidente sin dall'inizio della via, ci si ferma ogni tanto per respirare e ammirare il vasto panorama verso la pianura Padana, le montagne attorno e quelle più lontane ricoperte di ghiaccio - bello e arcigno il vicino monte Mars, inconfondibili a nord il massiccio del Rosa e il Cervino - e si lascia che la soddisfazione, inevitabilmente seguita dall'infida spossatezza, sostituisca quell'insieme di inquietudine, desiderio ed eccitazione difficile da descrivere a chi non è abituato a partire per esperienze di questo tipo.
Dalla cima un sentiero segnato abbastanza ripido scende al colle del Rosso (laghetto), da dove si prosegue verso sud-est su traccia altrettanto scoscesa fino al lago del Mucrone: entrambi sono ben visibili già dopo i primi passi, per cui è semplice individuare la direzione corretta.
Mi sorprende l'aspetto impervio della montagna che abbiamo di fronte e di cui manco immaginavo l'esistenza: si chiama Mucrone, come il lago alla sua base, e suppongo che studierò in futuro un itinerario stimolante per raggiungerne la vetta.
Lungo una carrareccia arriviamo alla brutta stazione della funivia, da dove torniamo al santuario seguendo a ritroso il percorso dell'andata.
Mulattiera verso il rifugio Rosazza
Ruderi di un edificio all'alpe del Camino
Ruderi di un edificio all'alpe del Camino e veduta verso la pianura
Verso il colle della Barma: laghetto
Verso il colle della Barma: laghetto
Cresta nord del monte Rosso (la cima è in fondo a sinistra) e colle della Barma (a destra)
Verso il colle della Barma: laghetto
Cresta nord del monte Rosso (la cima è in fondo a sinistra) e colle della Barma (a destra)
Verso il colle della Barma
Veduta verso la pianura dai pressi del colle della Barma
Colle della Barma
Monte Mars dal colle della Barma
Punta della Barma e monte Camino dall'attacco della cresta nord del monte Rosso (al centro a sinistra c'è il colle della Barma
Cresta nord del monte Rosso (da sinistra: monte Mucrone e lago del Mucrone, monte Rosso, monte Mars)
Lago della Barma
Cresta nord e cima del monte Rosso
Monte Mars dalla cresta nord del monte Rosso
Punta della Barma e monte Camino dalla cresta nord del monte Rosso
Cresta nord e cima del monte Rosso
Cresta nord (tratto attrezzato) e cima del monte Rosso (al centro si riconosce il Dado del monte Rosso)
Cresta nord (tratto attrezzato) e cima del monte Rosso (al centro si riconosce il Dado del monte Rosso)
Cresta nord (tratto attrezzato)
Cresta nord (tratto attrezzato)
Cresta nord (tratto attrezzato)
Cresta nord (tratto attrezzato) di fronte al Dado del monte Rosso
Cresta nord (tratto attrezzato)
Dirupo e veduta verso la pianura dalla cresta nord del monte Rosso
Cresta nord (tratto attrezzato) di fronte al Dado del monte Rosso
Cresta nord e Dado del monte Rosso
Cresta nord
Cresta nord
Cresta nord e cima del monte Rosso
Cresta nord
Cresta nord (in fondo si riconoscono la punta della Barma e monte Camino, a sinistra le propaggini del massiccio del Rosa)
Cresta nord e cima del monte Rosso
Cima del monte Rosso (in fondo a sinistra si riconosce il monte Mars)
Cresta nord, punta della Barma e monte Camino dalla cima del monte Rosso
Cima del monte Rosso
Lago della Barma dalla cima del monte Rosso (in fondo si riconoscono il Cervino e il massiccio del Rosa)
Monte Mars dalla cima del monte Rosso
Verso il laghetto del colle del Rosso (in fondo si riconoscono il lago e il monte Mucrone)
Laghetto del colle del Rosso
Galleria fotografica
Dettagli
- Zona: Piemonte
- Attività: Escursionismo
- Periodo: Settembre 2025