Valle di Cogne: verso le cime dell'Ouille e del monte Herban

Escursionismo • Valle d'Aosta • Settembre 2025

Itinerario

Cretaz - Les Ors - Col de l'Ouille - L'Ouille (2521m) - Col de l'Ouille - Monte Herban (3004m) - rientro lungo lo stesso percorso

Dati tecnici

Descrizione

Oggi partirò da Cretaz, la località che si incontra appena prima di arrivare a Cogne, per provare a raggiungere l'Ouille e la cima del monte Herban, ultimo 3000 della stagione; la temperatura è bassa, ma soprattutto mi crea qualche pensiero la leggera brezza particolarmente fresca.
Non conosco la zona e ho visto questa montagna per la prima volta solo un paio di giorni fa dalla cima del monte Creya (3015m), che si trova proprio di fronte, nel versante opposto della valle: studiando il percorso sulla carta, leggendo un paio di relazioni e osservando il territorio in google earth, mi sono convinto che si tratterà di un'escursione forse faticosa, ma abbastanza semplice, durante la quale potrebbe essere necessario fare attenzione nel breve tratto roccioso che permette di arrivare in cima all'Ouille, che pare essere un bel picco dirupato, e a trovare la via più comoda per superare il versante nord-orientale dell'Herban, molto esteso e assolutamente privo di sentieri.

Superato il torrente, è facile seguire la traccia (segnavia 25) che presto diventa ripida nel bosco e mi porta alle baite dell'alpeggio di les Ors, dove incontro il solo essere umano della giornata: è un giovane guardiaparco che si incuriosisce a trovarmi lì, forse ha dubbi sulle mie intenzioni o forse si preoccupa un po' (è mercoledì, siamo fuori stagione in un settore del parco del Gran Paradiso sempre più isolato man mano che ci allontana dal fondovalle) e mi chiede quale sia la mia destinazione: gli spiego cosa intendo fare, la mia descrizione è anche dettagliata, e ottengo così alcuni consigli su come muovermi in quota nel pendio dell'Herban e la conferma che sì, le difficoltà tecniche sarebbero state modeste, ma il notevole impegno fisico, considerati dislivello, temperatura e vento, avrebbe potuto renderle maggiori.

Lascio le baite e la guardia mentre termina il suo spuntino, poi lei mi raggiunge e a sua volta mi lascia indietro: ha un passo decisamente differente dal mio... sarà che è un montanaro... l'allenamento... sarà l'età, purtroppo!
In realtà, però, io sto salendo a strappi perché spesso mi fermo a fotografare alberi, prati, ruderi e la grande montagna a sinistra verso cui mi sto dirigendo: sono evidentissime la scoscesa piramide dell'Ouille e la selletta omonima che la separa dalla cima principale, quella dove transita il sentiero che da quaggiù non riesco a riconoscere, ed è affascinante, anche se inquietante, il versante che dovrò attraversare per raggiungerla, totalmente in ombra, ripido e impervio; in compenso, la lunga cresta che porta verso la cima non sembra impegnativa.

Trovo la deviazione che mi interessa, vado a sinistra (segnavia 18D), supero l'alveo del vallone che ancora mi separava dall'Herban, procedo in falsopiano fin sotto alla sella e salgo a tornanti su terreno faticoso e instabile fino a sbucare in cresta, al sole, ma esposto al vento che ora è più teso: a sinistra ho l'Ouille, decisamente più arcigna di quanto mi aspettassi, e servono infatti alcuni tentativi, col superamento di un paio di crestine aggirando in piano a destra, per individuare il canale giusto e arrivare in vetta.

Tornato al col de l'Ouille, proseguo brevemente sul sentiero (verso il rifugio Vittorio Sella) alla ricerca di un punto che mi ispiri per attaccare il versante nord-orientale del monte Herban, un grande pendio detritico che come previsto non presenterà difficoltà tecniche, ma che mi costringerà a salire senza tracce battute e senza pause per almeno 500 metri di quota.
Giunge il momento di rinunciare alla tranquillità del percorso sicuro per mirare a destra, quasi in linea retta, quello che pare essere l'apice della montagna; presto mi rendo conto che un'eventuale mancanza di visibilità in discesa renderebbe estremamente complesso l'orientamento senza l'uso di bussola o gps, col pericolo di avvicinarsi troppo ai precipizi del versante nord o di indirizzarsi a sud su pendii simili a quello in cui mi trovo, ma che più in basso diventano impercorribili a causa dell'eccessiva pendenza.

Più in alto il panorama diventa eccezionale: la Grivola è apparentemente a portata di mano, verso ovest, mentre verso sud si mostrano splendide molte delle cime ghiacciate e rocciose del Gran Paradiso; in basso a est c'è Cogne e le fanno da sfondo decine di montagne imponenti e invitanti, dall'Emilius al Tersiva.
In vetta quasi non mi accorgo di un numeroso gruppo di stambecchi che accucciati si riposano al sole limitando gli effetti di un vento che quassù risulta decisamente poco sopportabile; indosso tutto ciò che ho, mi siedo al riparo di un grosso masso e mangio qualcosa valutando se sia il caso di aprire la gelida lattina di birra, poi decido che sì, soprattutto in luoghi come questo è sempre il caso...

L'Ouille e il monte Herban Baita dell'alpeggio di les Ors Baite dell'alpeggio di les Ors (in fondo si riconosce Cogne) Montagne a nord-est (in fondo si riconosce il monte Emilius) Verso l'Ouille Verso l'Ouille Nei pressi del col de l'Ouille L'Ouille L'Ouille: cima L'Ouille: cima Monte Herban dalla cima dell'Ouille Cogne dalla cima dell'Ouille L'Ouille Il pendio detritico... L'Ouille e le montagne a nord-est della valle di Cogne Il pendio detritico... Crinale sommitale del monte Herban e gruppo della Grivola Crinale sommitale del monte Herban e gruppo del Gran Paradiso Crinale sommitale del monte Herban e montagne a nord-est (in fondo si riconosce il monte Emilius) Crinale sommitale del monte Herban e gruppo della Grivola Crinale sommitale del monte Herban e veduta verso ovest Disfacimento del versante nord del monte Herban Gruppo del Gran Paradiso

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