Alpi Marittime: vallone dell'Argentera e parete SW del corno Stella

Escursionismo • Piemonte • Giugno 2026

Itinerario

Pian delle Mosche (Terme di Valdieri) - Vallone dell'Argentera - Rifugio Bozano - Q.2600 verso la via Normale del corno Stella - ritorno

Dati tecnici

Descrizione

In genere mi interessano poco i percorsi che portano a rifugi o quelli di avvicinamento ad altri più complessi e tecnicamente rilevanti, ma in questo caso ci sono almeno due motivi che mi spingono a parlare del semplice sentiero che porta al rifugio Bozano: la splendida conca detritica in cui sorge l'edificio, alla base della spettacolare parete sud-ovest del corno Stella, e il gruppo di stambecchi che sono riuscito ad avvicinare, e fotografare, un centinaio di metri più in alto, lungo la traccia che porta alla via Normale della celebre montagna.

Risalendo la valle Gesso entriamo nel bellissimo parco Naturale delle Alpi Marittime. Superata la località Terme di Valdieri la strada diventa stretta, ma sempre facilmente percorribile fino al gias delle Mosche, dove parcheggiamo.
Un consiglio: la zona che ci accingiamo a visitare è affascinante, ma molto frequentata nei weekend e in alta stagione, per cui se siete come me molto simili a un vecchio orso scontroso, conviene che scegliate un giorno feriale per salire lassù!
Un secondo consiglio: la strada è soggetta a una lunga chiusura invernale, a lavori di manutenzione e interventi di ripristino, per cui prima di partire conviene sempre cercare aggiornamenti sulla percorribilità nel sito www.areeprotettealpimarittime.it.

Ci incamminiamo lungo l'evidente sentiero (segnavia N10 per vallone dell'Argentera e rifugio Bozano) che subito si inoltra ripidissimo nel bosco.
Più in alto ci avviciniamo a un torrente e rasentiamo una rumorosa cascatella, poi raggiungiamo un'ampia radura erbosa chiamata gias del Saut ("gias" è un termine dialettale piemontese che indica un alpeggio o un ricovero estivo d'alta quota per il bestiame): da qui la pendenza cala sensibilmente e in condizioni normali il sentiero diventa poco di più di una piacevole passeggiata.

La parte superiore del percorso, tuttavia, attraversa su una bella traccia un'enorme pietraia e può capitare che l'insolazione metta in difficoltà chi abbia sottovalutato una salita semplice, ma senza un attimo di tregua, che porta dai 1591 metri della partenza ai 2453 del rifugio: mentre sto bevendo un sorso d'acqua per contrastare il calore del sole già poco sopportabile alle 9 del mattino, noto che un uomo che sta salendo dietro a noi con un'andatura molto irregolare improvvisamente accelera per raggiungerci. Lo aspetto perché sospetto che ci sia qualcosa di anomalo in lui e quando arriva ne ho la conferma: è rosso in faccia, eccessivamente sudato, e con un filo di voce mi chiede se posso dargli un po' d'acqua. Dice che in decine di volte che è salito al Bozano, questa è la prima in cui la sete lo tormenta e una borraccia non gli basta; gliela riempio, mi accerto che non gli serva altro e ripartiamo.
Al ritorno ci saluterà con un sorriso radioso da un tavolo del rifugio.

Nel frattempo le vedute sono diventate talmente belle da costringermi a scattare foto in continuazione, alla resa dei conti tutte uguali!
A sud-ovest è facile individuare fra le altre la cima di Fremamorta, su cui siamo saliti ieri, mentre a sud sono notevoli le cime de Cessole e la Madre di Dio, e a nord la nervosa catena delle Guide, ma a stupire per eleganza e potenza sono quelle che chiudono il vallone a est: l'inconfondibile corno Stella, con la sua impressionante parete SW, e l'imponente serra dell'Argentera, con le cime maggiori del massiccio, e delle intere Alpi Marittime... Dio mio, che meraviglia!

Saltiamo il rifugio e proseguiamo verso l'alto perché voglio toccare la roccia del corno Stella e trovare il punto di partenza della durissima via Normale.
La traccia è lastricata e comoda, ma ben presto diventa scoscesa e franosa; per aggirare la parete rocciosa ed evitare le chiazze di neve che a metà giugno eroicamente provano a resistere lassù, mi sposto a destra fino a raggiungere una chiazza erbosa molto inclinata. Qualcosa si muove a pochi metri da me e mi accorgo che si tratta di un grande stambecco.
Istintivamente mi fermo, mi siedo su un sasso e fingo indifferenza: l'animale si comporta nello stesso modo. Mi guardo attorno e vedo una decina di maschi con corna enormi che stanno pascolando tranquillamente e dopo una rapida occhiata già mi ignorano. Non mi alzo, ma molto lentamente mi avvicino fino a coglierne lo sguardo.
Stanno perdendo il pelo invernale e ogni tanto con una zampa si grattano come farebbe un cane, ma goffamente, o si strofinano contro la roccia. Quando capita loro di cozzare con le corna contro una pietra, neppure se ne accorgono, ma io percepisco chiaramente un rumore secco che ricorda quello di un grosso bastone di legno sbattuto contro un muro.
Sono placidi, affascinanti, fieri, maestosi, si alimentano per accumulare energie, soprattutto oziano in attesa delle contese che fra qualche mese li coinvolgeranno prima degli accoppiamenti.

Il sentiero nel vallone dell'Argentera Vallone dell'Argentera: torrente Vallone dell'Argentera: veduta verso ovest Cime de Cessole e Madre di Dio Il sentiero nel vallone dell'Argentera Il sentiero nel vallone dell'Argentera Corno Stella: parete SW Serra dell'Argentera Vallone dell'Argentera: veduta verso sud-ovest (al centro si riconosce la cima di Fremamonta, a destra le teste di Bresses) Il sentiero nel vallone dell'Argentera Corno Stella e serra dell'Argentera Corno Stella: parete SW Serra dell'Argentera Catena delle Guide Corno Stella e rifugio Bozano Conca detritica col rifugio Bozano e veduta verso sud-ovest Cime de Cessole, Madre di Dio e veduta verso sud-ovest Corno Stella: parete SW Corno Stella: parete SW Conca detritica col rifugio Bozano e veduta verso ovest-sud-ovest Catena delle Guide A fianco del corno Stella Stambecco (seguono altre immagini)

Galleria fotografica

Dettagli