Itinerario
Piau-Engaly - Port de Campbieil - Soum des Salettes (2976m) - rientro lungo lo stesso percorso
Dati tecnici
- Zona: Pirenei Centrali francesi: vallée d'Aure
- Quota partenza: 1870 m
- Quota massima: 2976 m
- Dislivello: 1200 m
- Tempo totale: 5h 30'
- Difficoltà: E
Descrizione
PIRENEI CENTRALI: TERZO EPISODIO
Bielsa è un piccolo paese che si trova a 1000 metri di quota, in una zona caratterizzata da imponenti montagne. Nonostante anche qui la temperatura sia sensibilmente più alta della media, le notti sono fresche, tanto da permettere un sonno soddisfacente. Fisicamente non noto miglioramenti, ma un'euforia appena percepibile mi porta ad alzare lievemente la posta; decidiamo quindi di provare a raggiungere la cima della soum des Salettes (2976m).
Se penso che solo 5 giorni fa, demoralizzato e completamente demotivato, ero deciso a tornare in Italia rinunciando a oltre una settimana di vacanza già pagata e forse definitivamente alle escursioni in montagna, devo riconoscere che ora la crisi psicologica, pur non essendo superata, è almeno gestibile.
Ho tratto giovamento da una temperatura più sopportabile, da montagne apparentemente più interessanti, da un paio di supermarket spagnoli dove trovare finalmente prodotti adatti a me, dalla macchinetta del caffè che con le sue capsule impreziosisce la cucina di questo appartamento, piccole cose non determinanti, insomma, che proprio per questo motivo testimoniano la presenza della volontà di reagire.
È curioso il fatto che a Bagneres-de-Luchon, in Francia, dopo aver percorso il primo sentiero, sia sconfinato per 3 volte in Spagna alla ricerca di itinerari più stimolanti, mentre ora da Bielsa, dopo la prima escursione nei pressi del paesino spagnolo, entrerò in Francia per provare a salire sulla cima scelta: in questo periodo pare che sia in continua fuga dal posto in cui mi sveglio e una simile anomalia dovrebbe forse rappresentare un interessante argomento di riflessione.
Partiamo alle 6. Superiamo il tunnel di confine e proseguiamo verso Aragnouet, nella vallée d'Aure. Nei pressi della suggestiva chapelle des Templiers, appena prima del borghetto francese, deviamo a sinistra per salire a Piau-Engaly, un noto comprensorio sciistico.
Parcheggiamo nei pressi degli enormi edifici turistici semi-circolari e velocemente ci dirigiamo verso ovest.
Scendiamo lungo una sterrata verso il torrente e ne seguiamo il corso fino al ponticello a destra che ci permette di attraversarlo: finalmente siamo su un sentiero e abbastanza distanti dalle strutture turistiche.
È semplice individuare la traccia giusta, anche perché quella che stiamo risalendo blandamente è l'unica valle della zona. Tuttavia, come talvolta succede in aree montane troppo antropizzate, l'attenzione per le esigenze degli escursionisti, cioè gli ospiti meno invadenti, è limitata e di conseguenza lo sono le segnalazioni, che poi però troveremo più avanti.
Il versante roccioso che chiude a nord la valle è impressionante, pare inattaccabile e alto almeno un migliaio di metri: ancora non sappiamo che fra due giorni passeremo proprio da là sopra per raggiungere le cime del pic de Campbieil (3173m) e del pic de Lentilla (3157m). La mia attenzione è però rivolta soprattutto verso l'alta valle, a sud-ovest, dove già riconosco la nostra meta, la soum des Salettes. È lontanissima e qualche dubbio prova a incrinare il moderato ottimismo con cui sono partito.
Notiamo inoltre una situazione particolare che al momento non riusciamo a interpretare: non lontano da noi c'è un gregge di pecore che belano insistentemente e sembrano nervose o spaventate, mentre quello che dovrebbe essere il pastore si sta allontanando risalendo un versante scosceso. Ingenuamente supponiamo che stia andando a recuperare un animale, ma quando fra qualche ora rientreremo, tutto diventerà più chiaro.
Proseguiamo lungo un sentiero mai faticoso perché è ben battuto e guadagna quota lentamente. Quando però arriviamo a un secondo ponticello che permette di attraversare un corso d'acqua, ho la netta impressione che manchi ancora gran parte della salita. E infatti l'altimetro segnala che la cima della montagna, sotto alla quale siamo giunti, si trova oltre 800 metri sopra di noi. Mi consola il fatto che a metà strada toccheremo la port de Campbieil, il passo dove faremo una breve tappa per rifocillarci e che nel peggiore dei casi potrebbe diventare un'interessante meta alternativa dove risulterebbe accettabile una rinuncia a quella iniziale.
A un bivio andiamo a destra (segnavia per port de Campbieil) per inoltrarci in un lunare ambiente d'alta quota.
Dal passo ci separano un immenso pendio detritico e vari tornanti che rendono la traccia percorribile agevolmente; man mano che procedo, tuttavia, sento accumularsi la fatica in modo preoccupante.
Quando finalmente arrivo all'ampia sella - Lori è lì che mi aspetta da vari minuti - sono abbattuto, convinto che sia inutile insistere con sforzi eccessivi che da nessuna parte mi porteranno.
La valle a est, da cui proveniamo, è bellissima e neppure gli impianti sciistici installati su quello che è poco più di un colle riescono a deturparne l'aspetto. La valle ad ovest è simile, forse meno spettacolare, ma più suggestiva perché il sentiero che la risale è la sola traccia umana che mostra.
