Supramonte di Urzulei: verso sa Giuntura e il nuraghe Presethu Tortu (Gorropu)

Escursionismo • Sardegna • Dicembre 2025

Itinerario

Sa Cungiadura (codula Orbisi) - Campu sa Carcara - Genna Cogina - Pischina Urtaddala - Genna Cogina - Sa Giuntura - Nuraghe Presethu Tortu (Gorropu) - Grotta Sini - Riu Titione - Attacco della forra nella gola di su Gorropu - Sa Giuntura - rientro a sa Cungiadura

Dati tecnici

Descrizione

Il Supramonte è una vastissima regione montuosa che si trova nella parte centro-orientale della Sardegna; è possibile distinguerne settori che prendono il nome dal comune a cui più o meno appartengono: in senso orario troviamo i territori di Oliena, Dorgali, Baunei, Urzulei e Orgosolo, apparentemente simili fra loro, ma assolutamente differenti per chi è abituato a frequentarli.

Il Supramonte è aspro, selvaggio, caratterizzato da altopiani calcarei, doline, grotte, immense pareti a picco su gole o sul mare, aride valli soggette a piene sono travolgenti, guglie di roccia, archi, cale fra le più belle al mondo, fittissime foreste di lecci e tratti estesi di macchia mediterranea dove è quasi impossibile penetrare, dalla presenza di antichi villaggi, nuraghi, tombe di giganti, domus de janas, di costruzioni e aree pastorali tuttora utilizzate.

Il Supramonte è da sempre una terra di uomini duri come la roccia, capaci di adattarsi a condizioni estreme, di ottenere sostentamento dal nulla, di muoversi agilmente e in sicurezza su terreni impervi, insidiosi, dove non è concesso fare errori, di pastori spesso alpinisti perché quando serve, una capra che vive allo stato brado va inseguita a lungo e riportata al recinto, perché una grotticella con l'acqua necessaria per sopravvivere può trovarsi in parete, perché la via più breve che porta a un pinnettu può avere tratti verticali ed esposti da percorrere anche di notte.

Il Supramonte è un luogo di sogno dove speleologi, alpinisti, torrentisti, escursionisti esperti, con l'ausilio di attrezzature e corde, di tecnologia GPS, di una rete di comunicazione sempre più efficiente, hanno imparato a muoversi come i pastori e dove presto si sono resi conto che non basterà una vita intera per esaurire l'offerta di straordinarie avventure possibili.

Quest'anno ho deciso di dedicarmi al Supramonte di Urzulei, che al contrario di quelli di Oliena, Dorgali e Baunei quasi per nulla conosco, e come d'abitudine quando inizio a muovermi in zone molto complesse, ho preparato alcune escursioni relativamente semplici lungo le quali registrare tracce, prendere punti, identificare peculiarità paesaggistiche che diventeranno fondamentali per orientarmi in futuro, quando proverò a percorrere itinerari più impegnativi.

Una lunghissima strada sterrata, che tutti i frequentatori della zona conoscono, penetra nel cuore del Supramonte partendo da genna Croce, un passo che si trova sulla Statale 125 (Orientale Sarda) a N di Urzulei: aggira in quota punta is Gruttas, attraversa prima campu Oddeu, poi campu Bargios e arriva infine in località sa Cungiadura, dove è possibile parcheggiare; questo è un luogo molto noto ai torrentisti perché da qui parte l'avvicinamento ad alcuni dei percorsi in forra più noti della Sardegna: codula Orbisi, grotta Donini, riu Flumineddu e gola di su Gorropu.

Ci avviamo a piedi lungo la carrareccia (segnavia 502 per sa Giuntura) lasciando lungo il cammino rocce dall'aspetto inquietante, un tasso monumentale e una tomba di giganti risalente ad almeno 3000 anni fa, fino a raggiungere in località genna Cogina la deviazione a destra che in discesa porta a pischina Urtaddala, una spettacolare, immensa marmitta scavata nel greto della codula Orbisi.

Proseguendo verso nord ci troviamo subito di fronte a un grande pendio di roccia e detriti (su Schinale 'e s'Arraiga) dove cala a tornanti l'evidente sentiero che con fondo bagnato può diventare particolarmente scivoloso: il panorama è improvvisamente diventato grandioso, dominato in fondo dall'enorme spaccatura di su Gorropu, fra la punta s'Iscopadorgiu, a sud del monte Oddeu, e la punta Cucuttos, ultima a nord della catena del monte su Nercone, verso cui corrono la valle del riu Flumineddu e la codula Orbisi dopo essersi unite in località sa Giuntura, quella verso cui stiamo andando.
E' difficile ora restare indifferenti perché il mondo di roccia che abbiamo attorno è primordiale, affascinante, emoziona fino ad inquietare: si percepisce l'enorme forza che l'ha modellato, si intuisce che chi la sprigiona è lì e semplicemente sta riposando.

