SUTTATERRA DE SU PREDARGIU
- Zona: Supramonte - Codula di Luna
- Numero catasto: 1466 SA/NU
- Quota: 750 m
- Sviluppo spaziale: 615 m
- Dislivello: - 81 m
Descrizione
Per sopraggiunti limiti di età non riesco più a frequentare grotte profonde e complesse, tuttavia la curiosità per l'ambiente ipogeo è sempre presente e mi porta, quando possibile, a cercare bucanotti difficili da individuare, ma speleologicamente semplici.
Nel 2006, durante una spedizione in Sardegna organizzata per lo Speleo Club Forlì, il preziosissimo amico Gianfranco e alcuni colleghi dello Speleo Club Oliena ci guidarono nella visita di questa grotta, nota soprattutto perché nel 1987 la sua prima sala fu utilizzata come luogo di prigionia e base operativa durante il sequestro di Piera Demurtas.
La meta di quel giorno era lo spettacolare inghiottitoio di su Clovu, ma fu impossibile accedervi a causa delle persistenti piogge della settimana precedente: di fronte all'ingresso si era formato un lago e all'interno si gettava un fragoroso torrente.
I ragazzi di Oliena ci proposero come interessante alternativa la vicina suttaterra de su Predargiu, che non può certo essere paragonata a una delle grotte più belle della Sardegna, ma è comunque rinomata fra gli speleologi sardi per la ricchezza e lo splendore delle sue bianchissime aragoniti.
Della piacevolissima escursione ricordavo l'inizio del sentiero, la semplicità della grotta - in realtà in quel periodo era normale per me muovermi per ore e ore, a volte giorni, a centinaia di metri di profondità, e non mi resi conto della conseguente superficialità di questo giudizio - e il bivacco notturno a Teletotes. Sapevo poi d'aver preso il punto dell'ingresso e copiato nel vecchio pc, davanti a un falò, rilievi e vario materiale speleologico fornito di Gianfranco.
Il 25 ottobre del 2023 Lori e io eravamo a Cala Gonone. Ci saremmo dovuti imbarcare in serata e per passare la mattina proposi di andare nella codula di Luna a cercare un viottolo che, secondo una mappa che utilizzo in zona, ci avrebbe rapidamente portato al cuile sa Rutta Orrubia. Sarebbe stata l'occasione per provare a rintracciare l'ingresso di su Predargiu ed eventualmente farvi un giretto all'interno: "Tranquilla, Lori, è facile... in pratica una breve galleria in discesa coperta di concrezioni... in mezzora la vediamo tutta!"
I ricordi erano talmente nitidi che non cercai conferme nel web, e in realtà più che confusi, si dimostrarono completamente errati: la grotta ha oltre 600 metri di sviluppo, è profonda 80 metri, fangosa, scivolosa e assolutamente non va affrontata in pantaloni da trek e maglietta, con una piccola lampada frontale e un paio di torce in mano. Però avevamo i caschi... con impianto luce non funzionante!
Lori stranamente si fidò: trovammo e seguimmo a piedi la carrareccia che si stacca a destra della strada che scende verso Teletotes, nella codula di Luna, 300 metri circa a monte del primo tornante. La via diventa poi un sentiero semplice da percorrere, tuttavia non esistono segnali o punti di riferimento, per cui il corretto utilizzo di un GPS è consigliabile.
A 30 minuti circa di cammino dalla partenza riconobbi a destra il pendio detritico in cima al quale, sopra a una paretina franosa rossastra e sotto a una più compatta di calcare grigio, c'è il piccolo ingresso della grotta. Era successo tanti anni prima, ma da lì ero passato e almeno in parte sapevo cosa cercare, credo tuttavia che l'individuazione del luogo sia complessa per chi vi arriva per la prima volta... non è infatti un caso se fu scelto da un gruppo di rapitori come base irrintracciabile!
L'ambiente interno è privo di difficoltà rilevanti per un gruppo di speleologi ben attrezzati, ma assolutamente inadatto a escursionisti non esperti o sprovveduti: si tratta di una grotta "seria", dove è necessario progredire con consapevolezza perché è possibile confondersi al ritorno o incappare in rovinose cadute. In un pendio particolarmente ripido, ad esempio, è presente una corda fissa molto utile, essendo però intrisa dello stesso fango liquido che forma un velo sottile e infido sulla roccia, va utilizzata in modo corretto per evitare di scivolare e perdere la presa con le mani.
Nella prima sala si individua in alto il punto in cui proseguire; seguono ambienti più o meno ampi dove si sta quasi sempre in piedi, e in generale ci si muove in una galleria discendente, a pendenza variabile, a viscidità crescente. Appaiono subito belle concrezioni, ma solo verso il fondo diventano splendide, giustificando così la reputazione di cui godono.
All'uscita ero ridotto come un cinghiale che si è appena rotolato in una pozza di melma, per cui sostituimmo l'idea di fermarci al ristorante con quella di comprare una bottiglia di birra, un po' di pane, rientrare a casa per consumare un rapido spuntino, caricare in auto i bagagli e soprattutto consentirmi una doccia riparatoria. Come da programma, però, non rinunciammo a raggiungere il cuile sa Rutta Orrubia, in un luogo fra i più suggestivi del Supramonte.
Ingresso di suttaterra de su Predargiu
Verso l'ingresso di suttaterra de su Predargiu
Ingresso di suttaterra de su Predargiu
Suttaterra de su Predargiu. Seguono varie immagini della grotta...
All'ingresso di suttaterra de su Predargiu
Verso l'ingresso di suttaterra de su Predargiu
... senza parole...
Verso il cuile sa Rutta Orrubia
Verso il cuile sa Rutta Orrubia
Verso il cuile sa Rutta Orrubia
Cuile sa Rutta Orrubia
Nei pressi del cuile sa Rutta Orrubia
Nei pressi del cuile sa Rutta Orrubia
Verso il cuile sa Rutta Orrubia
Aprile 2006: a suttaterra de su Predargiu con lo Speleo Club Forlì, Gianfranco e lo Speleo Club Oliena. Seguono varie immagini...
Galleria fotografica
Dettagli
- Zona: Sardegna
- Attività: Speleologia
- Periodo: Ottobre 2023