Le montagne a nord sono affascinanti, con immensi pendii di detriti e lastre di roccia compatta che precipitano selvaggi da oltre 3000 metri di quota: guardando la carta conto 7 cime che superano quell'altezza, tutte apparentemente raggiungibili per chi abbia abbastanza forza nelle gambe, capacità nei polmoni e determinazione nella testa.
Controllando l'ora mi accorgo che in realtà non siamo saliti velocemente, ma neppure con la lentezza che temevo: lo sforzo che sto facendo è certamente troppo elevato per questo tipo di escursione, tuttavia l'ambiente che mi circonda ha un impatto talmente benefico da convincermi rapidamente che posso sopportarlo, che ho ancora un po' di margine.
Propongo a Lori di riposarci altri 5 minuti e di partire poi per la cima.
Incrociamo un escursionista che sta scendendo. In un attimo di pausa ne vediamo un secondo che transita di corsa dal passo e scende nella valle opposta: è probabile che si tratti di un giovane runner che si sta allenando. Oltre a loro ci siamo noi e nessun altro.
Mentre cammino mi distraggo cercando di capire i motivi dei miei sbalzi di umore e del repentino calo di forma legato forse a inattività e conseguente aumento di peso. A un'età in cui tutto ciò può portare a rinunce definitive, devo assolutamente individuare, valutare e scegliere una soluzione. Sono perso nei pensieri mentre guardo il suolo e mi ipnotizza l'incedere dei miei scarponi, così non mi accorgo che la vetta è lì, splendida, a due passi.
Non sono in grado di descrivere compiutamente il panorama circolare che si può ammirare da quassù perché oggi davanti a noi, con sole, cielo azzurro e qualche candida nube, fanno mostra di sé alcune delle cime più alte e affascinanti dei Pirenei, dal Vignemale al Perdido. Riconosciamo chiaramente anche la spettacolare brèche de Roland, e se la mia familiarità coi luoghi non fosse così approssimativa, potrei individuare e memorizzare decine e decine di grandi cime impervie che varrebbe la pena di provare a raggiungere.
Non è entusiasmo, ma forse commozione quella che in pochi minuti ha vaporizzato la spossatezza.
I componenti della squadra "restauro ometti" si mettono subito all'opera, poi lasciano il posto al documentarista, che scatta una valanga di foto e prende appunti, infine arriva il momento del cambusiere, che stappa la birra e propone sulla superficie di un sasso piatto pacchetti di crackers e utili, ma tristissime, barrette con improbabili frutti e semi.
Di ritorno, ormai nei pressi del fondovalle, notiamo un maestoso gipeto. A lato, più in alto, ce ne sono un paio, e poco lontani numerosi altri. Si dirigono tutti verso la stessa zona. Inizialmente sembrano mostrare indifferenza, ma dopo aver volteggiato elegantemente su un punto preciso, vi planano sopra con improvvisa rapidità e da lontano si confondono infine nella polvere di quella che a terra pare una zuffa.
Di colpo si spiega la scena che avevamo notato qualche ora prima, con il gregge di pecore agitate e il presunto pastore: quello verso cui stava andando, per controllarlo e rifornirlo di resti di carcasse, era il carnaio predisposto per i grandi rapaci che ora stavano pasteggiando caoticamente.
Chapelle des Templiers (risalente al XII sec. - all'interno affreschi del XIV sec.)
Lungo la sterrata a inizio percorso (in alto, al centro, si riconosce la soum des Salettes)
Verso l'alta valle
Marmotta
Verso l'alta valle (in alto, a destra, si riconosce la soum des Salettes)
Verso la port de Campbieil (in alto la soum des Salettes, al centro il passo)
Verso la port de Campbieil (in fondo, a sinistra)
Nei pressi della port de Campbieil
Nei pressi della port de Campbieil
Soum des Salettes (dai pressi della port de Campbieil)
Verso la cima della soum des Salettes
Verso la cima della soum des Salettes (in fondo si riconosce il Vignemale)
La port de Campbieil e alcuni dei 3000 a nord (dal sentiero verso la cima della soum des Salettes)
La valle a ovest, verso Gédre e, in alto a sinistra, il Vignemale (dal sentiero verso la cima della soum des Salettes)
La bellissima valle a est, dalla quale proveniamo (dal sentiero verso la cima della soum des Salettes)
Verso la cima della soum des Salettes (seguono altre immagini)
Cima, con "ometto" da restaurare
Cima, con "ometto" restaurato
Cresta sommitale (in fondo si riconosce il Vignemale)
Veduta verso la valle a sud, la cresta di confine e, in fondo, il monte Perdido (dalla cima)
Veduta verso i circhi creati da antichi ghiacciai e le montagne a sud (dalla cima)
Cresta sud-est (dalla cima)
Veduta verso la port de Campbieil, le montagne a nord e la valle a est, dalla quale siamo saliti (dalla cima)
Veduta verso il monte Perdido (dalla cima)
Di ritorno, nei pressi della port de Campbieil
Di ritorno, nei pressi della port de Campbieil
Soum des Salettes; versante nord-est (scendendo dalla port de Campbieil
Di ritorno (in fondo, al centro, la soum des Salettes e la port de Campbieil
L'animaletto che sta andando a pranzo...
Galleria fotografica
Dettagli
- Zona: Pirenei
- Attività: Escursionismo
- Periodo: Luglio 2026