Da sa Giuntura saliamo a sinistra (segnavia 445 per bivio nuraghe Mereu) e più in alto, nei pressi di un piccolo pianoro a q.750 circa, lasciamo il sentiero ben battuto per attraversare a destra un boschetto e raggiungere il nuraghe Presethu Tortu (Gorropu); ci sediamo su grandi pietre, crollate ai piedi dell'antica costruzione, per riposare e mangiare qualcosa, ma soprattutto per sfruttare la posizione a dominio della valle e identificare nel ripidissimo pendio del versante opposto la cengia Sennoscai, che in futuro proveremo a percorrere.

Per tornare, nella mappa del navigatore avevo scelto il sentiero che dal nuraghe scende prima verso l'ingresso della grotta Sini, poi nell'alveo del riu Titione, seguendo il quale rientra infine nella valle del Flumineddu non lontano da sa Giuntura e appena a monte del primo salto del percorso torrentistico nella gola di su Gorropu; ora però, mentre sgranocchio un paio di cracker e proteggo dal sole la lattina di birra, osservo con attenzione il terreno roccioso davanti a me e non riesco a individuare alcuna traccia di passaggio: in basso si nota una fitta boscaglia e a sinistra si intuisce la presenza della coduletta del Titione che pare essere più dirupata di quanto disegni la mappa... in effetti il punto in cui dovremmo raggiungerla si trova quasi 200 metri sotto di noi e in mancanza di un'evidente, comoda via che ci eviti guai durante questa prima escursione dedicata soprattutto allo studio della zona, qualche dubbio mi sta sorgendo. Lori invece è decisa, stranamente audace, e alle mie perplessità oppone la ferrea certezza che insistendo col programma iniziale finiremmo per incontrare segnali e che se anche così non fosse, per trovare il modo di uscirne...

Il sentiero non c'è, ma seguendo più o meno la direzione indicata del navigatore riusciamo inaspettatamente a individuare, a q.590 circa, una ripida tracciola che verso sinistra ci porta alla grotta e al letto del torrente dove le difficoltà maggiori terminano. Raggiunta la valle del Flumineddu, c'è ancora tempo per seguirla a sinistra fino al salto di qualche metro che ci separa da un laghetto descritto in una guida specializzata come "tuffabile" nelle stagioni in cui il livello dell'acqua lo permette (in ogni caso ci sono fune fissa e armo per la calata a sinistra).

Torniamo a sa Giuntura, risaliamo lungo su Schinale 'e s'Arraiga e fantasticando sulla prossima escursione in zona arriviamo all'auto.

Formazione rocciosa dall'aspetto inquietante Verso genna Cogina Tasso monumentale Tomba di giganti Pischina Urtaddala Pischina Urtaddala Leccio monumentale Verso sa Giuntura Codula Orbisi Valle del riu Flumineddu Valle del riu Flumineddu nei pressi di sa Giuntura Valle del riu Flumineddu nei pressi di sa Giuntura Valle del riu Flumineddu nei pressi di sa Giuntura Valle del riu Flumineddu nei pressi di sa Giuntura Valle del riu Flumineddu nei pressi di sa Giuntura Valle del riu Flumineddu nei pressi di sa Giuntura Valle del riu Flumineddu nei pressi di sa Giuntura Sa Giuntura Mura nei pressi del nuraghe Presethu Tortu Mura nei pressi del nuraghe Presethu Tortu Nuraghe Presethu Tortu Panorama verso la gola di su Gorropu dalla cima del nuraghe Presethu Tortu Panorama verso la gola di su Gorropu dai pressi del nuraghe Presethu Tortu Nuraghe Presethu Tortu Mura nei pressi del nuraghe Presethu Tortu Ingresso della grotta Sini Lungo la valle del riu Titione Valle del riu Flumineddu a monte del primo salto del percorso torrentistico verso la gola di su Gorropu Laghetto "tuffabile" ai piedi del primo salto del percorso torrentistico verso la gola di su Gorropu Valle del riu Flumineddu a monte del primo salto del percorso torrentistico verso la gola di su Gorropu

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