Novara - Cupola della basilica di S.Gaudenzio

Turismo • Piemonte • Settembre 2026

Descrizione

Novara è una tranquilla città di provincia caratterizzata da un centro storico pedonale dove è particolarmente piacevole passeggiare.
Sono belle le piazze, le vie porticate che le collegano, il castello Visconteo-Sforzesco che ospita un piccolo, ma prezioso museo Archeologico, e il retrostante parco Allea di San Luca, vero e proprio polmone verde con grandi alberi ed eleganti vialetti.

Sono interessanti poi il Duomo, con le sue possenti colonne esterne ed interne, dove ammirare lo "Sposalizio mistico di S.Caterina" - grande tela di Gaudenzio Ferrari, maestro del Rinascimento piemontese inspiegabilmente poco conosciuto - e di fronte il sorprendente Battistero paleocristiano, con un ciclo di affreschi romanici raffiguranti scene dell'Apocalisse e risalenti all'XI secolo. E lo è il complesso monumentale del Broletto, formato da edifici medievali affacciati su una suggestiva piazzetta dove incontrarsi durante il passeggio, in uno dei quali sono esposte le opere della galleria d'Arte Moderna Giannoni.

C'è qualcosa però che rende unica questa città piemontese, che permette di riconoscerla da lontano da qualsiasi parte si arrivi: la cupola antonelliana della basilica di S.Gaudenzio. E' slanciata per oltre 120 metri verso il cielo, realizzata interamente in mattoni e calce. Si contano sulle dita di una mano gli edifici così costruiti che al mondo vantano una simile altezza.

Se da fuori sorprende il fatto che possa stare in piedi una costruzione tanto colossale, è durante la visita guidata all'interno che vanno fuori scala la meraviglia e l'ammirazione nei confronti dell'architetto e ingegnere Alessandro Antonelli, della sua acutissima mente che nella seconda metà dell'Ottocento è riuscita a concepire, progettare e dirigere la costruzione di un'opera che realmente si pone ai limiti dell'ineffettuabile.

Come tutti i geni era strano questo personaggio, con un carattere spesso ingestibile, una determinazione ferrea, con immaginazione e capacità di calcolo straordinari, tanto che spesso i suoi progetti furono realizzati solo parzialmente, o modificati, o scartati perché ritenuti troppo ambiziosi.
Questa cupola, ad esempio, è stata innalzata sui 4 pilastri della crociera di una chiesa costruita secoli prima, pesa 5500 tonnellate e si regge grazie a un gioco raffinato di archi e volte, di cerchi concentrici man mano più piccoli, di lievi pendenze, quasi impossibile da impostare anche con i moderni mezzi di progettazione e calcolo.

Servirono 40 anni di lavori spesso interrotti per guerre, mancanza di fondi, dissidi con la Fabbrica Lapidea responsabile della costruzione, contestazioni sui costi, su modifiche proposte e più o meno accettate, su variazioni non concordate inserite dall'Antonelli, ma finalmente nel 1878 fu issata in cima alla guglia sommitale la statua dorata del Cristo Salvatore, alta quasi 5 metri, attualmente conservata all'interno della basilica e sostituita da una copia in vetroresina. Furono però necessari consolidamenti di fondamenta e pilastri portanti, che posticiparono di altri 10 anni la chiusura definitiva del cantiere.

Salendo lungo le comode scale - solo nel tratto all'interno del campanile sono un po' strette - e osservando ciò che ho attorno mentre ascolto la narrazione della guida, mi rendo conto che non capita spesso di ammirare da vicino una simile manifestazione di talento umano.
Provo a pensare alla realizzazione con maggiore attenzione, ma troppe sono le forze da considerare per creare questo complesso equilibrio e per me risulta difficile anche solo immaginare l'utilizzo del gigantesco compasso che ci mostrano, lungo 11 metri, col quale furono disegnate in scala le volte che sorreggono la cupola.

Percorriamo tratti a fianco delle colonne nel camminamento esterno, poi all'interno ci affacciamo in silenzio su crociera e presbiterio dove un organista si sta esercitando facendo arrivare a noi note solenni, continuiamo quindi a salire fino al momento di assicurarci a un cavo con attrezzature da ferrata fornite dall'addetto alla sicurezza, e dopo un ultimo sforzo su una vertiginosa scaletta a chiocciola, usciamo in un minuscolo terrazzo in cima alla parte agibile della guglia, a oltre 100 metri d'altezza.
Il panorama sulla città, verso la pianura e le Alpi piemontesi e valdostane è eccezionale, ma io resto frastornato perché ancora mi pare un sogno quello che sto vivendo: è fantascientifica questa cupola!

Gaudenzio Ferrari - Polittico della Natività Vecchio discolo in attesa di partire, con casco, imbrago e custodia sigillata per lo smartphone, che crea orridi aloni nelle foto, ma evita cadute accidentali che da lassù potrebbero causare danni gravi a chi in chiesa o all'esterno ricevesse l'oggetto in testa... Il compasso utilizzato per disegnare in scala le volte che sorreggono la cupola Crociera e presbiterio dove, in parte nascosto dalla grata, si sta esercitando l'organista Antichi graffiti lasciati da chi lavorò lassù 140 anni fa circa Antichi graffiti lasciati da chi lavorò lassù 140 anni fa circa Vista da sotto, questa è la scala che ci sta permettendo di salire lungo la superficie interna della cupola Scala a chiocciola all'interno dell'esile guglia Scala a chiocciola all'interno dell'esile guglia Panorama dall'ultimo terrazzino agibile della guglia Panorama dall'ultimo terrazzino agibile della guglia

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